Le Fiamme Gialle al Consolato di San Marino
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Venerdì 24 Luglio 2009

Un lampo – e non un fuoco d’artificio, ricordo della recente Alba sul Monte - ha squarciato il cielo del Titano. Martedì sera infatti La Guardia di Finanza di Roma ha consegnato a Maurizio Battistini, console di San Marino a Rimini, “un mandato di perquisizione nei confronti di una persona domiciliata fiscalmente presso il Consolato, che detiene alcune società a San Marino”. Il Governo sammarinese ha fatto quadrato, definendo l’indagine delle Fiamme Gialle come “un atto ingiustificato e poco rispettoso di uno Stato sovrano, basato peraltro su notizie destituite di ogni fondamento”.
“La domiciliazione fiscale presso il Consolato di Rimini - ha replicato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni - è una prassi conforme ad una circolare del 2001, prevista dall’Agenzia delle Entrate e concordata. Vogliamo ritenerlo un equivoco interpretativo”. “Ci sono molte società sammarinesi domiciliate presso il consolato di Rimini – ha proseguito – ed è in essere una procedura concordata con l’Agenzia delle Entrate per farle operare, ma nessun documento riguardante società e persone fisiche è custodito in quella sede”. Un buco nell’acqua, che però ha lasciato in coda alcuni strascichi. A partire dal tribunale sammarinese, accusato – da voce italiana – di non essere collaborativo. La risposta del Segretario Antonella Mularoni è scesa decisa come una lama: “Tutte le informazioni sono state trasmesse dal nostro tribunale a quello di Roma. Ci risulta che la GdF abbia richiesto l’elenco dei nominativi di tutte le società domiciliate”.
Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del Segretario di Stato per le Finanze Gabriele Gatti: “Quando il nostro Paese ritiene di subire un torto, deve far sentire la sua voce. Ci troviamo di fronte, spero, ad un equivoco. Sicuramente è un atteggiamento non accettabile”.
In ballo - è stato fatto presente - c’è una rogatoria internazionale partita dal Tribunale di Roma nel febbraio 2009 ed evasa dal Tribunale sammarinese in due tranche, in primavera e nel giugno scorso. Nulla da nascondere quindi. “Siamo di fronte ad un abuso, intollerabile e inammissibile” ha sottolineato Gatti. L’Esecutivo, da par suo, ha già allertato gli interlocutori italiani - l’Ambasciatore d’Italia, il Ministero delle Finanze e la Farnesina - per la richiesta di chiarimento rispetto ad un attacco ingiustificato e pretestuoso, di cui non sussistono motivazioni attendibili.
“L’elenco cercato dalla GdF poteva essere richiesto non solo al Tribunale ma anche al CLO, l’Ufficio Centrale di Collocamento, aperto nello scorso aprile” ha rimarcato Marco Arzilli, Segretario di Stato per l’Industria.
Il primo lampo ha squarciato il cielo. E non sarà di certo l’unico: l’esecutivo infatti ha deciso di portare avanti la protesta.
Alessandro Carli