San Marino, editoriale: ”Diventare i primi, per una volta”
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Martedì 26 Maggio 2020

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di Daniele Bartolucci

 

Dal primo Paese più colpito al mondo dal Covid-19, al primo Paese che ha mappato tutta la popolazione e la sua forza lavoro, compresi i frontalieri? Un obiettivo sicuramente arduo, ma alla portata di San Marino e della sua struttura sanitaria ed economica, visto che sono coinvolte direttamente anche le aziende. Inoltre, se il primo dato era proporzionato alla popolazione, uno screening su tutto il Paese ha un valore assoluto e statisticamente più rilevante, tanto da poter inserire San Marino in un circuito virtuoso di analisi internazionali: un case history a livello globale, in chiave positiva. Perché oltre all'emergenza sanitaria, una delle priorità era e resta quella di riconquistare credibilità a livello internazionale e una buona reputazione può aprire molte porte... Anche per questo l'operazione, per quanto onerosa, vede in prima linea non solo lo Stato, ma anche le imprese. Le quali hanno dimostrato una capacità di reazione eccezionale tra riconversioni e investimenti nella sicurezza. Costi che si aggiungono ai cali di fatturato, quindi serve liquidità ed è fondamentale che arrivi velocemente L'Italia ha messo in campo, salvo stravolgimenti del Decreto Rilancio appena varato, svariati miliardi di euro a fondo perduto per le imprese e i lavoratori, San Marino difficilmente può farlo oggi, ma non è detto che non possa farlo in futuro, se riuscisse ad attivare quella linea di credito che da tempo sta ricercando all'esterno. Ma per farlo, occorrono due cose: la capacità di ripagare questo debito (quindi le riforme per renderlo sostenibile nel tempo) e una buona reputazione, appunto.