Piano di Stabilità Nazionale, ANIS: “Ora tutti conoscono i numeri”
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Mercoledì 11 Luglio 2018

 

"La stabilità del Bilancio dello Stato", ribadisce ANIS all'indomani dell'incontro con il Governo sul Piano di Stabilità Nazionale, "è un obiettivo imprescindibile sul quale insistiamo da molti anni e per questo ha sollecitato il Governo e le altre parti a ragionare anche in termini di sviluppo, di attrattività del nostro sistema economico e sociale, di competitività delle imprese. Per fare questo occorre avere i conti in regola e fare gli investimenti che servono, avendo l'accortezza di utilizzare le risorse, che è noto essere limitate, per la crescita e non per pagare la spesa corrente". Il riferimento è quindi alla Spending Review, che come si è visto va a rilento e non è così incisiva come dovrebbe, a partire dal risparmio previsto che il Governo ha fissato ad un "misero" 2,5% per il 2018.

"Punto di partenza", riprendono gli Industriali, "è la condivisione della situazione attuale, ben fotografata dai numeri del bilancio dello Stato, che oltre ad un debito pubblico di oltre 300 milioni verrà aggravato da un deficit strutturale di diverse decine di milioni di euro.

L'auspicio dell'Associazione Nazionale Industria San Marino è che tutti abbiano ora la consapevolezza del problema e che si riescano a valutare le soluzioni necessarie con responsabilità e condivisione, soprattutto nell'affrontare con urgenza la situazione del sistema bancario.

Un settore in difficoltà", specificano gli Industriali, "su cui è necessario un intervento rapidissimo per tamponare la crisi di liquidità: più che di capitali serve un'iniezione di fiducia, che permetterebbe anche un recupero in termini di redditività. Ma questa fiducia va garantita con piani credibili, a maggior ragione se il piano riguarda lo Stato, come è il caso di quello presentato dal Governo. Un piano in cui vengono annunciati tutti i grandi temi, le riforme più belle e avveniristiche, ma che necessita di maggiore concretezza per essere veramente credibile e convincere tutte le parti sociali, ad accettare gli inevitabili sacrifici che certe scelte comporteranno. ANIS è disponibile a fare la propria parte, ma le soluzioni vanno assolutamente condivise e soprattutto vanno costruite insieme. È arrivato il momento di procedere con azioni e riforme strutturali, declinando una scala di priorità e costruendo le soluzioni anche restringendo la discussione a gruppi di lavoro specifici. Questo significa per ANIS partire dal sistema bancario, che ha – come si è visto anche con Carisp – forti ripercussioni sul Bilancio dello Stato, dalle grandi riforme, come l'introduzione dell'IVA. Ma anche quella delle pensioni per rendere il sistema sostenibile e ricostruire un patto generazionale con i nuovi lavoratori. In parallelo va completata la Spending Review per ridurre incisivamente la spesa corrente, anche in funzione di un eventuale prestito internazionale, la cui qualità ed entità dipenderà da come ci presenteremo nel chiederlo. Ma anche per efficientare la Pubblica Amministrazione", avvertono, "trasformandola, secondo le dinamiche del Doing Business, in un "volano" per l'economia. Infine, visto che non sono presenti nel Piano di Stabilità interventi a favore dell'Industria – nonostante sia il settore che più di ogni altro sta tenendo in piedi l'occupazione –, occorre delineare un piano strategico per il rafforzamento di questo settore e per l'impresa in generale. Occorre recuperare risorse, con la riduzione della spesa pubblica, per rilanciare lo sviluppo, unica strada in grado di portarci fuori da questa situazione".