La Repubblica di San Marino è un Paese (anche) per gli anziani
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Lunedì 22 Ottobre 2018

ISS Andrea Gualtieri

 

di Alessandro Carli

 

La Repubblica vanta una popolazione anziana di oltre 6.600 unità. Rispetto alla popolazione totale, gli assistiti dall'Istituto per la Sicurezza Sociale con più di 65 anni rappresentano il 19,5%: un dato che registra una lieve, ma costante crescita. È pertanto necessario prendere atto di questa condizione demografica e conferire agli anziani un ruolo di presenza attiva, integrata e sorretta da una rete di rapporti dinamici e di assistenza rapportata alle necessità. Negli anni passati sono già state avviate campagne di sensibilizzazione sull'invecchiamento attivo e un progetto sulla prevenzione dei disturbi della memoria. Nei prossimi anni, spiega il Piano Sanitario 2015-2017, sarà necessario consolidare tali iniziative e promuovere l'inclusione degli anziani nella società prevedendo per esempio la possibilità di poter abitare in autonomia nei centri abitati al fine di superare problemi legati all'isolamento, all'abbandono e alla solitudine anche attraverso il supporto di una rete di assistenza formale e informale. Ma qual è la condizione di salute di questa popolazione? Quali sono le loro necessità e quali saranno gli scenari futuri dovuti al costante incremento e all'invecchiamento generale, anche dal punto di vista dei servizi sanitari e socio sanitari? A queste domande è stata data risposta il 25 settembre quando, nella sala "Montelupo" di Domagnano, sono stati presentati – in concomitanza con il decennale della Legge numero 1 del 2008, la "Carta dei diritti delle persone anziane tutela e valorizzazione del loro ruolo nella società" - i primi, importanti risultati.

"Con la Legge numero 1 del 2008 – spiega il Direttore Generale dell'ISS Andrea Gualtieri – si dà importanza e un ruolo alle persone anziane (gli over 65, ndr) non solo dal punto di vista assistenziale ma anche da quello sociale. Avevamo bisogno di 'mapparli' quindi per renderci conto del fenomeno per trovare soluzioni e definire progetti. Nel nostro Piano Sanitario si dà molta importanza agli anziani in quanto rappresentano un 'target' di popolazione 'fragile' ma anche in continua crescita. Negli ultimi anni la Repubblica ha registrato una contrazione delle nascite. Il saldo naturale 'negativo' tra nati e deceduti è un dato che deve far riflettere". Parimenti si è anche registrato un innalzamento dell'età media della popolazione, così come un allungamento delle prospettive di vita.

"Un altro elemento importante riguarda il cambiamento della famiglia: un tempo era composta da molte persone, oggi invece stanno crescendo i nuclei unifamiliari o quelli formati da un anziano e un figlio o un coniuge" prosegue il dottor Gualtieri.

La società, così ancora il Direttore Generale dell'ISS, "dovrebbe riuscire a far avvicinare, attraverso una serie di progetti e iniziative ad hoc, i bambini alle persone anziane: entrambe le 'fasce' ne riceverebbero giovamento". Tornando alle fragilità degli over 65, Gualtieri conferma che l'ISS "sta lavorando verso un'umanizzazione delle cure, anche in contesti familiari" ma non solo. Anche la RSA La Fiorina è al centro di un progetto di modernizzazione: "Stiamo lavorando sulla parte esterna della struttura per permettere alle persone di effettuare la riattivazione motoria".

Gli anziani, ricorda Gualtieri, "sono un fenomeno complesso". È quindi "importante riuscire a ritardare il più possibile il loro ingresso nelle case di riposo" attraverso un coinvolgimento attivo nelle dinamiche familiari e sociali.

 

LO "SPACCATO" DEL TITANO


Attraverso tre approfondimenti – dai dati sulla popolazione anziana relazionati dal dottor Mauro Sammaritani ai "Bisogni sanitari e sociosanitari e i gradi di fragilità della popolazione 65+ sammarinesi" (relatrice la dottoressa Elena Stacchini) sino alla "popolazione anziana" presentata dal dottor Gabriele Rinaldi – è stata fatta una prima fotografia dello stato dell'arte del Monte Titano. Dal 1997 al 2017, così nel documento firmato da Mauro Sammaritani (UPECEDS), le speranza di vita alla nascita sono aumentate costantemente, passando da 77 anni circa per i maschi e gli 83 per le femmine a 83 e 87. Soffermandosi sulla composizione delle famiglie sammarinesi con almeno un anziano (dati 2017), emerge che gli over 65 soli siano il 35%; stessa percentuale per i coniugi soli.

Dall'anagrafica degli assistiti ISS (Elena Stacchini) sono stati selezionati gli individui che al 31/12/2017 avevano più di 65 anni e un rapporto di assistenza con l'Istituto Sicurezza Sociale. L'archivio è composto da 6.673 persone. Lo scorso anno 871 persone over 65 hanno usufruito almeno una volta dei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Sempre nel 2017, 893 persone 65+ hanno ricevuto un sostengo economico dovuto a invalidità (assegno di accompagnamento, invalidità civile, pensioni di invalidità). La spesa complessiva per le pensioni di invalidità è stato di 1.792.155 euro.

Il dottor Gabriele Rinaldi è partito dallo scenario attuale – dalle aspettative di vita tra le più elevate al mondo passando per il progressivo invecchiamento della popolazione, all'intensificarsi della complessità assistenziale, alle terapie innovative e all'importanza delle diagnosi precoci – per poi addentrarsi nei dettagli. "A San Marino, come in tutto il mondo occidentale, l'età media cresce e aumenta l'attesa di vita e questo è anche legato al successo della medicina (nuove terapie, diagnosi precoci, sistemi di prevenzione). Accanto a questi fenomeni, o come conseguenza, assistiamo ad un aumento delle 'patologie croniche' come tali o come esiti di eventi 'acuti'. Questo tipo di patologie croniche a San Marino è responsabile dell'85% dei decessi annuali. Obiettivo posto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è la riduzione della mortalità prevenibile per queste cause entro il 2020 (25%) ed entro 2030 (Agenda ONU – obiettivi di sviluppo sostenibile) del 33%".

Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, il dottor Rinaldi ha spiegato che sul totale degli over 65 assistiti dall'ISS (6.673), "le persone a basso grado di fragilità, ovvero quelle che non presentano malattie croniche o le gestiscono in modo autonomo, non hanno avuto accessi al pronto soccorso né ricoveri ordinari nell'ultimo anno, non usufruiscono dei servizi socio assistenziali e vivono in nuclei familiari con più persone, sono 2.135, pari al 32%".

Quelle con un grado di fragilità medio, quindi quelle che soffrono di una o più malattie croniche con necessità di controllo frequente, hanno più prescrizioni di farmaci con ricette ripetitive, hanno avuto uno o più accessi al pronto soccorso e/o ricoveri ordinari, ma non usufruiscono dei servizi socio-sanitari e vivono soli o in coppia, "sono state 2.869, pari al 44%. Le persone a grado di fragilità alto – quindi che soffrono di più malattie croniche gravi e hanno bisogni assistenziali e sanitari molto importanti, hanno prescrizioni di molti farmaci con ricette ripetitive, hanno avuto uno o più accessi al pronto soccorso e/o ricoveri ordinari, hanno usufruito dei servizi socio assistenziali, di sostegno economico assegno di accompagnamento o altra pensione di invalidità, non sono completamente autosufficienti, alcuni sono già ospitati in casa di riposo/RSA o hanno a casa una persona di supporto – sono state 1.602, pari al 24%".

È evidente "che questi tre gruppi di persone hanno bisogni sostanzialmente diversi e richiedono percorsi personalizzati che necessitano di una rivisitazione dei servizi assistenziali che siano espressione applicativa dei principi già presenti nel Piano Sanitario e Socio Sanitario di San Marino, nel quale è enfatizzato un ulteriore aspetto vale a dire che è necessario il coinvolgimento delle famiglie e del sistema sociale in cui le persone vivono. Gestire le fragilità è la sfida principale per i servizi sanitari, è una sfida che nel tempo tenderà ad aumentare, è una sfida che deve procedere accanto allo sviluppo dei servizi per acuti, è una sfida che deve coinvolgere i servizi della medicina territoriale e di cure primarie con i medici di medicina generale in prima fila, è una sfida che non è solo dei servizi sanitari ma deve coinvolgere tutta la società".