Gli studenti sammarinesi immaginano come reagirà l’economia
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Martedì 05 Maggio 2020

preside Giacomo Esposito e William Vagnini

 

di Daniele Bartolucci

 

La scuola non si ferma e, anzi, guarda con attenzione alle conseguenze del coronavirus sia sulla società che sull'economia. Come stanno facendo gli studenti delle classi IV e V del Liceo Economico Aziendale della Scuola Superiore di San Marino, stimolati dai propri docenti a riflettere sull'attualità e sui possibili scenari futuri. Il primo risultato è stata l'elaborazione di diversi approfondimenti sulle varie tematiche che hanno investito o investiranno nei prossimi mesi l'economia, dalle imprese fino al lavoro, passando per la ricerca. Interventi che da questa settimana verranno pubblicati su queste pagine, riconoscendo a questa iniziativa il merito di tenere vivo il fondamentale dialogo tra il mondo della scuola e quello delle imprese. "Proseguendo la collaborazione con ANIS, avviata nei mesi scorsi con la prima edizione di Vivere l'Azienda, abbiamo scelto ancora una volta San Marino Fixing, già media partner del progetto, per valorizzare il lavoro eseguito dai nostri studenti", annuncia il Dirigente della Scuola Superiore di San Marino, Giacomo Esposito. "In quell'occasione gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente e personalmente con diverse dinamiche aziendali, simulando le varie attività. Forti di questa esperienza, oggi sono in grado di leggere la realtà con occhi diversi. Per questo i nostri docenti hanno chiesto loro di osservare ciò che sta accadendo nel mondo a causa del Coronavirus, stimolandoli a riflettere su quali cambiamenti stanno avvenendo e immaginando anche quali trasformazioni saranno necessarie nella società e, soprattutto, nelle aziende". Un lavoro non proprio semplice, su cui si stanno impegnando anche le Istituzioni dei vari Paesi, compreso San Marino: "Si tratta certamente di un momento particolare per tutti, figuriamoci per dei ragazzi di 18 o 19 anni che non possono incontrarsi tra loro. Comprendiamo il loro disagio, a quell'età credo che nessuno avrebbe accettato di buon grado le limitazioni che l'emergenza sanitaria ci sta imponendo. Siamo quindi consapevoli di aver chiesto ai ragazzi uno sforzo ulteriore in questo periodo, anche per questo si è deciso di dare visibilità a questo loro impegno".

 

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