Quante promesse al Fondo Monetario Internazionale
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Venerdì 26 Aprile 2013

 

di Loris Pironi

 

Nuove tasse (la patrimoniale), tagli (la spending review), misure per la crescita (un Decreto Sviluppo in salsa sammarinese). Si pensa al piccolo, a far quadrare il bilancio di San Marino, ma si ragiona come i grandi della Terra. Stessa terminologia, stessi riferimenti economici. In effetti tutto è collegato. Compresi i vizi (tanti) e le virtù. La patrimoniale, lo leggete all’interno di questo numero, si farà. Non c’è stato verso di convincere l’esecutivo che è una tassa iniqua: non cambiano i saldi (dieci milioni) e della promessa di non ripeterla mai più (almeno di evitarla il prossimo anno) non c’è niente nero su bianco. L’esito del lavoro dello spending team tra poco vedrà la luce. Prima di metter nuove tasse che penalizzano le imprese in effetti si sarebbe dovuto vedere quanto lo Stato è in grado di tagliare dei propri sprechi. Che non sono pochi, ad ascoltare gli addetti ai lavori, e noi gli crediamo. Poi ci sono le misure per il rilancio dell’economia. Anche in questo caso di iniziative da intraprendere, dopo anni di immobilismo o, al massimo, di interventi a pioggia, c’è davvero una prateria in cui correre. Misure realizzabili con successo in tempi rapidi, talvolta addirittura a costo zero. Misure che le imprese aspettano con ansia. Senza parlare delle riforme strutturali, che dovrebbero essere la base di tutto, e che - queste sì - si stanno facendo attendere da troppo tempo. A Washington, al Forum di primavera del Fondo Monetario Internazionale, San Marino ha portato i suoi provvedimenti. Quelli già presi e, soprattutto, quelli in divenire. Quando i provvedimenti presi supereranno quelli fermi alla fase di intenzione, ecco, allora forse potremo raccontare di un Paese che si è finalmente rimesso in moto.