San Marino, il 2018 ha chiuso in frenata: perse ben 78 imprese (-1,6%)
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Lunedì 18 Febbraio 2019

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di Daniele Bartolucci

 

Brusca frenata a fine 2018 per l'economia sammarinese, che ha registrato un -1,6% nel numero delle imprese che sono tornate sotto la soglia 5.000. Un dato che si accompagna a un altro "indicatore" importante, come quello dell'automotive: calano in generale le immatricolazioni delle automobili (-7%), ma soprattutto dei mezzi di lavoro (-10%).

 

Imprese in calo, ma non in tutti i settori


Il totale delle imprese presenti ed operanti in Repubblica al 31 dicembre 2018, come riportato nell'ultimo Bollettino di Statistica, era pari a 4.918 unità registrando, rispetto al 31 dicembre 2017, un decremento di 78 aziende (-1,6% appunto). Come detto, non è un trend generalizzato, tanto è vero che si è registrato un aumento nei settori manifatturiero (+19 unità pari al +3,8%), dei Servizi di Alloggio e Ristorazione (+19 unità pari al 10,7%) e le Attività Immobiliari (+18 unità pari al +6,8%);. Mentre il "Commercio" è in leggera diminuzione (-4 unità pari al -0,4%) così come il settore delle "Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche" (-83 unità pari al -7,8%).

 

Meno automobili: cresce la sfiducia

 

L'altro dato negativo è quello delle immatricolazioni: al 31 dicembre il totale dei veicoli registrati e circolanti in Repubblica era di 54.404, ovvero ben 1.419 veicoli in meno nell'ultimo anno. Le immatricolazioni di veicoli sono state invece 3.593 nel 2018, con una diminuzione di 269 unità (-7%) rispetto all'anno precedente: "Un decremento imputabile prevalentemente alle automobili", spiegano dall'UPECEDS, "che nel 2018 hanno raggiunto 2.722 immatricolazioni, 188 in meno rispetto al 2017; di cui 11 immatricolazioni in meno di vetture nuove e 177 in meno di auto usate". Notoriamente l'acquisto dell'auto - considerato un bene durevole a medio lungo termine - è un indice di fiducia, al contrario potrebbe essere di sfiducia, laddove si decida come spesso accade di posticipare tale investimento.

Nel 2018 sono diminuite anche le immatricolazioni di mezzi di lavoro, arrivate a 329 rispetto alle 366 dello stesso periodo 2017 (-10%). Un dato ancora più in linea con il calo del numero delle imprese, evidentemente, se non addirittura correlato a questa diminuzione.

 

Occupazione in crescita, disoccupazione stabile


L'aspetto positivo, come ampiamente riepilogato durante l'anno, resta invece il dato sull'occupazione: "Al 31 dicembre 2018 le forze di lavoro complessive sono pari a 22.405 unità e rispetto al 31 dicembre 2017 si evidenzia un incremento di 530 unità (+2,42%), imputabile prevalentemente ai lavoratori dipendenti del settore privato, che hanno raggiunto il valore di 15.672 (+4%) e, insieme a quelli del settore pubblico, rappresentano l'85,9% della forza lavoro". Anche "le altre componenti della forza lavoro registrano delle variazioni meno significative; 1.698 sono lavoratori indipendenti (7,6% della forza lavoro) ed infine, 1.415 sono i disoccupati totali (6,3%), di cui 1.017 sono disoccupati in senso stretto. I lavoratori dipendenti del settore privato, nell'ultimo anno sono aumentati complessivamente di 602 unità (+4%); l'aumento più consistente risiede principalmente nel settore "Attività Manifatturiere" (+516 lavoratori pari al +9,1%), seguito dal settore "Attività dei Servizi di Alloggio e Ristorazione" (+116 lavoratori pari al +14%)". "Al contrario", premette la nota dell'UPECEDS, "i seguenti settori hanno registrato una marcata diminuzione di lavoratori: "Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche" (-316 lavoratori pari al -28%), "Attività Artistiche, Sportive, di Intrattenimento e Divertimento (-54 lavoratori pari al -23%) e "Attività Finanziarie e Assicurative" (-41 lavoratori pari al -5,5%). Nel Settore Pubblico Allargato il numero dei lavoratori è stabile (+1 unità rispetto a fine 2017), assestandosi a 3.620". In diminuzione risulta invece la media annuale dei lavoratori del 2018, -20 unità rispetto all'anno precedente.

Purtroppo la disoccupazione non è diminuita in proporzione (i nuovi assunti sono infatti in maggioranza frontalieri, vedi Fixing nr 3): "Al 31 dicembre 2018 i disoccupati totali ammontano a 1.415 unità (-15 rispetto al 31 dicembre 2017); di questi, 1.117 sono disoccupati in senso stretto (-23 rispetto al 31 dicembre 2017), ovvero coloro che si rendono immediatamente disponibili ad entrare nel mondo del lavoro. Tra i disoccupati in senso stretto, il titolo di studio prevalente è il diploma di maturità (35,1% del totale), mentre la percentuale di disoccupati laureati è pari al 11,8% con 132 unità".