Editoriale: la politica e i segnali di ripresa
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Lunedì 08 Agosto 2016

 

di Alessandro Carli

 

Con le dimissioni dell'ex Segretario Antonella Mularoni – accettate dal Congresso di Stato – si è aperta ufficialmente la crisi di Governo e di conseguenza il ritorno alle urne, previsto per il mese di novembre quando si andrà a votare con la preferenza unica.

"Faremo di tutto per garantire la gestione del Paese, con particolare attenzione alle questioni bancarie e finanziarie e alla legge di bilancio" ha annunciato l'Esecutivo.

Nelle prossime settimane, da osservatori, valuteremo quali saranno le contromisure che verranno adottate...

Ma veniamo alle elezioni. Premesso il rischio ballottaggio, sul piatto ci sono due date: 13 e 20 novembre. Ma c'è soprattutto una Finanziaria da varare, che – nel caso il nuovo Governo venisse messo in piedi a dicembre – rischierebbe di assomigliare a quella dello scorso anno, piuttosto "timida", priva cioè di una ristrutturazione della spesa pubblica che consenta di liberare risorse da destinare agli investimenti strategici di cui il Paese ha bisogno.

Paese che – dati UPECEDS 2016 alla mano – sta mostrando, anche grazie alla buona performance del comparto manifatturiero, alcuni segnali di ripresa e che per rilanciarsi ha bisogno di una programmazione seria, di lunga visione. Di una stabilità politica e di una Finanziaria che non si limiti a un "mero conteggio" (cosa che potrebbe accadere in caso di elezioni nella seconda metà di novembre: l'auspicio è che questa volta la politica pensi davvero al bene del Paese) ma che sia veramente incisiva.

Che sappia cioè tracciare davvero una strada.

Per completare tutte le riforme iniziate e annunciate (su questa crisi politica iniziata in coda al mese di luglio, questa settimana, San Marino Fixing dedica due pagine: le riflessioni dell'Associazione Nazionale Industria San Marino e le ricadute "economiche" dovute a questo stop forzato) serve chiaramente stabilità.

Ma anche una seria programmazione.

Buon lavoro!