Venite a prendere una boccata d’aria buona a San Marino
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Venerdì 16 Febbraio 2018

 

di Alessandro Carli

 

La scarsità di piogge e il termometro più vicino alla primavera che all'inverno hanno fatto scattare in tutta Italia – con un grado davvero elevato nelle città della Pianura Padana - l'allarme inquinamento. Mentre nel Comune di Rimini sono restate in vigore le misure emergenziali previste dal 1° livello di allerta, per il contenimento e la riduzione dell'inquinamento atmosferico, a causa dello sforamento continuativo del valore limite giornaliero di polveri sottili PM10 ("limiti" poi annullati dall'ARPAE dai primi di febbraio, ndr), la Repubblica di San Marino tutto sommato non mette in evidenza livelli così pericolosi per la salute delle persone.

Quotidianamente il sito dell'Istituto per la Sicurezza Sociale viene aggiornato sulle percentuali di particolato, biossido di azoto, ozono e benzene. Per comodità, analizziamo i dati del primo mese del 2018, con un occhio sul Decreto Delegato numero 44 del 2012, che regolamenta i "limiti".

 

VALORI PM10 SOTTO CONTROLLO


Per quel che riguarda le polveri sottili PM10, il DD sopracitato ammette al massimo 35 sforamenti in un anno. La tabella dell'Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) suddivide prende come dati la media nelle 24 ore di microgrammi per metro cubo (µg/m3) e il superamento del limite previsto dalla Legge e stabilito in 50 microgrammi per metro cubo.

Dal 1 al 31 gennaio 2018 la "torretta", ubicata a Serravalle in Piazza Bertoldi, ha rilevato tre sforamenti: il 5 gennaio (53,4 microgrammi per metro cubo), il 27 gennaio (69,5 µg/m3) e il 28 gennaio (57,2 µg/m3).

Sempre il sito dell'ISS definisce la qualità dell'aria "buona" il 31 gennaio quando la media è stata di 14,6 µg/m3. Tra i giorni più "puliti" del mese spiccano il 2 e il 3 gennaio (rispettivamente 12,7 e 9,2 µg/m3), il 10 gennaio (12,1), il 17 gennaio (12,3) e il giorno successivo (5,5). Molto vicini al limite dei 50 microgrammi invece le giornate che vanno dal 6 all'8 gennaio (44,3 µg/m3; 46,3 µg/m3; 46,6 µg/m3) ma anche il 20 gennaio (42,7 µg/m3) e il 24 gennaio (42,7 µg/m3).

 

BIOSSIDO DI AZOTO MAI SFORATO


A gennaio non sono stati rilevato problemi per il biossido di azoto, l'inquinante che viene normalmente generato dai processi di combustione. Sempre il DD 44/2012 spiega che i superamenti ammessi a San Marino (200 microgrammi per metro cubo) sono, in un anno, 18.

Dal 1 al 31 gennaio la media giornaliera si è mantenuta al di sotto dei 90 microgrammi, eccezion fatta per il 4 gennaio che ha fatto registrare un valore sulle 24 ore di 90,7 µg/m3 e un "picco" di 135 microgrammi alle ore 17. Sopra i 100 µg/m3 di media oraria il 7 gennaio (112,3 alle ore 4), l'11, 12 e 13 gennaio (tra i 103,9 e i 107,8), il 14 gennaio (123,9), il 19 gennaio (112,9) e il 21, 22 e 23 gennaio (tra 108,5 e 121,7).

 

L'OZONO SAMMARINESE È PIUTTOSTO PULITO


La terza tabella "racconta" la presenza di ozono nell'aria. Anche in questo caso i limiti definiti dal DD 44/2012 (180 µg/m3) non sono mai stati superati (ne sono ammessi 25 in un anno solare, ndr).

A parte il 7 gennaio quando alle ore 4 la media oraria è stata di 112,3 µg/m3, tutti gli altri giorni non hanno mai superato gli 80 microgrammi. La giornata con i valori più bassi è stata quella del 5 gennaio con un "picco" di 6,1 µg/m3 alle ore 13 e una media su otto ore di 4,2 microgrammi per metro cubo.

 

BENZENE AMPIAMENTE DENTRO I PARAMETRI


L'inquinamento da benzene è dovuto al traffico: circa il 95% dell'inquinante deriva dai gas di scarico degli automezzi a benzina. Per essere conformi a quanto stabilito dal D.D. 44/2012, la media annua non deve superare i 5 ug/m3. Nel primo mese dell'anno i valori sono stati abbondantemente sotto la metà di quanto richiesto dalla normativa sammarinese. Sopra i 2 microgrammi troviamo solamente il giorno 5 gennaio (2,07) mentre il giorno più "pulito" è stato quello del 18 gennaio (0,40). La media del primo mese dell'anno (dall'1 al 31 gennaio) è di 1,29 ug/m3.

 

ARIA BUONA PER TURISTI E CITTADINI

 

E' complicato ipotizzare che basti la qualità dell'aria ad attirare i turisti sul Titano. E i dati del 2017 - più arrivi rispetto al 2016 ma la permanenza è ancora inchiodata a 1,69 giorni - devono far riflettere. Bassi livelli di inquinamento abbinati a un'offerta turistico-culturale che sappia richiamare (e far rimanere) sul Monte i visitatori (offerta comunque da costruire) e alla qualità del cibo del territorio potrebbero diventare un volano economico. E' chiaro, gli stranieri non vengono più sul Titano (o meglio, vengono meno rispetto al passato) solo per il nome e la sua storia. Va ripensata una proposta strutturata, sistemica, che coinvolga pubblico e privato. Va ripensata e va promossa, comunicata anche verso l'esterno. I casi di città che si sono turisticamente riqualificate e rilanciate sono numerosi. Uno, vicino geograficamente alla Repubblica, è quello di Forlì: le mostre di Steve McCurry, Sebastiao Salgado e Elliott Erwitt hanno fatto lavorare il San Domenico, gli hotel e i ristoranti. Se ci riesce una città, perché non può farcela uno Stato?