Repubblica di San Marino, caso targhe estere: emendamento approvato
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Giovedì 10 Settembre 2020

polizia

 

di Daniele Bartolucci

 

Da due anni le imprese sammarinesi vivono con una spada di Damocle sulla testa ogni volta che devono mandare un proprio mezzo in Italia a causa del Decreto Sicurezza.

Quella targa RSM, infatti, potrebbe costargli cara, tra sequestri e sanzioni, ma c'è una legge e finché non cambia quella norma, c'è poco da fare. La notizia di questi giorni è che una modifica è arrivata, anche se, al momento, si tratta dell'approvazione di un emendamento al testo del "Decreto Semplificazioni" e quindi, salvo modifiche, si dovrà attendere l'entrata in vigore. "Dopo il passaggio in Commissione", spiega infatti il Senatore Alessandro Alfieri (PD) che ha proposto l'emendamento, "il testo arriverà alla Camera e l'entrata in vigore potrebbe avvenire entro metà settembre". Il suo ottimismo è dato anche e soprattutto dall'importanza del Decreto a cui il premier Conte ha dato notevole risultato in questi mesi, per cui si prevede il classico percorso netto. Detto questo, a San Marino il Governo si è subito detto soddisfatto dell'approvazione, anche se qualche dubbio sul testo è subito venuto fuori.

La parte che interessa San Marino, dove si indicano le esclusioni dagli effetti del contestato Decreto Sicurezza, si trova al punto c), che recita: "ai lavoratori frontalieri, ovvero a quei soggetti residenti in Italia che prestano un'attività di lavoro in favore di una impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo, i quali, con il veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di lavoro all'estero". Premesso che la fattispecie in cui un non residente possa intestarsi un'auto non è prevista a San Marino (ma nemmeno negli Stati UE), è lo stesso Alfieri a chiarire l'interpretazione corretta: "L'esclusione riguarda i lavoratori frontalieri, a cui si aggiunge un'altra categoria di lavoratori, penso ad esempio alle partite Iva". Le fattispecie quindi sono due, divise da quell'ovvero che, spesso, viene letto come "cioè": "Ma in termini legislativi ha valore di alternativa, come o, oppure..." spiega Alfieri.

"Comprendo che non sia di facile lettura, infatti avevo proposto un testo più chiaro (agli atti ci sono depositati più testi, alcuni invero molto più specifici, ndr) ma in accordo con gli altri colleghi di maggioranza, abbiamo approvato questo. L'intenzione", spiega, "è comunque quella di tutelare i lavoratori frontalieri e l'emendamento va in questa direzione. Se occorrerà chiarirlo meglio, ci lavoreremo ancora in Commissione, ma il risultato è ormai raggiunto". Va da sè che l'interpretazione più importante, comunque, sarà quella che daranno le forze dell'ordine italiane, ma se la volontà del legislatore - in questo caso dell'estensore dell'emendamento e della maggioranza che lo ha votato - è quella di escludere i frontalieri dagli effetti del Decreto Sicurezza, probabilmente il "caso targhe" sarà finalmente risolto.

Una questione in apparenza semplice, che per paradosso, verrà risolta con un atto che si chiama, beffardamente, "Decreto Semplificazioni".