I mille volti (e qualche bugia) di Giuseppe Giacobazzi
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Martedì 15 Gennaio 2019

giacobazzi

 

Diversificare l'offerta. Proporre quindi nomi e spettacoli che nel circondario non sono in cartellone. Il Teatro Nuovo di Dogana cala due jolly. E se il primo – in programma sabato 19 gennaio e domenica 28 aprile sempre alle 21 – è un gradito ritorno (parliamo di Giuseppe Giacobazzi, impegnato nello spettacolo "Noi mille volti e una bugia"), il secondo è una piccola perla. Mercoledì 27 marzo 2019 alle 21.00 Beppe Grillo salirà in Repubblica con il suo spettacolo "Insomnia", un work in progress creativo. Un viaggio nella vita del comico che dal mondo dell'informazione auspica un ritorno a un sistema più percettivo, primordiale, istintivo. Beppe si racconta in uno spettacolo intimo e autentico, prendendo in contropiede ancora una volta tutti quelli che lo vogliono dipingere diverso da quello che è. Immancabile il riferimento agli eventi dell'attualità più recente filtrati dalla sua pungente ironia. Una spettacolo in cui Beppe condivide la sua visione del mondo che è e che verrà.

 

GIUSEPPE GIACOBAZZI

 

Un dialogo, interiore ed esilarante, di 25 anni di convivenza a volte forzata, quello firmato da Giacobazzi. 25 anni fatti di avventure e aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di un'epoca che viaggia a velocità sempre maggiore. Dove in un lampo si è passati dalla bottega sotto casa alle "app" per acquisti, dal ragù sulla stufa ai robot da cucina programmabili con lo smartphone; il tutto vissuto dall'uomo Andrea e raccontato dal comico Giacobazzi. Come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l'omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l'uomo e non il ritratto. Sono proprio questi i "noi" che vediamo riflessi nei nostri mille volti (i rimandi letterari non mancano, dal già citato Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby), convivendo, spesso a fatica con la bugia del compiacerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte.

 

BEPPE GRILLO


Per il monologo di Grillo, un estratto della recensione che Lorenzo Castellani ha pubblicato su NewsList. "Lo showman si racconta: l'estrazione popolare, il 'quartieraccio' di Genova in cui è venuto su, il rapporto solido con un padre forte e anziano, l'amicizia con il futuro serial killer Donato Bilancia, il porto che inglobava la città, e in cui si rubacchiavano merci che provenivano da tutto il mondo, la guerra tra bande da adolescenti, la violenza e le puttane. Nella prosa di Grillo c'è l'eco della Genova intellettuale degli anni Sessanta e Settanta, dei suoi amici Fabrizio De André, Gino Paoli, Renzo Piano, Luigi Tenco e l'influsso dell'immenso Paolo Villaggio. Musicisti, artisti, attori con cui il leader del Movimento 5 Stelle è cresciuto e che hanno condizionato la sua storia come quella della cultura italiana. Dai media tradizionali che riportano il mantra della politica politicante e che il comico genovese ha voluto sempre delegittimare. Il primo obiettivo politico di Grillo, ben prima dell'antipolitica che ne è soltanto la conseguenza, è stato quello di smascherare ipocrisie, connivenze e inaffidabilità dell'informazione per costruire verità e modernità alternative. Lanciato nel paradosso, il comico elogia il pessimismo come difesa dalle avversità perché gli ottimisti, nella vita come in politica, prima o poi si schiantano mentre i pessimisti sopravvivono. Perché il loro istinto è più forte. Grillo si fa, poi, più inedito e interessante quando propone di ridurre drasticamente la spesa sociale, liberarsi di cassa integrazione e pensioni, per sostituirli con investimenti infrastrutturali, buoni sanità e reddito universale. Opinabile, pure molto, la sua versione sul futuro. Però, almeno, ne possiede una".

Info e biglietti: 0549.882452 - 0549.882457 - 331.9101777 oppure www.ciaotickets.com.