San Marino, accelerare sulle riforme e “sistemare” il settore bancario
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Lunedì 18 Febbraio 2019

 FMI

 

di Alessandro Carli

 

Nessuna richiesta di assistenza finanziaria al FMI ma solamente una fotografia del sistema economico di San Marino e una riflessione sulle politiche di crescita e di stabilità che il Paese deve intraprendere, in linea con quanto previsto dall'articolo IV ("Nel contesto di una richiesta di utilizzare le risorse del FMI come parte delle discussioni sui programmi controllati dal personale, o come parte degli altri membri del personale addetto al monitoraggio degli sviluppi economici").

La visita del Capodelegazione Fondo Monetario Internazionale Nir Klein e del suo staff – sul Monte per 10 giorni – si è conclusa con un report preliminare che verrà discusso a metà marzo ma che è stato presentato, a grandi linee, a inizio febbraio. "L'economia di San Marino - ha spiegato Klein - oggi si trova a dover affrontare sfide importanti", in primis quella "del settore bancario, in grande difficoltà". Sistema che "è caratterizzato da un basso livello di liquidità, da un volume elevato di crediti deteriorati (NPL, ndr), da elevati costi operativi" e che ha bisogno di essere ricapitalizzato. Deve inoltre essere "rafforzata la governance". La situazione attuale "mina la capacità del settore di erogare credito a imprese e famiglie" e di conseguenza "ha effetti negativi sulla crescita".

Oltre ai fattori interni il capodelegazione, "ha rivisto a ribasso la crescita dell'Italia", un Paese che "ha un forte impatto sull'economia della Repubblica di San Marino".

Occorre quindi "superare le difficoltà e le debolezze del settore" attraverso "una strategia globale". Le banche, ha affermato, "devono tornare a essere redditizie".

Il secondo "cantiere" analizzato dal FMI è quello della finanza pubblica: i conti dello Stato devono essere "sostenibili". Il Titano deve mettere in campo una serie di riforme (peraltro già "raccomandate" in passato) ma anche lavorare per "tagliare" la burocrazia e rendere più flessibile il mercato del lavoro. Per il Fondo poi vanno colmate "le lacune" che riguardano "le infrastrutture".

L'ente di Washington, dopo aver rimarcato positivamente "i progressi per i dati forniti", ha chiesto alla Repubblica di accelerare sugli elementi di criticità evidenziati.

 

IL REPORT DEL FMI


La sfida principale di San Marino è di restituire urgentemente la propria economia a un percorso sostenibile di crescita e prosperità. Ciò richiede un'immediata attuazione di un pacchetto completo di azioni politiche volte a stabilizzare il sistema bancario e ripristinare l'offerta di credito salvaguardando nel contempo le finanze pubbliche.

 

IL SISTEMA BANCARIO

 

Le profonde debolezze del sistema bancario, accompagnate da inefficaci e frammentarie risposte ai passati fallimenti bancari, hanno bloccato la crescita del credito e stanno minacciando la stabilità finanziaria e la sostenibilità fiscale. La capacità delle banche di servire una delle loro funzioni critiche nella società come gli intermediari tra risparmiatori e mutuatari è estremamente limitata. L'economia rimane altamente vulnerabile agli shock e, in assenza di un aggiustamento politico rapido e significativo, si prevede che la crescita economica rimarrà modesta nel medio e lungo termine a causa della prosecuzione della riduzione della leva finanziaria del sistema bancario e di condizioni esterne meno favorevoli. Elevate fragilità finanziarie e fiscali suggeriscono che le prospettive sono dominate da significativi rischi al ribasso.

Il ripristino dell'offerta di credito, la stabilizzazione del sistema bancario e la mitigazione dei rischi fiscali richiedono l'immediata attuazione di una strategia coerente che consiste nella ristrutturazione e ricapitalizzazione del sistema bancario, un consolidamento fiscale ambizioso e favorevole alla crescita e riforme strutturali per rafforzare la competitività e sostenere la crescita. Un pieno impegno di tutte le parti interessate a San Marino è di fondamentale importanza per una corretta attuazione di questa strategia. Il settore, sovradimensionato, soffre di profondi problemi di capitale, asset quality, governance e redditività. Di conseguenza, la liquidità è scesa a livelli bassi, lasciando il sistema bancario e l'economia vulnerabili agli shock. Le perdite bancarie passate devono ancora essere adeguatamente riconosciute e le ampie necessità di ricapitalizzazione sono rimaste in gran parte non indirizzate, minando la capacità delle banche di estendere il credito all'economia reale. Con una crescita del credito negativa, elevati livelli di crediti in sofferenza e crediti di imposta e costi operativi eccessivamente elevati, si stima che il sistema bancario abbia registrato una perdita nel 2018, il nono anno consecutivo.

Le carenze di capitale, che sono in gran parte concentrate nella Cassa di Risparmio di San Marino di proprietà dello Stato, dovrebbero essere affrontate in anticipo e le leggi che consentono alle banche di distribuire le perdite dovrebbero essere abrogate. Il sostegno statale dovrebbe essere fornito solo a banche importanti dal punto di vista sistemico e redditizie, a seguito della condivisione degli oneri, mentre altre banche sottocapitalizzate che non riescono a raccogliere nuovi capitali da fonti private dovrebbero essere soggette a misure correttive. Gli elevati costi operativi devono essere rapidamente ridotti, anche rivedendo i compensi dei dipendenti e razionalizzando la rete di filiali. La conversione dei crediti d'imposta in beni fruttiferi è fondamentale per ripristinare la sostenibilità a lungo termine delle banche.

 

I RISCHI FISCALI


Il debito pubblico ufficiale, sebbene in aumento, dovrebbe rimanere basso al 27,5% del PIL nel 2018. Tuttavia, un riconoscimento dei costi completo e anticipato derivante da precedenti interventi bancari, vale a dire le perdite del passato Carisp e i crediti fiscali concessi alle banche per l'acquisizione di quelli falliti, aumenterebbe in modo sostanziale il debito pubblico, ponendo notevoli rischi di stabilità, in particolare data l'attuale mancanza di accesso al mercato, limitate opzioni di finanziamento interno e debole capacità di gestione del debito.

 

IL REDDITO E L'IVA

 

L'IVA pianificata dovrebbe essere adottata con tassi sufficientemente elevati e esenzioni limitate per aumentare la riscossione delle entrate e in un calendario coerente con la capacità dell'amministrazione fiscale. Razionalizzare i rimborsi fiscali dispendiosi e mantenere l'imposta sul patrimonio contribuirebbe anche ad aumentare le entrate.

 

LA PREVIDENZA


Una riforma pensionistica globale che affronti efficacemente le pressioni sull'invecchiamento di San Marino e garantisca la sostenibilità del sistema pensionistico sosterrà gli sforzi di consolidamento fiscale. Una politica sociale ben mirata, in cui i benefici sono testati in base ai mezzi e collegati alla ricerca di lavoro, e una maggiore efficienza di spesa tra le varie unità governative sono necessari per contenere i costi. L'introduzione di un indicatore di reddito e ricchezza per sostenere i test di mezzi e il rafforzamento dei controlli sul bilancio e delle imprese statali sono benvenuti.

 

L'AMBIENTE AZIENDALE

 

San Marino ha compiuto progressi nel migliorare il clima degli affari negli ultimi anni, anche eliminando diversi ostacoli per l'avvio di un'impresa. Ulteriori riforme volte a snellire i processi giudiziari, rafforzare i diritti dei creditori e dei mutuatari e migliorare il governo societario migliorerebbero ulteriormente la competitività esterna.

 

L'OFFERTA DI LAVORO


I continui provvedimenti per aumentare la flessibilità nell'assunzione di non residenti contribuirebbero a ridurre i disallineamenti delle competenze e ad alleviare i limiti di capacità. L'Ufficio recentemente istituito per le politiche attive del mercato del lavoro potrebbe sostenere un aumento dell'occupazione e della crescita attraverso benefici sociali più mirati nonché una maggiore formazione e ricerca di lavoro.