Debito e mancati interventi spingono in alto la spesa corrente
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Mercoledì 25 Settembre 2019

tabella assestamento

 

di Daniele Bartolucci

 

La spesa corrente del Bilancio dello Stato ammonta a 526.719.793,48 euro, con una crescita "assestata" di oltre 2 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale. Non è però questo + 0,39% a preoccupare, bensì il fatto che non sia scesa. L'effetto della Spending Review – che ad oggi è ferma sulla carta – non si è visto nemmeno nel 2019, al contrario di quanto annunciato e anche di quanto stabilito per legge (segnatamente la Legge 7 agosto 2017 n. 94, che aveva imposto un taglio del 2,5% per il 2018, del 3,5% per il 2019 e del 4% per il 2020). Di fatto, tenendo conto dell'ammontare complessivo delle Uscite, la spesa corrente pesa per oltre l'80%, "ingessando" di fatto il Bilancio dello Stato: sono pochi, infatti, i margini di manovra per utilizzare risorse verso lo sviluppo economico, quello che chiedono associazioni di categoria e cittadini.

 

LA MANCATA SPENDING REVIEW


Gli effetti della Spending Review non si vedono quindi nemmeno questa volta. E questo nonostante le varie operazioni avviate nel tempo. Come noto, il Governo targato Adesso.sm si era impegnato a elaborare un piano esecutivo in grado di realizzare una riduzione complessiva del 10% della spesa corrente in un triennio, ovvero il 2,5% nel 2018, il 3,5% nel 2019 e il 4% nel 2020 (art. 15, comma 7, Legge 7 agosto 2017 n. 94). A tal proposito, esattamente due anno fa, proprio nell'assestamento (Legge 7 agosto 2017 n. 94 "Variazione al bilancio di previsione dello stato e degli enti del settore pubblico allargato per l'esercizio finanziario 2017 e modifiche alla legge 21 dicembre 2016 n. 144"), era stato avviato un processo di analisi e di revisione della spesa complessiva della Pubblica Amministrazione, degli Enti del settore pubblico allargato e delle Società ed Enti partecipati. A tal fine era stato anche istituito un apposito gruppo di lavoro, che ha coinvolto i Segretari di Stato e i rappresentanti dei gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, ma anche delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali, con il compito di rilevare le aree di eccesso, inefficienza, incoerenza della spesa. L'attività di analisi partiva, va sottolineato, dalla vecchia relazione presentata in data 31 maggio 2013 dal Gruppo Tecnico per la revisione della spesa pubblica, istituito ai sensi dell'articolo 5 della Legge 21 dicembre 2012 n.150. La relazione prodotta dal nuovo gruppo di lavoro, visti i risultati nel Bilancio, è rimasta lettera morta come quella di sei anni fa.

 

DISAVANZO DIMEZZATO MA È SEMPRE ALTISSIMO

 

"Lo schema del Bilancio di Previsione dello Stato per l'esercizio 2019", ha annunciato il Segretario alle Finanze Eva Guidi nella relazione accompagnatoria del Progetto di Legge per la III Variazione, "presenta nel complesso un totale delle entrate e delle uscite, comprese le partite di giro, pari ad euro 654.741.923,49 (-0,53% rispetto alla previsione assestata)". La cosa che subito emerge è che "il disavanzo finanziario per l'esercizio 2019 è passato in seguito alla presente Variazione da euro 23.932.683,87 ad euro 11.917.724,92 (-50,20% rispetto alla previsione assestata)". Una buona notizia, dunque, che però non può soddisfare nessuno, essendo ancora molto alto il gap tra ciò che lo Stato "incassa" e ciò che "spende" e mancano ancora quasi 12 milioni per il tanto agognato pareggio di bilancio, auspicato da tempo, ma ancora non verificatosi.

 

IMPOSTE DIRETTE IN CRESCITA

 

L'altra buona notizia è che "il totale delle variazioni positive in entrata, incluse le partite di giro, ammonta ad euro 14.218.809,25 di cui euro 7.400.000,00 riferiti alle entrate tributarie; in particolare", spiega il Segretario Guidi, "le imposte dirette prevedono un incremento del gettito per euro 1.800.000,00 e le imposte indirette presentano maggior entrate principalmente nella categoria 'Imposte diverse sulle merci importate' per euro 4.500.000,00 in relazione all'incremento registrato dall'Ufficio Tributario sulle importazioni". Anche "le entrate extratributarie presentano variazioni positive per euro 6.818.809,25 fra le quali si evidenziano euro 2.170.000,00 relativi alle confische ed euro 2.537.000,00 quale maggior avanzo dell'AASS in conseguenza della revisione dei proventi e dei costi dell'Azienda in relazione all'andamento della gestione dell'esercizio in corso".