Cogenerazione: l’Italia investe, San Marino invece continua a vietarla
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Mercoledì 25 Novembre 2020

sede Coca Cola

 

di Daniele Bartolucci

 

"La sfida del presente, per il futuro della società e del pianeta, è stata lanciata ed è chiara: conciliare la crescita economica con l'efficienza energetica e la sostenibilità ambientale". Ne sono convinti a Orzinuovi (BS) i manager della AB, una delle aziende leader della cogenerazione industriale. "Lo ha sicuramente compreso", spiegano, "tanto da farne un fiore all'occhiello della sua green policy, la Sibeg che dal 1960 produce e sviluppa tutti i prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Sicilia, dando lavoro a 350 dipendenti e a circa 1.000 persone legate all'indotto, la quale già porta avanti progetti legati alla responsabilità sociale e sostenibilità ambientale quali, ad esempio, la gestione dell'acqua responsabile, il riciclo dei prodotti e il Green Mobility Project".

E' qui infatti, che "la volontà di razionalizzare ulteriormente i consumi di energia, di ridimensionare l'impatto ambientale e risparmiare sensibilmente a livello economico, unita alla necessità di impiegare energia in una triplice forma, hanno spinto l'azienda a optare per la soluzione tecnologicamente avanzata proposta da AB".

Non lo hanno compreso, ribaltando la questione nell'antica Repubblica, a San Marino, dove gli impianti industriali di cogenerazione non esistono per un motivo molto preciso: non c'è la normativa.

Una mancanza grave per diversi motivi, perché penalizza le aziende industriali che da questa tecnologia potrebbero trarre benefici anche economici, ma soprattutto rallenta quella "transizione" verso la Green Economy del sistema sammarinese, relegandolo e vincolandolo al consumo di energia elettrica anche quando non sarebbe necessario.

 

I NUMERI DELL'IMPIANTO SIBEG COCA-COLA


"Grazie all'installazione dell'impianto di trigenerazione nello stabilimento di Catania", spiega la nota stampa, "l'azienda oggi è in grado di produrre in maniera autonoma energia elettrica, vapore ed acqua refrigerata. Con questo impianto in un anno il consumo dell'energia elettrica è stato ridotto del 45%, evitando così l'emissione di 1.084 tonnellate CO2 in atmosfera, una cifra equivalente alla quantità di anidride carbonica assorbita da 81.300 alberi (in media) in un anno, pari ad un bosco grande come 101 campi da calcio".

Non solo: "Dal punto di vista economico l'azienda ha calcolato che, a partire dal secondo anno di vita del sistema di trigenerazione di AB, andrà a risparmiare 390mila euro all'anno, cifra che conferma quanto questa tecnologia, ormai matura e adottata sempre più da grandi player internazionali in tutto il mondo, non sia solo ideale dal punto di vista ambientale ma anche economico. Le aziende di questo settore sono grandi consumatrici di energia termica ed elettrica all'interno della loro filiera, con importanti ricadute sia sulla loro bolletta sia sull'ambiente e la cogenerazione è quindi la soluzione ideale per far fronte alle esigenze di queste realtà".