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I manga, fumetti dall'Oriente. C'è chi dipende da questa magica parola...
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| Giovedì 01 Settembre 2011 | |
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Da Flying on line, la rivista rigorosamente Under 15 che "esce solo quando gli va" (ma è sempre on line, all'indirizzo http://flyingonline.wordpress.com), Giacomo Pesaresi ci introduce nel magico mondo dei manga giapponesi.
di Giacomo Pesaresi
I manga. Forse alcuni li hanno sentiti nominare. Altri avranno storto il naso al sentire questa parola più o meno sconosciuta. Qualcuno starà ripensando alla propria infanzia. Molti invece dipendono proprio da questa magica parola. Ma partiamo dall’inizio. I manga sono i fumetti prettamente giapponesi, le loro primi apparizioni si possono ricercare già nel 1.600, quando erano semplici tavolette di legno con sopra incise scene per lo più a carattere religioso. Quello che viene però definito come il manga più antico viene realizzato nel Settecento, quando un artista decise di pubblicare un libro con tutti i suoi disegni creati lungo la vita.
Anche le scene di azione sono rappresentate in maniera differente, rese molto più dinamiche e coinvolgenti nel fumetto nipponico. I personaggi invece sono spesso rappresentati in maniera poco verosimile, oltre agli occhi che sono sproporzionatamente grandi, scintillanti e coloratissimi. Anche il fisico è fortemente stilizzato, gambe e braccia diventano lunghe, mentre il confine tra maschio e femmina a volte è quasi cancellato, se non per piccoli particolari. Gli albi sono anche stampati su carta di bassa qualità e in bianco e nero, per far fronte dell’enorme tiratura di copie necessaria. Il fumetto in Giappone fa parte della vita quotidiana, ci sono manga per giovani, per casalinghe, per manager. È normale trovare qualcuno in metropolitana che legge un manga in mano e si fa qualche risata, qualunque sia la sua età, perché l’enorme varietà peremette a tutti di trovare un fumetto che rispecchia la propria personalità e sappia regalare emozioni. Un manga è in grado di entusiasmare tanto quanto un libro o un film, alcune serie durano anni e vengono seguite da migliaia di persone che non si perdono un numero. I personaggi riescono a far ridere o piangere, a far prendere alla leggera una situazione oppure a riflettere. Quando poi una serie finisce, dopo anche mesi o anni di durata, si salutano i personaggi che – ve lo assicuriamo - sembrano essere diventati delle persone care, e si capisce quando sono stati in grado di farci emozionare. Eh sì, un “semplice” manga può fare anche questo.
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