Le scalate nel mirino della Consob
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Venerdì 08 Luglio 2011

 

Recentemente le Opa sono state al centro dell’attenzione della Consob, preoccupata sia del rischio di distruzione di valore che delle inefficienze nella “governance” post-Opa. Nonostante che alcune soluzioni siano state inserite modificando il regolamento emittenti, la maggior tutela delle minoranze non ha dato i frutti sperati. Pertanto, non si capisce come l’aumento degli ostacoli per chi voglia lanciare un’Opa dovrebbe indurre i risparmiatori di casa nostra a investire in Borsa. In linea di principio, le acquisizioni d’imprese italiane da parte d’investitori stranieri possono apportare benefici significativi all’economia del Bel Paese in termini di crescita dell’occupazione, formazione del capitale umano ed innovazione tecnologica purché siano motivate da obiettivi trasparenti. Non sempre, però, le acquisizioni sono guidate dalla voglia d’incrementare il valore dell’impresa. A volte celano intenti di “empire building” per creare posizioni dominanti. Diventa cruciale, quindi, definire le norme in materia di Opa per contrastare il rischio di distruzione di valore, pur garantendo l’efficienza del mercato del controllo societario che è fondamentale tutelare affinché le operazioni di acquisizione non incidano negativamente sulla “governance” post-Opa delle società oggetto di scalata. Ciò riguarda gli investitori, sia stranieri che italiani essendo probabile che i benefici privati del controllo siano una ragione di acquisizione, importante per un investitore domestico, magari più contiguo di altri con il sistema politico e quello dei media. La stessa cosa dicasi per il potere di mercato che è di competenza dell’Antitrust e non della Consob, preposta a tutelare i cittadini in quanto investitori e non consumatori. E’ pertanto condivisibile il provvedimento che introduce la possibilità di riaprire i termini del periodo di offerta per consentire l’adesione anche agli azionisti che in un primo momento hanno scelto di non conferire i titoli. Ancor meglio sarebbe se finalmente venisse meglio regolato il “leveraged buyouts”; quelle acquisizioni, cioè, in cui il debito dell’acquirente viene scaricato sulla società da scalare, compromettendone lo sviluppo post-Opa.