Nuovo PRG, vecchie richieste: “Spazio a chi vuole ampliare”
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Venerdì 20 Dicembre 2019

ANIS incontro partiti

 

di Daniele Bartolucci

 

Il nuovo Piano Regolatore Generale di San Marino sarà uno dei progetti fondamentali per lo sviluppo del Paese e le aspettative sugli strumenti urbanistici sono altissime. Non solo dagli addetti ai lavori, ma anche da chi vede in questa riforma anche una grande occasione per la crescita, in particolare delle imprese già operanti in territorio. "Ci sono diverse aziende associate", spiega il Segretario Generale di ANIS, William Vagnini, "che sarebbero pronte a investire nei propri siti produttivi per ampliarli e aumentare la propria attività, di conseguenza anche la forza lavoro impiegata. Investimenti resi molto complicati dalle previsioni urbanistiche del vecchio PRG in molti casi, che non permettono, salvo varianti, di poter utilizzare allo scopo i terreni limitrofi per le ragioni più disparate. Fatte le ovvie considerazioni sui limiti edificatori e di tutela di alcune zone particolari, stiamo parlando in linea generale di valutazioni preventive effettuate venti o trenta anni fa, quando magari in certe zone non erano nemmeno urbanizzate". Il nuovo PRG, proprio perché elaborato sulla base del quadro esistente, compresi i suoi innumerevoli casi negativi, potrebbe quindi rivelarsi fondamentale per risolvere certe situazioni venutesi a creare sia nei contesti residenziali sia in quelli artigianali e produttivi. "Abbiamo visto", spiega Vagnini, "che diverse aziende industriali in questi anni sono riuscite ad ampliare i loro stabilimenti, ma dobbiamo ammettere che lo hanno fatto nonostante le norme del vecchio PRG e non certamente grazie ad uno strumento che agevolasse tali investimenti e lo sviluppo in generale. Queste aziende non hanno solo avuto il merito di investire sul nostro territorio in nuovi o più grandi impianti produttivi, ma hanno portato qui nuova tecnologia, con macchinari e linee produttive spesso innovative e, soprattutto, hanno aumentato la loro forza lavoro, assumendo più personale. E' questo che intendiamo per crescita ed è ciò che ci aspettiamo dal nuovo PRG", chiosa Vagnini, "che sia un volano per la crescita".

Ovviamente il caso degli ampliamenti è solo uno dei tanti che ANIS ha sollevato e che solleverà non appena si potrà discutere nel merito del nuovo PRG: "Siamo tutti d'accordo", interviene di nuovo Vagnini, "che il vecchio Piano Regolatore Generale sia uno strumento superato e rigido. Di certo, l'aver scelto come partner in questo processo evolutivo un autorevole professionista come l'architetto Boeri è sicuramente garanzia di qualità e un fattore di prestigio. Tuttavia il progetto ha riguardato finora quasi esclusivamente gli ambiti del turismo e della sfera pubblica di interesse collettivo e sociale come scuole e ospedale – certamente settori di indiscutibile importanza a cui riconosciamo comunque estrema rilevanza – trascurando gravemente gli aspetti relativi proprio a quel tessuto industriale e imprenditoriale che è il principale punto di forza del nostro sistema economico. Una scala di priorità degli interventi da affrontare non può prescindere dalle esigenze di mobilità e di viabilità, dall'urgenza di infrastrutture per diventare più autonomi nella gestione dei rifiuti, dell'approvvigionamento idrico ed energetico, e dalla riconversione e riqualificazione di intere aree urbanizzate, in particolare quelle industriali". Inoltre, "per gli impatti diretti che ha sulla vita di imprese e cittadini, la gestione del territorio va necessariamente ricondotta alla strategia generale dello sviluppo del Paese, interessandone tutte le sue parti, al fine - come ha più volte ribadito la Presidente Neni Rossini nell'Assemblea - di identificare con chiarezza e determinazione le direttrici principali. Ed è ciò che ci attendiamo dal prossimo Governo e dal prossimo Consiglio Grande e Generale".