San Marino, Fixing, editoriale: l’Italia ora vuole delle risposte dal Monte Titano
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Martedì 15 Dicembre 2020

scalfarotto

 

di Daniele Bartolucci

 

La visita del vice ministro Scalfarotto è avvenuta in un momento particolare per San Marino, alle prese con una finanziaria che, paradossalmente, manca di "finanze". L'operazione collocamento dei nuovi titoli di debito pubblico, infatti, non si è ancora perfezionata e il Governo si è visto costretto a posticiparla al 2021. Le condizioni di mercato, si dirà, non erano favorevoli. Tradotto: il prezzo da pagare in interessi agli investitori è troppo alto. Ma i soldi, comunque, servono e quindi, come annunciato "si valuta un prestito ponte" da soggetti istituzionali. Ed è qui che la visita del numero due della Farnesina assume un altro significato: l'Italia darà una mano a San Marino? La risposta è stata affermativa, e non era affatto scontato.

Ma... ma c'è un ma. Anche bello grosso: cosa ha chiesto l'Italia a San Marino? Su questo non ci sono comunicazioni ufficiali, ma è abbastanza chiaro quali siano stati i temi affrontati da Scalfarotto: sistema bancario, riforme strutturali, IVA, Unione Europea. Insomma, le priorità che da tempo tutti conoscono a San Marino e che nessuno ha ancora ha voluto concretizzare. Cambiamenti che, di fatto, sul piano finanziario, fiscale, economico e di bilancio dello Stato, riporterebbero San Marino ad essere un "Paese normale". Ovviamente c'è il problema di ridefinire quel "normale" in base alle dimensioni e peculiarità di San Marino, ma questo non può continuare ad essere l'ostacolo insormontabile e l'unica motivazione al mancato cambiamento. Cambiamento che va realizzato, altrimenti non solo il Bilancio dello Stato non starà in piedi, ma da fuori nessuno tenderà una mano.