Fabrizio Cremoni: “L’esterometro non esaurirà gli obblighi”
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Venerdì 14 Dicembre 2018

fabrizio cremoni

 

di Daniele Bartolucci

 

Fatturazione elettronica, manca meno di un mese all'introduzione in Italia dell'obbligatorietà per tutte le operazioni in ambito B2B, ma anche a San Marino si lavora alacremente per non penalizzare le imprese dell'antica Repubblica, il cui principale mercato di riferimento è storicamente proprio quello italiano.

Ed è proprio in questo senso che da tempo ANIS sollecita il Governo, che ha avviato mesi fa uno specifico tavolo di confronto tra la Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e con l'Agenzia delle Entrate della Repubblica italiana: l'obiettivo è "dotare il sistema degli scambi tra Italia e San Marino di procedure semplificate in linea con gli strumenti informatici attualmente a disposizione", come ha spiegato la stessa Segreteria di Stato.

Quindi "si sta concretamente lavorando per garantire agli operatori economici del territorio la possibilità di emettere le fatture elettroniche nel medesimo formato utilizzato dall'Italia, considerato il numeroso interscambio di documentazione con detto Paese", hanno annunciato da Palazzo Begni. Nel frattempo, però "in mancanza di un accordo", spiega il consulente fiscale di ANIS Fabrizio Cremoni, "rimangono valide le disposizioni della Legge 21 dicembre 1993 n. 134 che stabiliscono le regole da applicare negli scambi con l'Italia". La specifica è d'obbligo, soprattutto perché in Italia, con la fatturazione elettronica "sarà introdotta anche una nuova comunicazione delle fatture relative ad operazioni transfrontaliere, il cosiddetto 'esterometro', con cui gli operatori IVA residenti dovranno infatti comunicare le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato".

 

Come funzionerà l'esterometro con San Marino?


"Come noto, le operazioni con soggetti esteri, nel nostro caso con San Marino appunto, sono escluse dall'obbligo di fatturazione elettronica, ma per i soggetti italiani entrerà in vigore questa nuova comunicazione di informazione all'Agenzia delle Entrate che però – occorre sottolineare – non esaurirà affatto gli adempimenti, in quanto restano sempre attuali le procedure previste dalla 134 del 1993, che appunto regola gli scambi tra i due Paesi. Resteranno in vigore, quindi, le fatture vidimate, a maggior ragione se il soggetto italiano acquista da San Marino. Attenzione dunque a scambiare l'esterometro per una soluzione all'annosa questione delle fatture cartacee, che si potrà risolvere solamente con un nuovo accordo tra Italia e San Marino, a cui appunto si sta lavorando in questi mesi".

 

A proposito dell'accordo, come procede?


"Credo che il tavolo di lavoro, anche grazie alla spinta e alle indicazioni proposte da ANIS, stia procedendo bene. Al momento San Marino sta lavorando per implementare le procedure software per inserire le operazioni in una piattaforma interna, dove sarà l'Ufficio Tributario a raccogliere queste informazioni per comunicarle allo SDI italiano. Questo dovrebbe permettere ai soggetti sammarinesi di venire identificati dal sistema elettronico italiano, evitando eccessive penalizzazioni. Poi comunque occorrerà superare le vecchie procedure, con un accordo tra i due Paesi".

 

Ci sono anche altri punti di criticità?

 

"Innanzitutto andrà definito chiaramente se questo accordo riguarderà solamente i beni, come è certo, o anche i servizi. In seconda istanza, occorrerà chiarire come assolvere alla doppia registrazione in caso di IVA non prepagata (reverse charghe). L'Agenzia delle Entrate si è recentemente espressa sulla differenza tra reverse charge interno ed esterno, come è il caso oggi di San Marino. Ovviamente sarebbe opportuno trovare un accordo per qualificare anche questo come 'interno', una volta definite le nuove procedure".