Gestione rifiuti, le novità del 2019: ritocco dei prezzi di smaltimento
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Lunedì 17 Dicembre 2018

compattatore

 

di Mattia Marinelli

 

Il consueto appuntamento con la fiera di Ecomondo (l'evento annuale per la green and circular economy ospitato a Rimini) ha confermato la recente problematica che riguarda la ricettività degli impianti italiani.

Già da diversi anni a questa parte il mercato dei rifiuti risulta congestionato per la conseguenza diretta della mancanza di un numero sufficiente di impianti di trattamento finale di rifiuti in Italia, impianti che - nonostante riducano notevolmente la mole di rifiuti impattanti ricevuti - producono, a seguito dei loro processi, altrettanti rifiuti da gestire, anche se in quantità ridotte.

Ad aggravare la situazione, di per sé già problematica, si è aggiunto il "Decreto sblocca Italia" del 2014: l'articolo 35 difatti riclassifica i termovalorizzatori italiani come impianti di recupero energetico R1, e come tali, non avendo limiti di bacino, hanno la possibilità di trattare anche rifiuti urbani di altre Regioni limitando, di conseguenza, il numero di rifiuti speciali (di produzione privata) che si possono conferire in impianto, per ovvie ragioni di natura operativa.

A peggiorare la situazione si è aggiunta poi la politica cinese sulle importazioni di rifiuti: il colosso asiatico da gennaio 2018 ha fissato il limite di impurità sui materiali riciclabili importati allo 0,5%.

Tale fenomeno ha generato un drastico calo del valore di mercato degli imballaggi (carta e plastica) rendendo quasi impossibile l'export verso la Cina.

Questi fenomeni pongono tra l'incudine e il martello tutti gli impianti intermedi come IAM Srl che, oltre a dover gestire queste dinamiche di mercato, è soggetta ad esportare i rifiuti in procedura di Notifica, ai sensi del Regolamento CE 1013, iter non di certo semplice a livello burocratico.

Per garantire di poter ritirare i rifiuti prodotti dai propri clienti, già nell'ottobre 2018 IAM Srl ha acquistato gli spazi di stoccaggio per l'anno 2019 presso i propri partner italiani, anche in virtù della scarsa recettività di quest'ultimi, causando inevitabilmente come rovescio della medaglia l'aumento dei prezzi di smaltimento per ogni tipologia di rifiuto.

Per l'Italia i rifiuti sammarinesi rappresentano ben poca cosa a livello di quantitativo, ma per il benessere del Monte Titano è importantissimo poter convogliare i propri scarti a impianti italiani qualificati nel rispetto della normativa e delle procedure di sicurezza.