Repubblica di San Marino, La Splendor: “Sanificare non vuol dire disinfettare”
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Venerdì 22 Maggio 2020

Andrea Bollini

 

di Alessandro Carli

 

Le immagini che girano sui social mettono in luce una società fatta di persone indaffarate a pulire i vari spazi della casa e degli uffici, qualche volta in maniera un po' "ortodossa", ovvero non sempre seguendo le best practice richieste dall'emergenza Covid-19.

Coronavirus che, com'è noto, ha rivoluzionato le abitudini. Proseguiamo il vostro viaggio all'interno delle imprese della Repubblica di San Marino andando a "bussare" a La Splendor, impresa multiservice che si occupa anche di pulizie.

"Anche la nostra azienda non è stata immune al lockdown – esordisce Andrea Bollini -. I servizi affini all'edilizia sono stati bloccati mentre per la parte amministrativa sono stati attivati diversi contratti per lo Smart Working. Per quel che riguarda la parte relativa ai servizi solo le pulizie sono rimaste attive ma nella misura in cui lo erano i clienti o per le emergenze autorizzate dalla Protezione Civile. Di fatto siamo riusciti a supportare le attività dei nostri clienti rimasti operativi, grazie soprattutto alla disponibilità dei nostri operatori i quali avendo ricevuto un addestramento specifico per il rischio biologico, sapevano quali fossero i rischi e come andavano affrontati".

Rispetto alla normalità c'è stato un incremento delle richieste legate alle sanificazioni. "Ma non tanto quanto si potrebbe immaginare – puntualizza -. In Italia, con il decreto Cura Italia, è stato stanziato un fondo di 50 milioni di euro per l'anno 2020 mediante il quale viene riconosciuto un credito d'imposta, nella misura del 50%, per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, con un massimale di 20.000 euro per ogni beneficiario. Inoltre è stato indicato chi può fare questi interventi e che caratteristiche deve avere. Da noi l'approccio è stato diverso, reinventarsi in questi momenti è un obbligo ma l'improvvisazione è molto pericolosa".

Già da diverse settimane l'obiettivo è supportare la riapertura delle attività dei clienti. "Per fare questo proponiamo un approccio orientato alla gestione del rischio. Ogni realtà produttiva ha le sue peculiarità, quindi una ricetta valida per tutti non c'è, ma quello che si deve fare è analizzare le caratteristiche e adottare tutti quei comportamenti e pratiche che rendano la ripresa lavorativa il più sicura possibile. Solo dal confronto con cliente e l'RSPP aziendale, si può formalizzare un protocollo operativo efficace/efficiente funzionale al normale svolgimento delle attività produttive".

Prima di fare questo però, prosegue Andrea Bollini, "è utile fare chiarezza, soprattutto terminologica. Sin dallo scoppio dell'epidemia si è parlato indistintamente di pulizia, igienizzazione, sanificazione, disinfezione, sterilizzazione e persino di disinfestazione. Ogni termine ha un suo significato ben preciso. Senza dilungarmi troppo, i decreti italiani e sammarinesi parlano di sanificazione. Per sanificazione s'intende l'igienizzazione delle superfici (intesa come operazione volta a rimuovere lo sporco organico visibile sulle superfici) a cui deve seguire necessariamente la disinfezione con prodotti disinfettanti registrati come PMC, corredati da schede tecniche e di sicurezza (per questa definizione di sanificazione ci viene in aiuto il Decreto 7 luglio 1997 n. 274, anche se si tratta di un decreto italiano). Inoltre a San Marino si è anche previsto l'uso di panni monouso o rigenerabili ad alte temperature, per evitare la contaminazione incrociata delle superfici".

I protocolli operativi standard pre COVID-19 de La Splendor, conclude Andrea Bollini, "garantivano a tutti i nostri clienti la sanificazione dei servizi igienici e l'igienizzazione per tutto il resto degli ambienti in funzione delle frequenze richieste".

 

La Splendor