San Marino, la festa del 1 Maggio e il mercato del lavoro
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Lunedì 01 Maggio 2017

 

di Alessandro Carli

 

"Il lavoro unge di dignità. Il lavoro non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati: è un diritto per tutti" ha affermato recentemente Papa Francesco. Bergoglio anche questa volta non si è schierato per la tutela del posto di lavoro, ma si è messo dalla parte della difesa del lavoro.

Un tema caldo, di grandissima attualità anche a San Marino. Sul tema del mercato del lavoro, occorre intervenire sull'attuale impianto normativo, avvicinando - come ANIS chiede - in maniera più efficace la domanda e l'offerta, varando il progetto Labor, su cui gli Industriali spingono con decisione già da diverso tempo.

Va, in questo senso, "messa a posto" la "carta di identità" del lavoratore: il suo profilo deve essere più preciso, evidenziando le competenze che realmente possiede. Crediamo che l'obiettivo, nel momento in cui un'impresa cerca una determinata professionalità, debba essere quello di dare una risposta in tempi ragionevole. Contestualmente occorre poi snellire le procedure amministrative, soprattutto per i lavoratori frontalieri: le imprese ancora oggi devono attendere troppo.

Se un'azienda ha bisogno di una certa professionalità a breve giro di posta, l'attesa di un mese per avere una risposta può significare anche la perdita di una commissione, con tutto quello che, in termini economici, comporta.

Avvicinare quindi domanda e offerta è nell'interesse sia delle imprese che dei lavoratori e rappresenta – lo sottolineiamo con forza - un ulteriore fattore di competitività dell'intero sistema Paese.

Intanto quella che si festeggerà il 1 maggio sul Titano sarà un po' "più" festa dei lavoratori. Forse è ancora presto per stappare le bottiglie del vino più buono, però gli ultimi numeri sullo stato dell'economia del Paese, pubblicati dall'Ufficio di Statistica della Repubblica di San Marino, sono incoraggianti e fanno ben sperare. Tra il mese di marzo 2016 e quello del 2017 il numero dei lavoratori dipendenti del settore privato è salito con un certo vigore, passando da 14.697 a 15.000. Sempre nello stesso periodo i frontalieri sono passati da 5.195 a 5.258. Anche il numero di disoccupati in senso stretto si è ridotto, scendendo sotto la soglia delle mille unità (erano 1.136 a marzo 2016, ora sono 993). Aumenta, seppur di poco, anche la "forza pubblica", ovvero i lavoratori dipendenti del settore Pubblico allargato: in un anno (marzo 2016 – marzo 2017) questa voce ha fatto registrare un +34 (da 3.709 a 3.743).

Augurando a tutti i lavoratori una felice festa, prendiamo a prestito le parole di Indro Montanelli, sempre acute: "Lo Stato dà un posto. L'impresa privata dà un lavoro".