Fondovalle completata: Galazzano ora è più vicina
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Mercoledì 30 Gennaio 2019

inaugurazione Fondovalle 5

 

di Daniele Bartolucci

 

Cantiere finito: la strada di Fondovalle è finalmente completata e operativa, a beneficio di tutta la viabilità della zona di Dogana, compresa la parte "italiana". La nuova arteria è infatti posta al confine tra San Marino e Rimini e rappresenta un'opera pubblica strategica, soprattutto per smistare il traffico pesante nella zona industriale di Galazzano, nonché un'asse di collegamento con il circondario.

Nei giorni scorsi, in occasione del completamento dei lavori di Strada di Fondovalle, si è svolta la tradizionale cerimonia del taglio del nastro, alla presenza delle autorità italiane e sammarinesi, in primis la Segreteria di Stato per il Territorio, che ha ricordato come "Strada di Fondovalle rappresenta un' importante e strategica opera pubblica per il Paese, costituisce un' arteria di fondamentale importanza per smistare il traffico pesante nella zona industriale di Galazzano nonchè un' asse di collegamento con il Comune di Rimini ed è frutto di un rilevante investimento per il nostro Paese".

E per questo "ringrazia l'Amministrazione del Comune di Rimini, l'AASLP, tutti i tecnici e le imprese coinvolte per il contributo fornito".

 

IL PROGETTO COMPRENDE ANCHE TRE PARCHEGGI


Oltre alla principale strada di collegamento ed alle strade secondarie (via Consiglio dei Sessanta, via Guicciardini, via Fosso del Canneto, via G. Castaldio, via Vitalis di Giovanni), i lavori hanno interessato la sistemazione e l'allargamento del ponte di confine della Superstrada, la tombinatura di parte del Fosso di Marignano, la realizzazione di tre rotatorie e di tre parcheggi per un numero complessivo di 120 posti auto e 35 posti moto.

La progettazione e realizzazione della stessa è stata possibile grazie alla fattiva collaborazione delle amministrazioni, sammarinese e italiana, che conferma l'importante sinergia tra il nostro territorio e la vicina Italia con particolare riferimento al Comune di Rimini.

 

UN CANTIERE INFINITO A CAUSA DI FRANE E BOMBE

 

Se si dovesse datare l'inizio della Strada di Fondovalle, bisognerebbe tornare indietro fino al 2006, anno in cui la Repubblica di San Marino e il Comune di Rimini firmarono una convenzione per la realizzazione della nuova viabilità al confine tra i due Stati. Quasi dieci anni dopo, nel 2014, venne è invece inaugurato il cantiere del primo tratto di Fondovalle. Anche allora la cerimonia fu fatta in grande stile, con autorità civili dei due Paesi. ma ci sono voluti quasi altri 5 anni per chiudere l'operazione. Le cause sono molteplici, compreso il ritrovamento di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, come spiegò al tempo il direttore dei lavori, l'ingegnere Paolo Montagna, per motivare la sospensione dei lavori nel 2015. A quel tempo si dovette forzatamente svolgere una bonifica per opera di una ditta specializzata toscana, che era una tra le poche aziende in Italia che eseguono questo lavoro, tanto che il progetto di bonifica è dovuto passare al vaglio anche del comando militare di Padova, che cura a livello nazionale i progetti di sminamento. La pratica era iniziata ai primi di dicembre del 2014, ma a causa del maltempo i lavori non partirono subito, bensì mesi dopo. Perché tutta l'area era rimasta semi allagata durante l'inverno a causa delle forti piogge.

Non bastasse questo, il terreno ha più volte rivelato problematiche idrogeologiche tali che più di una volta tecnici e operai hanno dovuto sistemare delle piccole frane. Insomma, un cantiere infinito, che comunque aveva già di per sé una complessità non di poco conto, visto che nasceva sulla spinta di diverse amministrazioni pubbliche, per di più di due Stati diversi. Che poi è lo stesso livello di discussione, ancora oggi, per tutta la viabilità della zona, in particolare la Superstrada stessa, per la quale si attendono interventi importanti (come l'eliminazione dei semafori, ndr). Ma anche per la mobilità in generale, di cui la "monorotaia" non è che un'ipotesi al vaglio della Segreteria al Territorio e del Comune di Rimini, come si è visto nelle scorse settimane. Anche per questo il dialogo tra le due amministrazioni confinanti, e a maggior ragione con l'Italia, dovrà diventare sempre più efficace, soprattutto sulle infrastrutture.