Differenziata solo al 43%, Canti (Territorio) vuole cambiare: “Porta a porta tramontato”
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Martedì 19 Maggio 2020

SdS-Stefano-Canti

 

"62mila tonnellate tra rifiuti urbani e speciali. I rifiuti urbani, gestiti e assimilati direttamente dall'AASS, ammontano a 13mila tonnellate". In pratica, nel 2019 la raccolta differenziata ha raggiunto "una percentuale del 43%" a fronte di un obiettivo minimo per il 2020 del 70%. Numeri che il Segretario di Stato al Territorio, Stefano Canti, ha snocciolato in Commissione e che lo hanno portato a commentare che "il progetto della raccolta porta a porta è ormai tramontato". Troppe le criticità evidenziate dal Segretario, a cominciare dall'aspetto economico: "Il maggior costo di raccolta, stimato in un aumento del 40% e di 2 milioni di euro, non è più ammortizzato dalla vendita dei rifiuti raccolti". Ecco allora che "occorre ripensare l'intero sistema" nell'ottica di "maggiore semplificazione e ottimizzazione".

La proposta Canti ha già messo sul tavolo una bozza di proposta che parte dalla "attivazione del porta a porta per le aree industriali, porta a porta dell'organico su tutto il territorio e per tutte le utenze", mentre la gestione delle altre tipologie di rifiuto potrebbe essere affidata ad "isole ecologiche intelligenti con cassonetti" e "con l'applicazione della tariffa puntuale". Fulcro di tutto ciò è anche l'accordo sottoscritto con la Regione Emilia – Romagna, visto che "stiamo esportando i rifiuti in quantità superiori a quanto previsto dalle percentuali concordate". A quel punto è stato proposto da parte della maggioranza un Ordine del giorno con cui si impegna il Congresso di Stato ad effettuare una analisi di costi/benefici mediante audit presso l'AASS in merito al sistema di raccolta porta a porta e inoltre di adottare delle soluzioni che possano permettere di raggiungere l'obiettivo minimo della raccolta differenziata del 70 per cento entro il 30 novembre. L'Odg è stato approvato, ma la discussione non è terminata in Aula, bensì proseguita a colpi di comunicati stampa.

Movimento RETE "Sono state individuate criticità", spiegano da RETE, "rispetto al rallentamento della raccolta differenziata attraverso il metodo del 'porta a porta', ai costi dell'attuale gestione, alle problematiche legate all'attuale centro di raccolta, alla necessaria impellenza di attuare la tariffa puntuale che dovrà necessariamente essere slegata dal consumo dell'energia elettrica, alla riattivazione di percorsi educativi all'interno delle scuole, alla collaborazione con l'Università per lo sviluppo e la ricerca di nuove tecnologie del riuso e del riciclo, all'entrata nei circuiti dei consorzi di filiera del riciclo dei rifiuti; tutto questo", avvertono da RETE, "allo scopo di ottimizzare la raccolta, di ridurre i costi e far diventare la raccolta una risorsa. Gli obiettivi preposti sono ambiziosi e devono coincidere con quelli previsti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Ma serve anche partire dal concetto che San Marino dovrà perseguire una maggiore autonomia per la gestione dei propri rifiuti e dall'urgenza di ottemperare a quelli che sono gli obiettivi dell'accordo sottoscritto con la regione Emilia-Romagna".

PDCS Anche il PDCS, partito del Segretario Canti, ha pubblicato "alcuni importanti chiarimenti sulla gestione dei rifiuti". Tutto parte dal "garantire il rispetto dell'accordo sottoscritto, nell'ottobre 2018, con la Regione Emilia Romagna" e "va fatto il possibile per recuperare il tempo perso negli ultimi tre anni, in cui non è stata estesa la raccolta "porta a porta" su tutto il territorio e non sono stati realizzati i necessari impianti di trattamento rifiuti, un fatto oggettivo condiviso da tutti i membri della Commissione".

Cooperativa Trasforma "Bidoni 'intelligenti' o cittadini responsabili", replica la Cooperativa Trasforma, che difende l'attuale sistema e mettendosi a disposizione per discutere miglioramenti, spiegando che "sono i dati a dimostrare l'efficacia della metodologia di raccolta rifiuti porta a porta". E citano i dati dell'AASS sugli attuali 6 Castelli servizi: "Qui la media della raccolta differenziata è del 73,2%". E "se la percentuale dell'intero territorio si attesta al 43%, significa che nei Castelli in cui si utilizzano i cassonetti stradali la percentuale di differenziazione, facendo una semplice media ponderata, si attesta al 26%. Che è la stessa percentuale calcolata dall'Azienda dei Servizi nel 2013, ossia nel periodo antecedente l'inizio del porta a porta. I conti tornano. I cassonetti", chiosano, "più o meno 'intelligenti', portano questo risultato".