Imprese, Robopac: meno spreco di plastica ed energia
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Mercoledì 17 Aprile 2019

Robopac interno

 

di Daniele Bartolucci

 

Se la lotta allo spreco di plastica è ormai un tema globale, anche il mercato si sta muovendo in questa direzione. La dimostrazione è il progetto di ricerca&sviluppo che Robopac, azienda leader del packaging industriale, ha appena concluso insieme a Hipac (azienda produttrice di film per imballaggio): si tratta di una macchina per fardellaggio (il sistema di imballaggio per raggruppare i vari prodotti, come le classiche bottiglie di acqua), che parte appunto da due necessità molto attuali, ovvero la riduzione dell'utilizzo della plastica (il film in questo caso) e il risparmio di energia elettrica. Due obiettivi raggiunti appieno, visto che il nuovo macchinario ideato dai tecnici Robopac è in grado di ottenere le stesse performance del fardellaggio attuale, ma utilizzando film di spessore sensibilmente inferiore e anche con meno "giri" di avvolgimento, che si traducono in minore spreco di energia elettrica. "La macchina che abbiamo sviluppato", spiega il Direttore Federico Spallino, "è in grado prima di tutto di riconoscere attraverso una serie di misurazioni le caratteristiche del film che si sta utilizzando, che non sono standard. Quindi utilizza quanto film serve, senza sprecarlo. Successivamente, vengono anche simulati gli stress che l'imballaggio potrebbe subire, anche quelli derivanti dal trasporto in zone impervie".

Tecnologia e innovazione, quindi: anche per questo il progetto (tecnicamente "Sviluppo nuova tecnologia di packaging mediante film estensibile") è stato inserito nel percorso di sostegno alla ricerca dell'organismo intergovernativo europeo Eureka, curato dall'Ufficio di Stato Brevetti e Marchi. "Nelle scorse settimane", spiega il Direttore Silvia Rossi, "abbiamo concluso l'iter procedurale sia in Robopac che partecipa al progetto Eureka per la terza volta in pochi anni, sia nelle altre due aziende sammarinesi che hanno fatto richiesta nazionale, ovvero Keymical e Noxon". L'Ufficio infatti "cura i progetti di ricerca industriale, frutto di cooperazione internazionale nell'ambito dell'organismo intergovernativo europeo Eureka, e gestisce i finanziamenti per la ricerca industriale, l'innovazione, il trasferimento tecnologico. Dal 2012 sono una quindicina le imprese del territorio che hanno fatto richiesta e ottenuto il finanziamento previsto dalla Legge 19 del 2006 e dai successivi Decreti delegati, il 126 del 2006 per i progetti Eureka e il 44 del 2008 per i progetti nazionali.