San Marino, il rapporto giovani-adulti nella società moderna
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Mercoledì 14 Marzo 2018

 

La terza edizione del "Forum del Dialogo", quest'anno imperniato sul tema "Giovani e Adulti, parti o controparti di questa società complessa?" e in programma il 16 e il 17 marzo all'interno dell'Auditorium della Scuola Media di Serravalle, mette al centro il dialogo e la diversità.

Tutto è affidato al volontariato di 20 Associazioni culturali che liberamente partecipano, assumendo a turno, ogni anno, la titolarità organizzativa e amministrativa. Dopo la SUMS femminile, per "Noi e l'Islam", il Comitato Paralimpico per il "Dialogo con le diversità religiose, sociali e culturali", quest'anno ha accettato l'incarico il Comites San Marino-Italia.

L'evento, che vede tra gli sponsor anche l'Associazione Nazionale Industria San Marino, vuole proporsi come luogo e spazio sociale di studio e di riflessione sulle più attuali emergenze della nostra società complessa. Per questo intento è stata scelta la modalità di un "forum" e non quella più spettacolare di un "festival".

Si pensa infatti di creare situazioni utili a generare nuovo pensiero, a confrontare esperienze per proporre, alla società civile e alle istituzioni, idee e considerazioni capaci di suggerire conseguenti linee di azione, attenta ai cambiamenti e alle esigenze dei nostri tempi.

Come detto, i gli assi principali della due giorni saranno il "dialogo" e la "diversità", in una sfida non facile, in tempi come i nostri, quasi assuefatti a minacciosi rumori di guerra e ad atti di quotidiana violenza. Il dialogo quindi, inteso come metodo d'incontro e di ascolto, ma anche come volontà dell'uomo che vuole conoscere e distinguere. Questo perché la prima struttura antropologica del Dialogo sta, appunto, nel fatto che nessun uomo o nessun gruppo possa rivendicare di avere pieno accesso alla verità intera di tutta l'umanità. Il tema della "diversità" diventa così uno dei nuclei forti dell'azione di dialogo per l'uomo d'oggi. Un simbolo significativo lo presenta proprio San Marino nel monumento situato in Borgo Maggiore, al termine della superstrada e dal titolo emblematico: "Diversi ed uguali". La diversità invece è vista non solo come lo sfondo antropologico fondativo di categorie marginali che, per cultura e/o per natura, si discostano dall'usuale; ma anche come insieme delle condizioni esistenti costituite dal fattori genetici, biopsicologici, socio-culturali e multietnici che non vanno negati né rimossi, ma progressivamente accettati.

Non esiste oggi crescita personale e rispetto altrui senza l'accettazione della diversità che chiede di essere accolta. Una delle sfide della complessità è proprio il riconoscimento della diversità.

"Inizialmente – si legge nella presentazione - la nostra proposta ha rischiato di sembrare a molti un'utopia senza prospettive, quasi un'ardua impresa poco credibile. Ciononostante, un gruppo di 16 Associazioni Culturali ha voluto rischiare su temi tanto attuali quanto complessi. E i consensi sono arrivati anche da fuori confine, fino a conquistarci l'Alto Patrocinio del Consiglio d'Europa che è venuto ad affiancarsi a quello sempre prestigioso della Reggenza e di alcune Segreterie di Stato, cui ha fatto da incoraggiante cornice l'affiancamento dei Nove Castelli della Repubblica".

 

LE PRIME DUE EDIZIONI: ISLAM E DIVERSITÀ


Nella prima edizione il Forum ha affrontato l'arduo tema di "Noi e l'Islam". "Incoraggiati dalla presenza di relatori e di testimonial di alto profilo che, con molta franchezza, si sono posti davanti al fenomeno strutturale dell'emigrazione che sta interessando l'Occidente con il contatto pacifico, ma in alcuni casi anche violento, di quanti fuggono dalla propria terra o si nascondo dietro il motivo religioso per scatenare conflitti e terrorismo". Nella seconda edizione il Forum si è interessato al tema – non scontato, ma sempre emergente – delle diversità religiose, sociali, culturali. Il contributo di illustri esperti e di singolari testimonianze ha potuto offrire riflessioni e persino emozionanti esperienze di vita pienamente vissuta. Il terzo appuntamento del Forum è chiamato ad affrontare il tema sempre attuale del dialogo intergenerazionale. Nessuno si nasconde la "densità" del problema e le implicazioni che esso comporta: studiare generazioni diverse, avere chiari i connotati culturali del nostro tempo.