Il centro storico del Monte Titano riempie il cuore e gli occhi
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Mercoledì 22 Luglio 2020

fiori grande 1

 

di Alessandro Carli

 

Un atto d'amore verso la Repubblica, ma anche una necessità, un'urgenza: rendere accogliente e colorato il centro storico dopo il "grigio" della pandemia. Idea "privata" di quattro realtà locali – è venuta a Fior di Verbena, Vivaio Zanotti, Natura & Ambiente e CAPA - realizzata con l'appoggio del settore pubblico, più precisamente delle Segreterie di Stato al Territorio e Turismo che in quel progetto hanno "visto" una doppia opportunità: mettere in campo una sinergia tra i due "mondi" – pubblico e privato, appunto - e "regalare" ai turisti e ai visitatori (ma anche ai cittadini del Monte Titano) una cartolina degna della storia e dei riconoscimenti che l'UNESCO ha conferito al Paese 12 anni fa.

"Durante la primavera abbiamo studiato come far rifiorire la 'Capitale' – raccontano i promotori -. Abbiamo preso contatti le due Segreterie di Stato che hanno appoggiato il progetto sia come idea che dal punto di vista economico (10 mila euro, che hanno 'coperto' giusto i 'costi vivi'). Sono stati poi individuati una serie di punti strategici come il Monastero di Santa Chiara, la Cava dei Balestrieri (foto Augusto Betiula), il Nido del Falco e gli 'angoli fioriti', luoghi 'particolari' e davvero suggestivi che hanno una storia importante. Le antiche mappe settecentesche del centro storico ci hanno rivelato ad esempio che l'orto del monastero Santa Chiara, così come l'Orto del Belvedere al Nido del Falco, facevano parte dei 58 orti che si registravano all'interno delle mura. Venivano chiamati anche 'orti-giardini' per le caratteristiche di quei tempi: univano il bello del fiore all'utilità della coltivazione dei prodotti per la tavola. Dell'Orto al Nido del Falco, così come degli 'Orti Borghesi', vi è anche traccia nella mappa del catasto Santucci del 1825".

Da un grande passato quindi non può che rifiorire un presente altrettanto rigoglioso e importante. "I lavori 'sul campo' sono iniziati a metà giugno per essere completati a inizio luglio – spiegano -. Abbiamo utilizzato una fioritura adatta al periodo, cioè che potesse raggiungere la sua completa maturazione e bellezza in estate: Pelargonium Geranio, Sunpatiens Nuova Guinea e Tageti, antiche Dalie e bietole colorate, rose profumate e Ibiscus. Le tonalità che entrano negli occhi sono quelle del rosso, ma anche il rosa e il viola.

Il progetto "coinvolge anche l'UGRAA: si occuperà di gestione e manutenzione degli spazi. Grazie alla collaborazione delle nostre Istituzioni, abbiamo creato qualcosa che ci avvicinerà un po' di più a due dimensioni di cui oggi ogni persona ha bisogno: serenità e bellezza. Proprio quello che da sempre piante e fiori ci offrono. Piante dai profumi e colori vividi e intensi, in grado di accompagnare cittadini, visitatori e turisti sino all'inizio del prossimo autunno e, perché no, anche un po' più in là".

L'incontro è una suggestione, e apre le porte all'altrove, all'armonia, ai profumi, ai versi di Paul Verlaine ("Così la Dalia, regina vestita di splendore"), di Emily Dickinson ("Per te io curo questi fiori / fulgido assente! / Si fendono le vene di corallo / della mia fucsia - ed io semino e sogno") e Maria Luisa Spaziani ("C'è il miracolo della rosa che sboccia / e c'è il mio cuore").

"San Marino estate tra storia, fiori e bellezza" (www.rifioriresanmarino.com) è l'accoglienza più sincera e l'auspicio che anche la Repubblica possa rifiorire e ritrovare i suoi colori più belli: quelli che coinvolgono tutti i sensi.