Nasce Banca CIS, l'Ad Daniele Guidi: Saremo banca a 360°
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Martedì 03 Luglio 2012

BancaCIS DanieleGuidi MassimoMerlino

 

di Loris Pironi

 

SAN MARINO - Il 2 luglio è nato ufficialmente un nuovo soggetto bancario a San Marino. È Banca CIS, frutto dell'acquisizione, da parte di Banca Partner, di una delle quattro "banche storiche" del Titano, ovvero il Credito Industriale Sammarinese. Un istituto di private banking, specializzato dunque in gestione di patrimoni, che acquista una banca retail. Una banca "giovane" (celebra proprio in questi giorni i 10 anni di vita) che ne assorbe una dalla lunga tradizione. Banca Partner aveva 20 dipendenti, il CIS 38, la nuova banca avrà una sessantina di dipendenti, il che significa che l'operazione ha tenuto conto anche dell'esigenza di salvaguardare l'intero personale. Un obiettivo reso possibile anche dal fatto che i due istituti sono, di fatto, praticamente complementari quanto a professionalità e servizi offerti. Banca CIS manterrà le tre filiali storiche del Credito Industriale (a Serravalle, Borgo Maggiore e Città) mentre la struttura di Banca Partner a Dogana, al centro Admiral, diventerà di fatto la divisione private banking di Banca CIS.

"Abbiamo deciso - spiega Daniele Guidi, Amministratore Delegato di Banca CIS (nella foto a sinistra assieme al Presidente Massimo Merlino) - di abdicare il nostro brand di Banca Partner per mantenere il nome CIS, il nome di una delle quattro banche storiche della Repubblica, un nome conosciuto ed apprezzato sul territorio, ma la nuova realtà sarà di fatto una fusione perfetta tra i due istituti. Perché abbiamo acquisito il CIS? Perché tra le due banche c'era una complementarietà praticamente a trecentosessanta gradi. Banca Partner per dieci anni ha avuto sul territorio un ruolo di private banking e di intermediazione finanziaria, il CIS invece ha svolto attività di banca retail. Questa aggregazione ci porta ad essere un vero e proprio unicum sul territorio, che ha la possibilità di rivolgersi al cliente tradizionale e nel contempo a quello più esigente, che richiede servizi finanziari a valore aggiunto: una banca moderna al passo con le esigenze del mercato".

E quale sarà la mission di Banca CIS?

"Tutto è maturato piuttosto in fretta, ma abbiamo le idee chiare su ciò che vogliamo fare. Intendiamo fare ogni sforzo possibile per coprire tutte le esigenze della nostra clientela, poggiandoci sulla storia e sulla tradizione del CIS - che è sempre stato una banca commerciale di grande qualità, quasi una boutique a San Marino - e sulla professionalità maturata in questi anni in Banca Partner. Partiamo, insomma, da una base importante. La concorrenza sul mercato interno? Noi non intendiamo scendere nella mischia e combattere col coltello tra i denti a colpi di offerte al ribasso, vogliamo avere una visione di sistema. Un buon servizio premia la professionalità a lungo termine, e il cliente lo percepisce e lo premia".

La "famiglia" di Banca CIS comprende anche la società Scudo Investimenti. Che rappresenta una realtà molto interessante per San Marino.

"In questi anni Banca Partner ha cercato di diversificare il risparmio: questa sarà un po' la filosofia anche di Banca CIS e Scudo Investimenti, con i suoi prodotti innovativi, primo fra tutti il fondo Scudo Arte Moderna. Con Scudo portiamo avanti un filone che all'estero ha già dato grandi soddisfazioni, colpendo nicchie di mercato che riscuotono notevole successo soprattutto nel mondo anglosassone. Più in generale, cerchiamo di far capire ai nostri clienti che un buon portafoglio comprende non solo prodotti finanziari ma anche beni tangibili. L'arte ne è un esempio e non è certo l'unico".

Il Credito Industriale Sammarinese già nel nome conteneva un'indicazione chiara del proprio indirizzo. Banca CIS continuerà ad essere un riferimento per il mondo imprenditoriale?

"Il CIS è sempre stato di supporto al sistema economico e lo sarà sempre in futuro. Continueremo sicuramente a fare la nostra parte per la crescita di San Marino cercando di sostenere e valorizzare quelle imprese che hanno prospettive di crescita".

Anche da un punto di vista occupazionale avete mandato un segnale importante.

"Abbiamo confermato tutti i dipendenti, a dimostrazione della nostra volontà di approcciarci all'operazione con spirito di sacrificio. Crediamo nei nostri dipendenti, abbiamo deciso di investire su ognuno di loro. Sono convinto siano non solo professionisti preparati ma anche che credono nell'azienda e in questa nuova avventura. Potevamo supporre una certa resistenza di fronte alla prospettiva di un cambiamento di proprietà, invece abbiamo trovato un personale estremamente motivato e disposto a crescere professionalmente".

La formazione, in effetti, è fondamentale in ambito finanziario. Oggi più che mai.

"Come Banca Partner abbiamo sempre privilegiato la formazione, in una banca piccola fra l'altro è più facile. Sono certo che è stato così anche al CIS, ad ogni modo abbiamo già spiegato ai dipendenti che chiederemo un'attività importante di formazione, anche per creare una cultura d'impresa che sia unica, perché la nuova struttura sarà unica. Inoltre tutti i nostri collaboratori devono avere anche una formazione di economia generale oltre ad una formazione specialistica già molto elevata. Vorrei evidenziare che già tutti i dipendenti di Banca Partner hanno sostenuto corsi di inglese, cosa che non accade ovunque".

 

LA "STORIA" DELL'OPERAZIONE

L’interesse di Banca Partner per il CIS è nato nel novembre del 2011, un periodo in cui i vertici dell’istituto avevano deciso di ampliare la propria presenza sul territorio.

In questo periodo il Cda di Banca Partner incomincia a guardarsi intorno, a verificare se ci sono possibilità di crescere direttamente sul mercato interno, ampliando la presenza come numero di filiali e agenzia oppure, in alternativa, seguendo la strada di acquisizioni o aggregazioni bancarie. Oltre al CIS c’erano sul tavolo altre soluzioni, presto però sono iniziati contatti concreti con la Fondazione Carim di Rimini, proprietaria del Credito Industriale Sammarinese, che ha affidato a Mediobanca il ruolo di advisor per gestire la fase di cessione del proprio istituto di credito controllato in Repubblica.

I tempi sono stati piuttosto rapidi: a ridosso di Natale è arrivato lo scambio di lettere impegnative in cui Banca Partner ha manifestato la chiara intenzione di acquisire il CIS, previa la possibilità di svolgere un’approfondita due diligence.

Siamo giunti così al 20 febbraio, quando è stato sottoscritto l’accordo per l’acquisizione: il 100% del CIS sarebbe andato a Banca Partner una volta ottenuta l’autorizzazione di Banca Centrale. Autorizzazione che è giunta puntualmente nell’arco di un paio di mesi. Il 18 maggio l’acquisizione è stata di fatto completata, il 25 c’è stato il passaggio di consegne negli organi dirigenziali e si è giunti agli sgoccioli dell’operazione. E il 2 luglio prossimo nascerà, finalmente, la nuova banca, “Banca CIS”, dalla fusione e aggregazione delle due diverse società.

http://www.sanmarinofixing.com/smfixing/fixing/archivio-fixing/8078-nasce-banca-cis-il-presidente-massimo-merlino-qgrande-futuro-per-il-titanoq.html