ANIS rilancia sulle priorità: sostenibilità e sviluppo
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Mercoledì 22 Gennaio 2020

Neni

 

di Daniele Bartolucci

 

"La messa in sicurezza del sistema bancario era e resta l'urgenza del Paese, serve un intervento risolutivo che permetta, insieme alle altre grandi riforme, di rendere finalmente sostenibile il Bilancio dello Stato e quindi per imboccare la strada per uscire da questa fase di particolare difficoltà". È con questa determinazione che l'Associazione Nazionale Industria San Marino affronterà il 2020, "portando come sempre il proprio contributo di idee e soluzioni, frutto del saper essere pragmatici e della grande esperienza delle nostre imprese", garantisce la Presidente Neni Rossini.

 

Presidente, le priorità restano dunque invariate?

 

"Purtroppo è così, anzi, direi che le urgenze si sono aggravate. Non siamo riusciti, come sistema Paese, a condividere e a mettere in campo gli interventi necessari e questo ha aggravato alcune situazioni, su cui occorre agire subito. Il sistema bancario è una di queste e resta in cima alla lista delle cose da fare. A partire dalla Cassa di Risparmio, che è strettamente collegata al Bilancio dello Stato: serve un piano complessivo che metta definitivamente il sistema al riparo da altre crisi e per realizzarlo servono sia le ristrutturazioni per generare risparmi ed efficienza, sia un progetto per gli NPL. Ma anche nuove risorse, derivanti da un possibile rilancio del settore".

 

Quali sono le altre priorità?

 

"Da tempo ANIS le ha individuate, studiate, analizzate e illustrate al Paese, dai partiti politici alle altre parti sociali. È urgente costruire e condividere un progetto strategico di sviluppo per il Paese efficiente e attrattivo che vogliamo diventare nei prossimi anni. La tenuta dei conti pubblici e del welfare state, che va sottolineato, è ai massimi livelli nel mondo, è l'obiettivo principale a cui tutto il resto va ricondotto. Per realizzarlo dobbiamo fare appello alle nostre migliori capacità, dobbiamo usare al meglio le risorse interne e se non saranno sufficienti dovremo essere in grado di meritare il credito esterno. Per questo va perseguito con determinazione l'equilibrio del Bilancio dello Stato che dipende da diversi fattori: il debito pubblico è diventato consistente in pochi anni e va tenuto sotto controllo; il sistema bancario sta drenando risorse ingenti, così come il sistema pensionistico; la spesa corrente è a livelli insostenibili e poco o nulla si è fatto per ridurla; nel contempo vanno messe in campo azioni per far crescere le imprese del territorio, quei settori che hanno potenzialità inespresse e attrarre nuove iniziative imprenditoriali di peso. Queste dinamiche sono in verità collegate tra loro, come abbiamo sempre sostenuto e come ci è stato riconosciuto anche dall'esterno, dal FMI in particolare, ma anche dal Prof. Mauro Maré durante la nostra ultima Assemblea Generale. Sono le ormai famose riforme strutturali e per questo vanno affrontate con una visione sistemica, cosa che finora non è stato fatto".

 

Con l'anno nuovo, però, è arrivato anche un nuovo Governo.

 

"Al nuovo Esecutivo auguriamo un proficuo lavoro, confermando, così come abbiamo sempre fatto con tutti, la nostra piena disponibilità a lavorare assieme per disegnare la San Marino del futuro. In questo senso, va sottolineato il fatto che c'è anche un rinnovato Consiglio Grande e Generale, frutto delle recenti elezioni. Una campagna elettorale che, nonostante fossero ben chiare le differenti sensibilità, ha focalizzato l'attenzione sulle reali priorità del Paese e questo, per noi che le enunciamo da anni, non può che essere di buon auspicio. C'è finalmente quella consapevolezza che abbiamo sempre richiesto. Ora si tratta di concretizzare i tanti progetti di cui San Marino ha profondamente bisogno". La sfida sarà quella di riuscire a condividere come declinare le ipotesi di soluzione più adatte".

 

Cosa si aspettano quindi dal 2020 l'ANIS e la sua Presidente?

 

"Siamo imprenditori, quindi sappiamo bene che dovremo lavorare per raggiungere l'obiettivo di diventare un Paese virtuoso. Come sempre siamo pronti per confrontarci con il nuovo Governo, la maggioranza, l'opposizione e naturalmente le altre parti sociali. A livello personale, sono fiduciosa che il confronto possa ripartire un clima più collaborativo e costruttivo, senza pregiudizi o la difesa di interessi particolari. Non possiamo più permetterci di rimandare le decisioni, né sperare che ci siano strade più semplici. Dobbiamo, tutti, ognuno nel suo ruolo, metterci al lavoro per uscire da queste enormi difficoltà. Sono certa che San Marino ha le qualità e le capacità per farlo, e anche per tornare a crescere, diventando più forte e credibile nel contesto internazionale come merita".

 

WILLIAM VAGNINI (ANIS): LE URGENZE


"Da una parte ci sono le riforme strutturali", avverte William Vagnini, Segretario Generale di ANIS, "ma dall'altra abbiamo diverse urgenze che riguardano l'operatività delle imprese. Alcune di esse vanno affrontate subito. La prima questione è la Camera di Commercio: un vero e proprio pasticcio che ha preso corpo dal momento in cui è stato deciso che doveva essere uno strumento solo governativo. Occorre decidere se la si vuole tornare a gestire in maniera sinergica con le associazioni economiche e se deve diventare finalmente un vero strumento per sostenere l'internazionalizzazione delle nostre imprese e di attrarre nuove iniziative d'impresa".

Quindi le urgenze, tra cui c'è la fatturazione elettronica: "La trasformazione della procedura con l'Italia è sempre stata una necessità del sistema imprenditoriale sammarinese, ma con l'evoluzione normativa che ha reso obbligatoria la fatturazione elettronica nel 2019 per tutti gli operatori italiani, è diventata una condizione imprescindibile di carattere commerciale per le imprese di San Marino. C'è già un accordo tra i due Paesi perché questo sistema venga introdotto e ci auguriamo che questo passaggio venga realizzato nel più breve tempo possibile. Esso favorirà il prossimo passo anch'esso non più rinviabile, dalla monofase all'IVA sul quale una parte del lavoro è già stato fatto". L'altra urgenza che si è venuta a creare negli ultimi anni riguarda il ciclo dei rifiuti: "Siamo totalmente dipendenti dall'esterno", ammette Vagnini, "sia per le normative che per i costi. Occorre avviare subito un progetto su larga scala che comprenda anche investimenti – pubblici o privati – per dotare anche San Marino di impianti di smaltimento interni, in grado di dare al sistema un po' di autonomia". Legato ai rifiuti, c'è il tema delle discariche di inerti: "Anche questo è un problema conosciuto da tempo, che negli ultimi mesi è letteralmente esploso", spiega il Segretario Generale di ANIS, "perché non abbiamo più siti idonei a ricevere gli inerti. Siamo arrivati al punto che perfino piccoli cantieri edili non hanno la possibilità di movimentare la terra, mentre, al contrario, avremmo bisogno di far partire tante opere, sia pubbliche che private. Anche in questo caso, autorizzare o sbloccare tali siti deve essere fatto al più presto, tra i primi provvedimenti del nuovo Governo". Allo stesso modo, "non dimentichiamo l'edilizia, un settore trasversale e volano per tutto l'indotto che può creare. Il nuovo Piano Regolatore Generale può rappresentare una risposta alle esigenze delle imprese di questo settore, ma anche a tutte le altre, dopo tanti anni di immobilismo nell'urbanistica. Non solo per la parte privata, ma anche e soprattutto quella pubblica, fatta di infrastrutture e opere che devono modernizzare il Paese. Un'urgenza che più volte e da troppo tempo ormai il mondo imprenditoriale ha sollevato e che auspichiamo venga affrontata fin da subito dal nuovo Governo". "Anche in questo caso, come in tutti gli altri settori", ribadisce quindi il Segretario Generale di ANIS, "San Marino deve decidere quale sarà la sua identità futura, quale Paese vuole diventare e su quali asset puntare. Di certo, tutto il sistema San Marino deve recuperare fiducia e soprattutto reputazione internazionale. San Marino deve tornare ad essere il Paese nel quale è bello vivere ed è facile fare impresa".

Altra urgenza, ormai "vecchia" di oltre un anno, è la questione dei mezzi aziendali con targa sammarinese che, a causa del Decreto Sicurezza, non possono più essere condotti da dipendenti residenti in Italia come noto: "Il problema deve essere risolto in brevissimo tempo perché da troppi mesi sta mettendo in difficoltà moltissime aziende. Occorre un'azione diplomatica più determinata verso l'Italia. L'occasione è anche quella di riaprire tutti gli altri tavoli rimasti sospesi", auspica Vagnini, che rilancia infine un tema a cui ANIS tiene particolarmente, connesso alla sua stessa natura di associazione datoriale: la contrattazione. "Va ridata subito piena operatività al Comitato Garante per permettere ad associazioni e sindacati di rinnovare i tanti contratti scaduti e in scadenza".