ASDI, un ruolo-chiave per l’ammodernamento del Paese
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Giovedì 22 Settembre 2016

 

di Alessandro Carli

 

In questi giorni si è insediata l'Agenzia per lo Sviluppo Digitale, alla quale è affidato il compito recuperare quell'efficienza e semplicità che diversi anni fa caratterizzava il nostro Paese e che rappresenta un elemento di forte attrattività di un sistema.

In questi anni invece il Titano si è dotato di un apparato regolamentare spesso sovradimensionato per la nostra realtà e dimensione.

Il tutto mentre altri Stati, con strutture ben più complicate delle nostre, hanno saputo accelerare, diventare più appetibili, anche grazie a una serie di riforme messe in campo (giusto per fare due esempi, la Poste Elettronica Certificata, la PEC, e la fatturazione elettronica).

Recuperare il gap – evidenziato anche dalle classifiche del Doing Business, che ci posiziona piuttosto indietro – attraverso la tecnologia. Sarà questa la mission dell'ASDI, che nei giorni scorsi ha incontrato alcune associazioni di categoria del Paese: dovrà cioè proporre un piano di investimenti e iniziative legate alle piattaforme digitali, standard tecnologici, sicurezza informatica, infrastrutture e reti, ricerca ed innovazione, alfabetizzazione digitale.

Il Paese ripone grande fiducia nell'ASDI. Sarà certamente importante che parta con il piede giusto, cercando di mantenere il contatto con le realtà del territorio, al fine di individuare le priorità e gli obiettivi da raggiungere, ma soprattutto capire come svilupparli concretamente.

Ovviamente serviranno anche altre iniziative per tornare a essere attrattivi e moderni. Nel frattempo però – chiaro è l'input che vogliamo dare

politica che da dalla seconda metà di novembre dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare davvero per dare tutti quegli strumenti necessari per il rilancio -, auguriamo "buon lavoro" all'Agenzia per lo Sviluppo Digitale: i loro "report" saranno utili per ammodernare e rilanciare il Paese.

E magari farci scalare la classifica del "Doing Business".