La “stretta” sulla Pubblica Amministrazione ha generato 2,16 milioni
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Venerdì 08 Maggio 2020

Elena Tonnini

 

di Daniele Bartolucci

 

San Marino non ha scelto la strada del vero lockdown, ma ha preferito quella di un Paese "rallentato", per garantire la sicurezza. A tutti i livelli, quindi nel privato come nel pubblico, dove si è intervenuto sugli orari di lavoro così come sui trattamenti retributivi, con un risparmio di oltre 2,1 milioni di euro tra marzo e aprile. Risorse, ha spiegato il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Elena Tonnini, nel corso della seduta del Consiglio Grande e Generale del 24 aprile durante il comma relativo al l'emergenza da Covid-19, destinate alla copertura dei maggiori costi dell'ISS. Ma anche, si legge tra le righe, a lanciare anche un messaggio di equità: in un momento di estrema difficoltà per il settore privato, anche nel pubblico è stato imposto qualche sacrificio.

 

"PARTITI IN DIFESA CON IL RALLENTAMENTO DEL PAESE"

 

"Il nostro Paese", ha esordito il Segretario Elena Tonnini, "nell'affrontare il Covid-19 è partito in difesa, è partito con un rallentamento, come altre realtà coinvolte nella emergenza sanitaria ha attuato nell'immediato misure contenitive, scegliendo la tutela della salute. Le misure di contenimento hanno rallentato tutto: sia il settore privato (molte attività chiuse, il comparto produttivo dimezzato) sia il settore pubblico che, all'inizio di marzo, ha rallentato fino alla presenza di un 8% dei suoi dipendenti sul totale, salvo per attività strategiche come la sanità, le forze dell'ordine per il pubblico, ma anche i supermercati, le farmacie ecc... La scuola si è riorganizzata velocemente dimostrando grande capacità di adattamento, con la didattica a distanza. Tutto questo", ha avvertito, "al fine di dimezzare i rischi di contagio. Era il momento in cui l'ospedale si dedicava completamente al virus, in cui interi reparti venivano riorganizzati per accogliere un numero giornaliero sempre più alto di pazienti con sintomi gravi, da ricoverare.

 

I RISPARMI OTTENUTI NELLA P.A.

 

Dopo aver parlato di "rallentamento" anche nella P.A. (senza il Settore Pubblico Allargato), il Segretario Tonnini ha illustrato quindi l'azione intrapresa sui dipendenti e gli Uffici, e i risultati raccolti. Il punto di partenza è stato " l'intervento sugli stipendi", dove "si è cercato un allineamento tra PA e privato. Sia per quanto riguarda il trattamento retributivo ridotto, sia per quanto riguarda il principio di rotazione che permette di salvaguardare le prestazioni essenziali, privilegiando la tutela dei dipendenti non solo a livello di salute ma anche di equità di trattamento". A tal proposito, "va ricordato che se per il privato si può ricorrere alla Cassa Integrazione (CIG), il pubblico non può accedervi. Nonostante ciò, il settore pubblico contribuisce al fondo della CIG tramite la Cassa Compensazione in cui lo Stato, in qualità di datore di lavoro versa circa 7 milioni all'anno. Anche nella P.A. dunque si è riconosciuta una retribuzione ridotta, alle medesime percentuali della CIG privata, a fronte di una prestazione che ha visto una riduzione dei carichi di lavoro rispetto alle esigenze abituali dell'utenza". Questo "non significa però che il trattamento sia identico, vi sono distinzioni derivanti anche dalla diversa natura dei rapporti di lavoro". Ad esempio le ferie: "Nel settore pubblico si è optato per un rallentamento delle uscite stabilendo un massimo di 5 giorni, di cui non tutti hanno usufruito". Sulle indennità, invece, "la retribuzione ridotta è stata applicata sul solo piede retributivo e scatti di anzianità", anche per tenere conto "di situazioni che hanno compensi e retribuzioni più modeste prevedendo un meccanismo di tetto minimo". Poi c'è la "questione astensione", visto che "per i cosiddetti servizi essenziali, quindi quelli rimasti aperti seppur a regime molto ridotto non c'è, rispetto al privato, l'opzione di astensione dal lavoro. E non è un elemento superficiale", ha avvertito il Segretario Tonnini, "continuare a garantire dei servizi utili e necessari alla collettività in un momento in cui gran parte del paese è in casa ed essere al lavoro significa dover adottare presidi sanitari utili a tutelare la propria salute e quella della collettività. Sia nel pubblico che nel privato". Infine il TFR: "Iil rallentamento, nell'ottica di salvaguardare quello che abbiamo, si è applicato anche nel riconoscimento del Trattamento Fine Rapporto (TFR), che verrà riconosciuto appieno, ma in modo spalmato su tre mesi a partire da questo mese".

Ma qual è stato l'impatto sul bilancio statale? "Credo sia utile, anche per la P.A., rendere noti i dati sui risparmi anche per comprendere al meglio gli impatti che i decreti legge hanno avuto, in concreto, sul nostro Paese (dati elaborati dalla Direzione Funzione Pubblica) perché è sempre importante capire come gli indirizzi politici si traducono nella vita del paese". Ed ecco i dati: "Per quanto concerne i risparmi a fronte del trattamento retributivo ridotto che ha toccato i dipendenti pubblici, i Segretari di Stato e i Magistrati, si ha un risparmio totale di circa 2.160.000 euro per le misure di marzo e parziale di aprile. Ricordo che già a partire dal decreto legge 52 del 20 marzo, mutuato poi anche nel decreto legge 62, 'Le economie prodotte sui pertinenti capitoli di spesa per il personale, sia nel Bilancio dello Stato che delle Aziende Autonome di Stato ed Enti del Settore Pubblico Allargato, in conseguenza dell'applicazione del trattamento retributivo ridotto di cui all'articolo 11 nonché delle misure solidaristiche di cui all'articolo 19, sono ridestinate a capitoli di spesa funzionali a sostenere i maggiori costi dell'ISS determinati dagli interventi tesi a fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso'. Quindi il denaro pubblico risparmiato in queste settimane ovvero 2.160.000 euro, viene indirizzato per sostenere i costi dell'Istituto Sicurezza Sociale".

 

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