Repubblica di San Marino, 1944: la battaglia di Monte Pulito
PDF Stampa
Martedì 17 Dicembre 2019

Battaglia di Montepulito bassa Pagina 043

 

di Alessandro Carli

 

"Il fiume Marano viene superato alle ore 01.00 del 18 settembre 1944 da parte delle Compagnie C e D che stabiliscono una testa di ponte a nord e a sud di Faetano mentre i genieri sono impegnati ad erigere un ponte sul Marano. Le posizioni dei Baluch saranno bombardate anche nei giorni successivi provocando altri 7 morti e almeno 20 feriti. Alle ore 02.00 le Compagnie B, C ed A del 1/9 Gurkha Rifles, agli ordini del tenente colonnello J.S. Bolton, superano la testa di ponte e entrano a Faetano senza incontrare opposizione. La Compagnia B avanza nell'oscurità fermandosi presso Serra di Sotto in attesa di attaccare alle prime luci dell'alba il sovrastante obiettivo Serra di Sopra q.343. All'alba sulle pendici più basse di q. 343 si sviluppa l'attacco di due plotoni della Compagnia B. Lo scontro con i tedeschi si fa subito pesante. Nel corso dell'attacco, e per quanto succede in una seconda fase, si distinguono Gagan Bahadur Thapa e Ran Bahadur Sahi...". Così Daniele Cesaretti – uno dei tre curatori del libro "Faetano, 1944, Victoria Cross" stampato nel 2008 (gli altri due sono Maria Cristina Conti Luca Villa) – racconta una pagina di storia sammarinese che appartiene alla letteratura delle "piccole battaglie" combattute in decine di migliaia di località semisconosciute.

Centinaia furono gli scontri minori nel teatro operativo italiano, lungo la Linea Gustav a sud di Cassino, nell'Italia centrale dopo la conquista di Roma, lungo la Linea Gotica e le successive linee di ripiegamento delle armate tedesche. Le battaglie di Monte Altuzzo, Monte Battaglia, Monte Castello, Monte Canala, Femmina Morta, Monte Vaso, Tavullia, Tavoleto, Torriana, Medicina, Monte Chicco e così via sono solo una minima frazione di fatti bellici noti solo agli storici più afferrati. In questo elenco si inserisce anche Monte Pulito, presso Faetano nella Repubblica di San Marino, dove 75 anni fa – esattamente nella giornata del 18 settembre 1944 - si combatté aspramente per la conquista di un colle "in apparenza insignificante".

"Faetano, 1944, Victoria Cross", che vede tra i promotori la Segreteria di Stato agli Affari Esteri, la Giunta di castello di Faetano e Ente Cassa di Faetano, è una piccola ma preziosa perla di vita della Repubblica. L'opera prende spunto dall'eroica azione compiuta dal soldato gurkha Sher Bahadur Thapa che nella mattinata del 18 settembre 1944 si sacrificò in prossimità di Monte Pulito per consentire ai propri commilitoni di mettersi al sicuro mentre erano sul punto di essere accerchiati ed annientati durante un duro contrattacco tedesco. Questo episodio, in cui lo stesso soldato si guadagnò postumo la Victoria Cross cioè la più alta decorazione militare britannica, è ripetutamente menzionato nei testi di storia militare del Commonwealth ed a suo tempo è stato commemorato ai più alti livelli istituzionali nel Regno Unito e in India.

"Negli ultimi due decenni – scrive ancora Daniele Cesaretti - diversi cittadini stranieri si sono recati di quando in quando nella zona di Monte Pulito per visitare il luogo in cui il Gurkha Sher Bahadur Thapa si guadagnò la Victoria Cross. Chiedendo delucidazioni alla gente del luogo in merito alla battaglia lì combattuta, i visitatori ottenevano solo vaghe informazioni sull'accaduto sul genere: 'sì, qualcosa c'è stato', 'sono morti parecchi neri e tedeschi', 'hanno bombardato molto' e così via. I dettagli della battaglia erano infatti del tutto sconosciuti alla popolazione locale. In realtà fino ai primi anni '80, quando compaiono le pubblicazioni dello storico riminese Amedeo Montemaggi, una ricostruzione degli eventi bellici accaduti a Faetano non c'era mai stata. Tanto meno era conosciuto il significato della Victoria Cross che contrassegna Faetano come luogo altamente simbolico per l'esercito alleato".

La battaglia di Monte Pulito è stato un evento ristretto nello spazio, nel tempo e nei numeri. L'area interessata dagli scontri si limita ad una decina di ettari, il combattimento si svolge nell'arco di una mattinata e sono coinvolti poco più di trecento soldati. Per quanto piccola, questa battaglia, che si distingue per un gesto eroico meritevole della Victoria Cross, mette anche in luce alcuni aspetti della guerra non molto noti presso il grosso pubblico quali il coinvolgimento di paesi neutrali nel conflitto, l'impiego di truppe multietniche e l'inutile quanto disperata resistenza delle truppe tedesche in una guerra già perduta.

"I cittadini di allora - riporta Maria Cristina Conti nel capitolo 'Con gli occhi di chi c'era' - hanno saputo trovare la forza di reagire al repentino sconvolgimento della loro vita quotidiana, sono riusciti ad affrontare con coraggio la sofferenza, la paura e la fame e non hanno esitato a sacrificare spazi personali per far posto agli sfollati provenienti da località vicine".

 

Fixing online

 

speciale 70 anni ANIS 1


Clicca sull'immagine per leggerlo online