Camera di Commercio: rischio di un scontro tra Governo e categorie
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Mercoledì 25 Aprile 2018

 

di Daniele Bartolucci

 

Il Governo è determinato a rendere concreto il suo progetto di Agenzia per lo Sviluppo, ma per farlo ha scelto una strada molto particolare: cambierà lo statuto della Camera di Commercio con un Decreto e non con una proposta nell'assemblea dei soci, come dovrebbe essere per una società privata, quale è. La Camera di Commercio di San Marino, ricordiamo, è nata dall'iniziativa dei privati, che chiesero allo Stato un supporto finanziario per l'avvio, con l'impegno reciproco di proseguire in modo autonomo una volta che ci si fossero costruite le condizioni. Da un'idea dello Stato che avrebbe dovuto diminuire la sua quota societaria nella Camera di Commercio, oggi, invece, sembra accadere il contrario, con le associazioni di categoria (i soci privati, in pratica), che potrebbero venire estromessi (qualcuno sostiene perfino espropriati) dalla nuova governance, imposta con il Decreto delegato nr 38 del 12 aprile, che istituisce la nuova Agenzia per lo Sviluppo Economico-Camera di Commercio. Motivo per cui le associazioni di categoria, tutte insieme e congiuntamente, hanno subito dimostrato al Governo la propria contrarietà a questo modus operandi, inviando due lettere in cui, pur comprendendo le esigenze dello Stato di entrare con una presenza maggiore (ha comunque il 51% delle quote sociali) nella governance della Camera di Commercio, chiedono che vengano rispettate le dinamiche di una qualsiasi società privata e che, quindi, in definitiva non si agisca d'imperio con un Decreto per modificarne lo statuto. Sarebbe un brutto precedente per San Marino, al di là del caso in questione. Un "caso" che, del resto, da tempo è sul tavolo della politica, da parte di questo Governo come di quelli precedenti, che oggi subisce un'accelerazione e che, stando alla road map governativa, potrebbe già portare alla ratifica del Decreto in questi giorni e all'assemblea dei soci a fine mese, già con le modifiche statutarie in vigore. Ci sono pochi margini, dunque, ma non per questo le associazioni di categoria staranno a guardare: come detto, hanno invitato il Governo a riflettere su questa operazione, chiedendo che valutasse strade diverse, condividendo con gli altri soci il percorso di riforma avviato. Da parte del Governo è arrivata un'apertura al dialogo e al confronto, a quanto pare: dagli incontri di questi giorni si vedrà quanta disponibilità a cambiare quel Decreto c'è per davvero o se si arriverà ad uno scontro. Tra il Governo e tutte le associazioni di categoria, che almeno in questo caso hanno ritrovato compattezza e determinazione.