Dopo la minaccio di sciopero, Santi replica: “Nessuno strano blitz, non faremo forzature”
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Martedì 18 Giugno 2019

Santi Tamagnini Montanari

 

di Daniele Bartolucci

 

Tanto tuonò che piovve. Anzi, no. Non ha piovuto più. E non c'è stato nemmeno lo sciopero generale che la CSU aveva posto come ultimatum al Governo sulla riforma delle pensioni. Lo scontro, però, sembra solo rimandato (anche perché nel frattempo non ci sono stati altri incontri tecnici sulla bozza, che è ancora quella di inizio maggio, alla fine). Da una parte i sindacati, forti delle difficoltà del sistema bancario e finanziario che chiedono garanzie sui fondi pensione depositati nelle banche (in particolare in Banca CIS) prima di contrattare qualsivoglia ipotesi di riforma, dall'altra il Governo, in particolare la Segreteria alla Sanità, che spinge per una riforma urgente, consapevole che si è già perso troppo tempo a discutere, tra proposte, analisi, contro analisi, diritti acquisiti e minacce di sciopero varie. I toni accesi delle ultime settimane non fanno presagire nulla di buono, se non che, stando alle dichiarazioni del Segretario di Stato Franco Santi, l'approccio del Governo sembra comunque quello volto alla ricerca del dialogo e del confronto. O almeno, dal comunicato stampa diramato nei giorni scorsi, prendiamo solo la parte positiva. "La CSU", si legge nel comunicato della Segreteria alla Sanità, "martedì 28 maggio, dichiara con grande enfasi e preoccupazione che il Governo ha intenzione di mettere in atto strani blitz parlamentari in tema di previdenza e, subito dopo l'incontro di oggi giovedì 30 maggio, programmato dal Governo per promuovere il confronto sulla riforma medesima, dichiara compiaciuto che il Governo ha cambiato idea grazie alla loro azione. Peccato che la CSU raccontava bugie prima e continua a raccontare bugie oggi", attacca il Segretario Santi senza tanti giri di parole. "Il Governo non ha mai pensato di fare forzature in tema di previdenza né prima e non lo farà sicuramente in futuro. Prendo atto con rammarico che la CSU utilizza lo strumento delle fake news per accreditarsi meriti e risultati. Sono convinto che non abbia bisogno di questi mezzucci per dimostrare l'importanza del proprio ruolo nella nostra società che viene riconosciuto loro ogni qual volta diventa necessario condividere scelte importanti per i lavoratori e più in generale per il paese. Questo è ancora più vero in materia di previdenza e in un momento storico molto complesso e delicato come quello attuale". Il comunicato chiosa con "per il futuro, in caso di dubbio, consigliamo alla CSU di investire il tempo necessario per verificare con i diretti interessati se le loro perplessità possono essere fondate oppure no e conseguentemente evitare di comunicare informazioni scorrette e prive di ogni fondamento".