San Marino, Giunte di Castello: può votare anche chi ha solo la residenza
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Martedì 06 Ottobre 2020

elezioni San Marino

 

di Daniele Bartolucci

 

Passa l'esame in seconda lettura, del Progetto di legge di modifica della Legge sulle Giunte di Castello, su cui tutte le forze politiche si sono espresse in maniera favorevole. Si tratta, invero, di una piccola rivoluzione per San Marino, visto che potranno votare anche i residenti (ma da almeno 10 anni), senza che necessariamente abbiano anche la cittadinanza sammarinese. Un passo avanti simile a quello compiuto dall'Italia anni orsono per quanto riguarda le elezioni nei Comuni (le Giunte di Castello, del resto, potrebbero essere assimilabili a quel livello di rappresentanza, seppure con molte minori prerogative e responsabilità), dove infatti è permesso anche ai non cittadini italiani di votare per il proprio Sindaco e Consiglio Comunale (vale, però, solo per i cittadini comunitari).

 

VOTO E RICONOSCIMENTO ECONOMICO MAGGIORE


Il "Progetto di legge di modifica della Legge sulle Giunte di Castello – Legge n.127 del 27/09/2013 (Legge sulle Giunte di Castello)" non è arrivato al voto in seconda lettura con facilità, comunque. A spiegarne la genesi e lo sviluppo è stato in Aula il Segretario agli Affari Interni, Elena Tonnini: "Il Dipartimento Affari istituzionali aveva già elaborato una ricognizione generale richiedendo pareri agli uffici pubblici coinvolti per valute eventuali criticità". E sono anche "arrivate osservazioni dall'ufficio Stato Civile". L'obiettivo era quindi "inserire elementi di coordinamenti e politici concertati insieme alla maggioranza e che sono stati oggetto di confronto con le Giunte stesse". Fatto questo, si è proceduti spediti fino al risultato finale: "La novità politica più importante all'interno delle proposte è la possibilità del voto ai cittadini stranieri residenti nel territorio da almeno 10 anni. Nella maggioranza c'è stato un dibattito per capire come cambierà la composizione del corpo elettorale nei vari Castelli. Cambia la composizione numerica mantenendo però la rappresentatività rispetto alla differenziazione tra i Castelli più grandi e quelli più piccoli". Inoltre, "si dà un riconoscimento economico maggiore nella consapevolezza che in questo modo si garantisce una maggiore autonomia nel condurre un impegno tanto importante. Riconoscimento che viene compensato dalla diminuzione dei membri all'interno dalla Giunta. Andiamo anche ad intervenire sulla possibilità di accedere ai permessi". Non solo, perché sull'operatività delle Giunte, "cambia il rapporto con gli uffici pubblici: viene data la possibilità di accedere ad atti amministrativi e di chiedere informazioni rispetto a come i procedimenti avvengono. Altro elemento qualificante è il calendario dei lavori".

"Ringrazio l'Aula per gli approfondimenti fatti che saranno utili per andare ad esaminare gli emendamenti. Ci tengo a rimarcare l'opportunità di questa legge che ha permesso di avviare questo dibattito", ha concluso il Segretario Tonnini. A condividerne la soddisfazione anche il Movimento Rete, di cui fa parte: "Accogliamo con soddisfazione l'adozione dell'emendamento che prevede che i cittadini non sammarinesi, residenti da almeno dieci anni, possano votare per l'elezione delle Giunte del proprio Castello di residenza. Per un tema circa il quale ogni forza politica ha differenti visioni, il risultato non era scontato". E invece, "già dalle prossime elezioni locali del 29 novembre, i non cittadini residenti da almeno 10 anni potranno esercitare per la prima volta il proprio voto. Insieme alla modifica dei numeri della composizione delle giunte, che garantisce comunque la rappresentatività, altro importante risultato è l'introduzione della possibilità di trasferire gli attivi delle giunte all'anno successivo, in maniera tale da poter accantonare le somme per poterle utilizzare per opere maggiormente onerose rispetto al fondo annuale di dotazione". "Un ringraziamento va alle Giunte di Castello per il confronto sul tema ed al COMITES, che ha contribuito fattivamente al dibattito. Infine un plauso al metodo adottato di confronto con gli uffici e con i gruppi politici che ha permesso di giungere ad una stesura migliorativa del testo originariamente proposto".

 

DALLE MANUTENZIONI AI PARERI VINCOLATI

 

Soddisfazione anche dall'alleato più importante, il PDCS, per voce di Lorenzo Bugli: "Mi unisco ai ringraziamenti del Segretario Tonnini per tutti coloro a cominciare dagli uffici pubblici che hanno lavorato al progetto di legge, al Comites e a tutti coloro che hanno contribuito. E' un pdl che ha aperto una riflessione e ha messo la politica davanti a un bivio che richiedeva una scelta importante: o rivedere i nostri enti territoriali o dare loro maggiore incisività e autonomia di intervento. Questa maggioranza ha optato in tale senso, conferendo maggiore dignità, autonomia e incisività alle nostre amministrazioni locali. Si è deciso di intervenire rafforzando i poteri dei nostri enti territoriali e dando loro la possibilità di essere più veloci negli interventi di manutenzione dei Castelli. Il pdl, andando nel dettaglio, permette di iniziare a intervenire a livello di manutenzione: fino a poco tempo fa era molto complesso risolvere quei piccoli problemi annosi e costringeva le Giunte a impegnarsi con lettere a uffici per sistemare piccole manutenzioni. Questa legge ha un vero punto di forza, l'articolo 23, comma 4, che conferisce parere vincolante alle Giunte di Castello. Parere vincolante legato agli ambiti del territorio. Viene slegato dagli interventi di carattere nazionale, su cui si esprimerà il Consiglio Grande e Generale". Come detto, anche dall'opposizione c'è il favore a questa modifica normativa, in particolare sull'operatività delle Giunte stesse, come ha evidenziato Matteo Ciacci (Libera): "Essendo le Giunte un collante vero, posso e devono essere valorizzate. Sono un catalizzatore di istanze, proposte e richieste da parte della collettività specialmente per quel che riguarda il territorio. La cosa più importante è che con queste istanze che provengono dalla cittadinanza, è bene che gli interlocutori che si interfacciano con loro possano dare risposte celeri e certe. C'è il tema legato alle risposte che l'amministrazione distribuisce. Troppo spesso capitava che non c'era velocità nelle risposte".