Editoriale: contratti, sempre più confusione
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Giovedì 19 Novembre 2015

 

di Alessandro Carli

 

Ogni giorno si fa più attuale e urgente la necessità una definitiva chiarezza sull'atavico nodo, ancora irrisolto, della rappresentatività. La recente sottoscrizione da parte di Osla e di Usl del rinnovo del contratto del settore artigianato, "in barba alla minaccia della riforma sulla rappresentatività" e magnificamente definito dall'Associazione degli artigiani UNAS "sedicente", ci fa tornare ancora una volta sull'argomento. Onde evitare ulteriore caos (e conseguenti polemiche), crediamo che si debba sancire per legge – e per questo chiediamo a gran voce che il prossimo Consiglio Grande e Generale dia il semaforo verde al progetto di Legge "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero" e quindi una soluzione definitiva - che ci possa essere solamente contratto con efficacia erga omnes per ogni settore e non, come invece accade ora (un esempio su tutti, quelli del settore industria e appunto quello di questi giorni dell'artigianato), ovvero che ne possano coesistere due o più, con il rischio che quello 'applicabile' sia l'unione (delle parti 'migliori') dei due. Rispettando un elementare principio di democrazia e affinché sia valido il principio dell'erga omnes, quel contratto – come abbiamo più volte ripetuto - dovrà rappresentare la maggioranza dei lavoratori. Non è che per caso, ci suggerisce il 'sesto senso' e un po' di malizia (e con la sincera speranza di sbagliarci), che ne arriveranno anche due o più per il commercio e per altri settori?