L’Italia taglia le accise sui carburanti: San Marino si adeguerà?
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Lunedì 24 Settembre 2018

Benzina grande

 

di Alessandro Carli

 

La sforbiciata alle accise sulla benzina annunciata nei giorni scorsi dal sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci al "Messaggero" (il taglio prevede, in estrema sintesi, la cancellazione dei balzelli più vecchi che gravano sul costo del carburante, ndr) può avere ripercussioni anche nella Repubblica di San Marino. In attesa dell'ufficialità, il Monte guarda con un certo interesse quello che potrebbe essere deciso a Roma.

"Le accise pesano sui carburanti per 72 centesimi al litro – ha spiegato qualche mese fa Matteo Salvini a Radio 24 -. Per una questione di buon senso e per aiutare tutti bisogna eliminare le accise più antiche: non salva la vita a nessuno ma è immorale che chi fa benzina paga ancora la guerra in Etiopia".

Secondo i conti effettuati da Wired, lo Stato ha incassato 25,7 miliardi di euro nel 2017 grazie a questa imposta. Impossibile pensare a un taglio tout court, ovviamente, però lo stesso Ministro ha parlato di un alleggerimento di circa 15-20 centesimi al litro. Se il progetto andrà in porto è presto per dirlo, anche perché il Governo gialloverde ha bisogno di "entrate" per concretizzare (e avere la copertura finanziaria) le altre promesse elettorali.

 

SAN MARINO: IL PESO DEI CARBURANTI


Un provvedimento che anche nella Repubblica di San Marino, a seconda di come viene visto, può essere ritenuto più o meno positivo: sorridono gli automobilisti, che potrebbero pagare un pieno sensibilmente meno rispetto ad oggi. Con l'aggiunta, per chi ce l'ha, della ricarica "SMaC Card" che prevede 0,15 centesimi al litro da spendere però negli esercizi che hanno aderito al progetto. Insomma, 15 cent in SMaC (come oggi) più altri 15-20 centesimi "tagliati" alla pompa, a fine anno si possono far sentire.

Dall'altro lato c'è la politica, che cerca nuove entrate e che potrebbe non vedere di buon occhio il provvedimento. Già, perché c'è un "legame" stretto tra l'Italia e il Titano. O meglio, un numero. Il "peso" delle tasse, sia sul Titano che a Roma, ha la medesima incidenza: il 65% sui prezzi alla pompa.

In Italia il prezzo dei carburanti (benzina e diesel) è costituito dal prezzo industriale e da una componente fiscale su cui pesano l'accisa (che spaziano dal finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935-1936 alle ricostruzioni dopo i disastri del Vajont del 1963, di Firenze del 1966, del Belice del 1968, dell'Aquila, dell'Irpinia, del Friuli, eccetera) e l'IVA, che incide sul prezzo dei carburanti e che è pari al 22%.

Sul Titano l'incidenza, come detto, è la stessa: prezzo industriale (lo stesso di quello italiano), imposta monofase (uguale all'IVA italiana, quindi sempre al 22% che, si noti, va calcolata includendo l'accisa) e imposta speciale, l'equivalente delle accise. Insomma, l'unica voce libera e limabile è legata ai distributori. Le imposte speciali (le accise) vengono utilizzate per il bilancio della Pubblica amministrazione sammarinese.

Spuntate le voci "imposta monofase" e i 15 centesimi al litro ricaricati sulla SMaC Card, nel forziere dello Stato sammarinese entrano circa 50 centesimi, o poco più, per ogni litro erogato.

Se davvero l'Italia applicherà il "taglio" di 15-20 centesimi, anche San Marino si dovrà adeguare. Abbassare il valore delle accise significa calmierare i costi e alleggerire una voce di spesa importante per le famiglie anche se comporta un introito minore per le casse pubbliche.

Nella Legge numero 104 del 2018 (Variazione al bilancio di previsione dello Stato per l'esercizio finanziario 2018 e modifiche alla Legge 21 Dicembre 2017 n. 147), alla voce "entrate" riferite all'imposta speciale sui prodotti petroliferi (quindi le accise) si può leggere il seguente importo: 37 milioni e 500 mila euro.