Nuova norma “attrai capitali” per depositi di oltre 10 milioni di euro
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Giovedì 01 Ottobre 2020

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di Daniele Bartolucci

 

Da una parte le riforme, dall'altra le "risorse" per farle e per rilanciare lo sviluppo del Paese. Sono queste le priorità attuali di San Marino e, riguardo alla seconda, in attesa della predisposizione dei finanziamenti internazionali (titoli di stato o prestito, vedi Fixing nr 30), il Governo ha messo nel mirino anche un altro obiettivo importantissimo: l'attrazione di capitali privati. Per farlo la strategia si muoverà su un binario che sta prendendo forma proprio in questi giorni: in Consiglio Grande e Generale, con la seconda Legge di assestamento di Bilancio che darà la possibilità di attrarre i "grandi depositi" esteri offrendo la garanzia giuridica della separatezza patrimoniale; con il gruppo di progetto, con a capo il generale Umberto Rapetto, per rendere San Marino uno dei primi Paesi al mondo nella tecnologia blockchain e quindi attrarre e sviluppare in territorio fintech e investimenti digitali.

 

LA "SEGREGAZIONE" DEI GRANDI CAPITALI

 

Con l'articolo 6 di questo progetto di legge è stato rinominato il Capo V del Titolo 1, Parte II della Legge 17 novembre 2005 n. 165 ed introdotto nel predetto Capo V un nuovo articolo, il 73-bis. "Questo intervento", spiega Gatti nella relazione, "sicuramente di impatto e rilievo strategico, si snoda su due modifiche di cui la prima è propedeutica alla seconda: 1) l'ampliamento dell'oggetto del Capo V (Parte II, Titolo I) ad ogni forma di "separazione patrimoniale", anche al di fuori dei servizi e fondi di investimento; 2) l'inserimento dell'art.73-bis per prevedere, entro determinati limiti e con certi requisiti, la possibilità nelle banche sammarinesi di garantire i depositi rilevanti attraverso la segregazione degli attivi". Nel merito, "il primo requisito è di tipo soggettivo, In quanto questa speciale categoria di depositi, è riservata unicamente a imprese finanziarie (banche, finanziarle, SIM, SG, istituti di pagamento o di emissione moneta elettronica, imprese di assicurazione o di riassicurazione ecc.), investitori istituzionali (fondi previdenziali, fondi sovrani, management trust ecc.) o società emittenti quotate o investitori privati di cui alla lettera e) dell'articolo in trattazione". Il secondo requisito è invece "di tipo oggettivo, in quanto i depositi devono avere un valore unitario superiore ai 10 milioni di euro, a giustificazione anche degli adempimenti contabilia-mministrativi che ricadono sulla banca depositaria in relazione al regime di separatezza patrimoniale. Vi è poi un limite quantitativo complessivo sulla possibilità della banca di ricorrere a tale strumento che corrisponde a 8 volte il suo patrimonio di vigilanza, quale proxy dei maggiori rischi operativi". Nello specifico, "la segregazione si ritiene non generi disparità di trattamento rispetto agli altri depositanti, principalmente in quanto: non può avere ad oggetto "attivi" preesistenti e come tali già preordinati alla garanzia (universale) dei creditori della banca sulla base delle prelazioni/protezloni di legge; opera "in via solutoria", nel senso che eventuali perdite sugli attivi segregati a collaterali dei depositi rilevanti, essendo stati scelti e disposti dal depositante (a ciò evidentemente qualificato), non graveranno nemmeno in via residuale sui restanti attivi della banca, a detrimento delle aspettative di recupero degli altri creditori/depositanti, per cui l'operazione si mantiene per questi ultimi complessivamente neutra; impone alla banca che vi aderisca rigorose misure di separata registrazione, rendicontazione e bilanci". L'obiettivo, quindi è il seguente: "Questo nuovo strumento, sebbene per effetto della segregazione non sia idoneo a migliorare i profili di liquidità e di adeguatezza patrimoniale della banca, potrebbe comunque consentire alle banche sammarinesi di attrarre i "grandi depositi" di primaria clientela estera, potendo offrire quella garanzia giuridica, tipica della raccolta indiretta e del risparmio gestito, che solo la separatezza patrimoniale può efficacemente fornire. Da tale nuova operatività potrebbero quindi discendere importanti opportunità sotto il profilo reddituale per le banche, nonché per l'avvio di partnership strategiche, per il rilancio e l'internazionalizzazione del sistema".

 

BLOCKCHAIN, COMPLETATA LA SQUADRA DI RAPETTO

 

"Esaminare e far tesoro delle esperienze internazionali e guardare oltre per cercare di fare meglio di quanto sia stato realizzato in altri Paesi": è questo l'obiettivo del Segretario Gatti all'indomani del completamento della "squadra Blockchain", dopo la riunione tra gli esperti del gruppo di progetto diretto dal generale Umberto Rapetto – vice presidente del Garante per la Protezione dei Dati Personali, già comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche GdF e tra i più grandi esperti di cyber security – e il vertice di San Marino Innovation, con la presenza di Alessandro Rossi e William Casali (che hanno sintetizzato il grande impegno già profuso sul campo e le proficue sperimentazioni cui hanno dato corso in questi ultimi mesi). "Il fronte legale", spiegano dalla Segreteria alle Finanze, "può contare sul contributo degli avvocati Filippo Cocco e Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito, la cui autorità nel diritto dell'informatica e delle nuove tecnologie è garanzia del perseguimento dei più ambiziosi obiettivi volti ad ottenere una base normativa che sia compatibile con le regole internazionali e risulti in grado di contemplare ogni ipotesi o fattispecie pratica. Entrambi hanno sottolineato una serie di indirizzi programmatici che prevedano anche una attenta valutazione dell'impatto locale ed esterno delle iniziative legislative di interesse. Valerio Cestrone – in collegamento da Londra – ha esposto un preliminare percorso di azione che possa valorizzare le attività già brillantemente avviate da San Marino Innovation. L'altro esperto (con riconoscimenti puntuali nel settore tra cui il Best Lot 2018 al Malta Blockchain Summit) è Valerio Gallitto, che ha profilato opportunità di proficui ritorni per San Marino. Gli aspetti tecnologici e quelli strettamente correlati alla security delle informazioni saranno di pertinenza del dottor Vincenzo Merola che nel suo curriculum vanta in Italia il ruolo di responsabile della sicurezza delle reti della Pubblica Amministrazione all'Authority per l'Informatica, di comandante del reggimento di guerra elettronica dell'Esercito, di consigliere del Ministro dell'Innovazione e di coordinatore – alla Presidenza del Consiglio – di alcuni gruppi di lavoro sulla difesa delle infrastrutture tecnologiche critiche".