San Marino, Alutitan: produzione in completa sicurezza
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Giovedì 11 Giugno 2020

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di Daniele Bartolucci

 

Sicurezza prima di tutto anche in Alutitan, azienda specializzata nella lavorazione di profili in alluminio. L'emergenza sanitaria, come in molte realtà, ha infatti imposto nuovi protocolli e interventi volti ad una maggiore attenzione nello stabilimento di Chiesanuova. È stata la proprietà, la famiglia Rivelli, a decidere di mettere subito in atto misure restrittive riguardanti i contatti tra le persone, prima che uscisse il decreto del Governo. A tal fine si è predisposta subito la chiusura preventiva dell'azienda per una settimana, in modo da stilare procedure e reperire sul mercato dpi e termometri digitali.

 

Come si è svolta l'operatività in questi mesi di emergenza sanitaria?


"Dal mese di marzo - spiega la proprietà - sono state vietate le missioni di lavoro in Italia e all'estero da parte dei nostri tecnici e commerciali, sono state vietate le visite presso la nostra sede a fornitori e clienti. A tutti gli autisti che trasportavano merci in arrivo e in partenza è stato vietato l'ingresso nello stabilimento e potevano mobilitare le merci nel piazzale o nel magazzino in caso di pioggia, senza uscire dalla cabina del camion, solo per loro sono stati riservati dei servizi igienici esterni allo stabilimento produttivo che venivano sanificati una volta al giorno. Un accorgimento importante per evitare assembramenti è stato quello di utilizzare una porta di ingresso e una diversa porta di uscita, distanti 30 metri l'una dall'altra. Dall'inizio dell'emergenza siamo riusciti a garantire l'operatività in produzione grazie ad un ampio distanziamento delle postazioni di lavoro ed all'adozione delle misure di prevenzione, come ad esempio obbligo di utilizzo di mascherina per tutti i dipendenti e uso di igienizzanti. Gli uffici sono stati organizzati in modo da avere un solo impiegato per ogni ufficio, grazie al telelavoro ed alla realizzazione di nuove postazioni come ad esempio nelle sale riunioni. Per alcune settimane abbiamo ripreso lavorando con meno del 50% delle presenze del personale, sia per obblighi di legge che per la fermata di numerosi Clienti. A maggio siamo ripartiti con la piena operatività".

 

Quali sono stati gli interventi principali per far fronte ai nuovi rischi in azienda?

 

"Innanzitutto l'azienda si è attivata subito autonomamente per adottare le misure di prevenzione indicate prima di tutto dal buon senso, poi dalle leggi e dai protocolli sull'emergenza Covid. Come dicevamo sono stati bloccati gli accessi da parte di tutto il personale esterno, compresi gli autisti. Il personale è stato fornito di mascherine, guanti e di igienizzanti per le mani e per le attrezzature di lavoro. È stato chiesto al personale di osservare un distanziamento tra le persone di minimo di 2 metri. Sono state dimezzate le presenze contemporanee in ogni reparto e negli uffici. È stata chiusa la sala mensa, contingentati gli spogliatoi, misurata periodicamente la temperatura ai dipendenti. Ed altre ancora, come ad esempio sfasamento dei turni, sanificazione dei locali, l'uso di servizi igienici esterni per trasportatori e terzi".

 

Come in altre aziende, anche sui vostri dipendenti è stato effettuato il test sierologico?

 

"Su circa 80 test eseguiti questa settimana, non è stato rilevato in alcun soggetto la presenza di anticorpi SARS CoV-2. Tutto ciò a confermare la particolare attenzione alle misure di protezione e sicurezza adottate fin dall'inizio dell'emergenza".

 

Ci sono anche novità produttive e commerciali?

 

"Alutitan, vista l'emergenza dovuta al COVID-19, ha pensato di utilizzare un suo immobile per inserire una nuova linea di produzione di mascherine chirurgiche e aiutare l'approvvigionamento di tale bene nella Repubblica di San Marino. La scarsa disponibilità di questo prodotto e la difficoltà del suo reperimento sul mercato italiano ed internazionale ha convinto la proprietà a fare un nuovo investimento ed aprire la linea ALUMASK. Nello stabilimento di Chiesanuova, si producono 80 mascherine al minuto per un totale di 50.000 mascherine al giorno".

 

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