Speciale cultura di novembre: Bruno Munari “ricorda” Gianni Rodari
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Giovedì 12 Novembre 2020

Rodari

 

di Alessandro Carli

 

"Ci impossessiamo della piena importanza di un'opera d'arte solamente quando, nei nostri processi vitali, passiamo attraverso quegli stessi problemi che l'artista ha attraversato nel produrre la sua opera... È privilegio del critico contribuire a promuovere questo processo attivo: la sua condanna è nel fatto che egli lo arresta così spesso". Bruno Munari, il "Bollettino n. 8 del Centro Studi Arte Concreta, 15 ottobre 1952". Portano la sua firma i disegni scelti dalla Repubblica di San Marino per celebrare il centenario della nascita di Gianni Rodari attraverso i francobolli: due dentelli che rimandano alla magia dei racconti del più grande scrittore italiano per ragazzi.

Ma già nell'anno accademico 2005-2006 il Laboratorio di Fondamenti del design bidimensionale, tenuto da Omar Vulpinari, in collaborazione con l'Azienda Autonoma di Stato Numismatica e Filatelica di San Marino aveva progettato una serie di quattro francobolli dedicati all'anniversario della nascita di Bruno Munari. Tra i vari progetti realizzate dagli studenti del Laboratorio era stato selezionato quello di Ilaria Montanari che aveva proposto come tema il "Compasso d'oro ad ignoti".

Il progetto aveva l'intento di celebrare prima di tutto un grande maestro ma allo stesso tempo anche onorare il "vero design", quello moderno, semplice, funzionale, senza tempo, economicamente accessibile a tutti, quel design che l'università deve avere a cuore. Per questo i francobolli riportano le illustrazioni di quattro oggetti di utilizzo quotidiano, disegnati da ignoti ancora prima che la parola design fosse entrata in uso, ancora oggi validi nelle case e nei posti di lavoro. La gente li compera perché non seguono le mode, non hanno problemi di simboli di classe, sono belli, costano poco e funzionano perfettamente. Questo è il vero design. A questi quattro oggetti, insieme ad altri da lui selezionati, Bruno Munari assegnò il suo "Compasso d'oro ad ignoti", prendendo giocosamente spunto dal Premio Compasso d'Oro ADI.

 

BRUNO MUNARI, IL "PERFETTISSIMO"


Un genio, Bruno Munari, il leonardesco e perfettissimo Bruno Munari che ha dominato la scena milanese degli anni Cinquanta e Sessanta, il periodo in cui è nata la figura dell'artista operatore-visivo che diventerà consulente aziendale e che contribuirà attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra.

Le parole di Gillo Dorfles riassumono l'essenza: "Nella seconda metà del nostro secolo Munari ha un'influenza pressoché analoga a quella di Marcel Duchamp. Come quest'ultimo, anche l'artista milanese ha esaltato l'importanza dell'oggetto trovato (basti pensare alle pietre dell'isola d'Elba o all'uso magistrale delle carte) e, non a caso, la sua influenza è rintracciabile in alcune forme dell'arte di oggi che non sono legate alla pittura e alla scultura tradizionali ma, semmai, all'installazione e all'uso dell'oggetto".

 

Munari