Editoriale: la sana (?) politica del rimandare
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Venerdì 29 Marzo 2013

 

di Loris Pironi

 

C'era una volta la politica del fare.

Lasciamo perdere, forse non c'è mai stata, è solo una di quelle favole che si raccontano la sera ai bambini. Allora diciamo: c'era una volta la politica del confrontare. Quella buona politica che voleva tutti quanti attorno a un tavolo, tripartito, tecnico, semi-tecnico, istituzionale. Per proporre, naturalmente. Ragionare. Condividere. Con le gambe sotto ad un tavolo, del resto, si sta tutti un po' più vicini, sicuramente ci si sente più uniti, ed è già un risultato apprezzabile.

A questa politica, che aspira a prendere le giuste decisioni per risollevare le sorti del Paese però noi adesso, rivolgiamo un accorato appello: dove sono finite le riforme che avevate promesso, le riforme che erano state poste ai primi punti dei vostri programmi elettorali? Le promesse - aggiungiamo in questa nostra invettiva nata stanca, esasperata - a cui eravamo tenuti a credere perché in fondo su questi temi il confronto era già in stato avanzato nella passata Legislatura?

Riforma del mercato del lavoro. Nei fatti non si è ancora ripartiti.

Riforma tributaria. Il provvedimento, il nostro Dorando Pietri dei Progetti di Legge, scapicollato proprio sul traguardo (anche se dobbiamo ricordare che qualcuno l'ha spinto di proposito), è ancora lì che giace. Giace in attesa del bacio di un principe galante, probabilmente, perché altrimenti non si capisce cosa ci sia di più importante da far ripartire.

Vogliamo parlare della riforma della normativa degli appalti? Proprio la scorsa settimana Fixing ha denunciato la mancanza del registro unico delle imprese, atteso da anni; oggi raccontiamo la buona notizia, finalmente si parte, ma è tutta la materia che necessita di un intervento. Beh, magari vogliamo parlare della legge sulle residenze. O del cosiddetto pacchetto competitività. O di internazionalizzazione...

Nel prossimo Consiglio Grande e Generale, a fine aprile, prenderà vita, in compenso, la patrimoniale. Effettivamente ne sentivamo il bisogno. Già, ma su quali immobili i sammarinesi e i residenti saranno chiamati a pagare? Senza la riforma del catasto, infatti, è come andare a chiedere i soldi a caso.

A proposito di politica, vi invitiamo a leggere, a pagina 2, il racconto delle impressioni di un nostro giovane collaboratore (nell'ambito del percorso di giornalismo che portiamo avanti da qualche mese con 19 studenti del Liceo Economico). Leggete quanto è educativo andare a seguire il Consiglio Grande e Generale dalla "piccionaia" di Palazzo Pubblico...