San Marino, gli “internauti” crescono e acquistano
PDF Stampa
Mercoledì 27 Settembre 2017

 

di Daniele Bartolucci

 

Sempre più "internauti", con più marcata tendenza a fare anche acquisti sul web. Quasi il 72% delle famiglie sammarinesi ha sfruttato infatti le potenzialità dell'e-commerce nel 2016 e probabilmente saliranno ancora, stante l'aumento degli smartphone che ha pareggiato il numero di computer (l'84,2% ne ha almeno uno in casa). Crescono pure tablet e smartwatch, segno che l'esigenza di essere "connessi" è sempre più sentita. Ma serve una rete all'altezza e per questo è interessante seguire il completamento del piano della Segreteria alle Telecomunicazioni (due nuove antenne a Fiorina e Rovereta). Ma anche le conseguenze di questa device-mania: l'Italia, ad esempio, vuole autorizzare i telefonini in classe, ma il mondo scientifico si divide.

 

PIÙ SMARTPHONE IN MANO E PIÙ ACQUISTI ONLINE


La fotografia dell'UPECEDS nell'ultima "Indagine sui consumi e lo stile di vita delle famiglie sammarinesi" riferita al 2016 parla chiaro: l'84,2% dei sammarinesi ha almeno uno smartphone in casa e il 71,8% ha fatto acquisti su internet. Un dato interessante, visto che non si è mai avvertita questa esigenza come negli ultimi anni (a riprova che la vicenda Amazon non era un bluff) e conferma la propensione dei sammarinesi ad acquistare fuori dei confini nazionali, tradizione che si ripete da tempo, purtroppo per i commercianti locali. Anche perché, se è vero che viaggi e ticket per eventi sono categorie ovviamente avvantaggiate sul web, meno lo dovrebbero essere per San Marino quelle riferite agli apparecchi elettronici e all'abbigliamento.

Secondo i dati forniti dall'UPECEDS nell'ambito dell'Indagine sull'Approccio tecnologico (dati riferiti però al 2015), nell'ambito dell'e-commerce "dopo i lavoratori dipendenti (59,6%) e indipendenti (13,6%), i maggiori utilizzatori sono gli studenti (8,8%): quasi uno studente su quattro (il 24,5%) acquista o ordina online". Così come nell'e-banking, "anche nel campo dell'e-commerce gli uomini risultano essere più propensi ad effettuare ordini rispetto alle donne e lo sono anche le persone tra i 31 e i 40 anni (29,5%) rispetto alle persone delle altre fasce d'età. Nonostante questo, il 63,8% delle persone tra i 21 e i 30 anni è interessato agli acquisti online, contro il 57,9% della fascia d'età 31-40".. Non solo: "Il fenomeno è molto diffuso tra coloro che possiedono un diploma (45,8%) o una laurea (32,9%). Inoltre, sebbene soltanto il 6,8% degli acquirenti totali possieda un diploma universitario, il 59,3% di essi ha effettuato ordini o acquisti online". Altro aspetto interessante è la "socialità": nel 2015, infatti, "il 28,4% della popolazione si mette in contatto con altre persone via web, mentre il 44,3% ha almeno un account su un social network".

 

AL PASSO DELL'ITALIA PER DEVICE E ADSL


Ben tre famiglie sammarinesi su cinque hanno una connessione ADSl, ma la connessione può dirsi quasi totale, stante l'ampio utilizzo di altri device come smartphone e tablet. Lo stesso trend si vede in Italia, dove il gap con altri Paesi europei si sta, seppur lentamente, riducendo: nel 2016 (fonte Istat) la stima della quota di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga, con una preferenza per la connessione fissa (ADSL, Fibra ottica, ecc.) sale al 67,4% dal 64,4% del 2015. È invece stabile intorno al 98% la quota di imprese con almeno 10 addetti che utilizzano Internet mentre quelle che si connettono in banda larga mobile passano dal 63,3 al 63,8% (60,0% nel 2014). Il 63,2% delle persone di 6 anni e più si è connesso alla Rete negli ultimi 12 mesi (60,2% nel 2015) mentre circa il 45% accede tutti i giorni. Nell'uso di Internet l'età è ancora il principale fattore discriminante: sono i giovani a utilizzarlo di più (oltre il 91% dei 15-24enni) ma la crescita è significativa anche tra i 60-64enni (da 45,9% a 52,2%). Fra le persone che hanno usato Internet negli ultimi mesi, infine, ben l'85,8% ha fruito di contenuti culturali, il 57,8% ha utilizzato un social network e quasi un terzo ha pubblicato sul web contenuti di propria creazione.

 

SERVE PIÙ COPERTURA: ECCO LE DUE NUOVE ANTENNE SRB

 

Quasi conclusi i lavori a Fiorina e Rovereta per il miglioramento della copertura di telefonia mobile sul territorio, nell'ambito del progetto della Segreteria di Stato alle Telecomunicazioni. La notizia, rimbalzata nei giorni scorsi, dimostra per intero la necessità del sistema sammarinese di dotarsi di una copertura efficace e in grado di garantire i servizi a quanti operano oggi sul web, che come si vede dall'indagine, stanno aumentando. Il piano della Segreteria, ampiamente pubblicizzato nei mesi scorsi, dovrebbe quindi raggiungere i risultati prefissati e dotare - finalmente - San Marino di una rete all'avanguardia. Da anni, infatti, cittadini e aziende, lamentano la difficoltà di "connettersi" al mondo, per diletto o per necessità, ma oggi più che mai per lavoro e business.

Nello specifico, sono partiti alcuni giorni fa gli scavi a Fiorina per l'installazione di uno dei primi due pali pubblici di supporto per le antenne SRB, Stazione Radio Mobile. Il secondo palo verrà collocato invece a Rovereta. "Permetteranno – riferiva a tal proposito una nota di Civico 10, partito di maggioranza - di ottimizzare il numero delle stazioni radianti, riunendo su un unico palo tutti gli operatori attivi sul territorio; tuteleranno la salute di chi si trova nelle immediate vicinanze dell'impianto, proprio grazie all'altezza che mantiene le emissioni al di sopra del livello delle abitazioni; infine, miglioreranno in maniera decisiva la copertura del segnale".

 

SCUOLA, A SAN MARINO SI ACCENDE IL REGISTRO ELETTRONICO


Scuola che vai, usanza che trovi. Mentre a San Marino viene acceso il registro elettrocino, in Italia scoppia la polemica sull'intenzione del MIUR di autorizzare l'utilizzo degli smartphone nelle scuole.

San Marino Dall'inizio del nuovo anno scolastico anche le scuole sammarinesi, compresi gli asili nido ed il centro di formazione professionale, incominceranno ad utilizzare il registro elettronico. Tale progetto, che comporterà la progressiva eliminazione della documentazione cartacea e l'uso prevalente della comunicazione digitale fra le varie componenti del mondo scolastico, è stato promosso dalla Segreteria di Stato all'Istruzione e realizzato in pochissimi mesi, grazie alle preziosa sinergia fra le Direzioni Scolastiche e l'Ufficio Informatica, Tecnologia, Dati e Statistica. Dopo aver valutato diversi programmi attualmente in commercio, la scelta si è indirizzata verso il software ClasseViva del gruppo Spaggiari. Il software Classeviva offre un'ampia gamma di funzioni, fra le quali le più significative sono: la registrazione digitale delle assenze e delle valutazioni, con possibilità per i genitori di prenderne visione in via telematica; una diffusione più agevole delle comunicazioni fra scuola e famiglie; la possibilità per gli alunni di visionare a casa materiale didattico (slides, video, mappe concettuali...) utilizzato dai loro insegnanti durante le attività scolastiche; un efficace scambio di informazioni fra il team degli insegnanti della classe, incentivando modalità di lavoro cooperativo. Gli studenti della Scuola Media e della Scuola Superiore, dall'inizio dell'anno, troveranno negli ingressi degli edifici scolastici dei "totem" che potranno utilizzare per registrare, tramite un badge identificativo, la loro presenza e per ricevere informazioni sulla vita scolastica.

Italia L'uso dello smartphone sarà autorizzato anche nelle aule scolastiche? Dopo l'annuncio del Ministro per l'Istruzione Valeria Fedeli, in un'intervista a Repubblica, sembra cosa fatta: "ll cellulare in mano a un 13enne è una grande opportunità, sarà un nuovo strumento didattico". Già oggi (venerdì 15 settembre) una commissione ministeriale varerà le linee guida per l'utilizzo del telefonino in classe. L'idea è infatti quella di farlo utilizzare sotto la guida di un docente, che quindi potrà aiutare gli studenti anche a contrastare il fenomeno del cyberbullismo e delle fake news. Un insegnante preparato può aiutare gli allievi ad apprendere servendosi di un media familiare, evitando che si perdano nei meandri della disinformazione sul web. Insomma, "non autorizzeremo un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico", ha precisato Valeria Fedeli. Ma le polemiche, soprattutto da parte di psicologi e genitori, non mancano: "Siamo prossimi alla resa del sistema educativo - ha detto lo psicoterapeuta Luca Pisano, direttore di Ifos - la scuola tecnologica delega la funzione del pensare a un oggetto. Questa è la base per fabbricare cretini a scuola: con gli smartphone non si sviluppa l'apparato psichico. La capacità di mantenere costante la concentrazione è decisiva per l'apprendimento, ma con gli smartphone gli alunni avranno decine di stimoli e la classe non sarà più gestibile".