FMI: “San Marino, ritmi positivi ma ancora troppo lenti”
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Mercoledì 26 Aprile 2017

 

di Alessandro Carli

 

Crescita dell'1% nel 2016, riduzione della disoccupazione, introduzione dell'IVA entro la fine dell'anno (uno dei cavalli di battaglia dell'ANIS: chissà che questa raccomandazione del FMI non dia una robusta accelerata al progetto) e debito pubblico stabile intorno al 21% del PIL, ma potrebbe arrivare al 22% nel medio termine. Questi i dati più significativi che si possono "spuntare" dal corposo rapporto conclusivo in lingua inglese, stilato dal Fondo Monetario Internazionale (http://www.imf.org) dopo la visita a San Marino nel mese di febbraio e che non si discostano più di tanto dall'analisi dello scorso anno. Si parla difatti di una moderata ripresa del sistema, sostenuta da un numero crescente di nuove imprese e l'aumento dell'occupazione. I deficit fiscali sono contenuti ed alcuni sforzi sono in corso per migliorare la debolezza del settore bancario. Tuttavia, le sfide del futuro riguardano il ripristino della stabilità finanziaria, la creazione di uno spazio fiscale, il conseguimento di una crescita sostenibile.

 

INDICATORI: VARIAZIONI IN 12 MESI


Uno dei dati che spicca mettendo a specchio il report del 2016 e quello del 2017 è il crollo del PIL pro-capite. In 24 mesi (il primo fa riferimento al 2013, il secondo al 2015) difatti è passato da 56.112 dollari USA a 46.185. Sono state poi ritoccate le performance sulla variazione in percentuale del PIL reale: quella del 2014 è stata abbassata dello 0,1%, passando da -1% a 0,9%, quella del 2015 dal +1% a +0,5%, quella del 2016 da +1,1% a +1%. Ritoccati poi anche altri indicatori, come ad esempio il rapporto percentuale tra finanze pubbliche e PIL. I ricavi ("Revenues") in percentuale previsti nel 2016 erano stati stimati in 22,1 punti nel 2014 e in 21,5 punti nel 2015 e nel 2016. L'ultimo report invece riporta che nel 2014 il rapporto è del 22,5%, 20,8% nel 2015 e 22,1% nel 2016. La proiezione 2017 è di 20,9 punti. Cambia anche il rapporto tra PIL e spesa: il 23,2% del 2014 diventato 21,7%, il 22,7% del 2015 invece 21%. Più o meno invariato quello del 2016: 22,7%. Scende anche rapporto tra PIL e debito pubblico. Il 21,6% del 2013 è diventato 20,8%, così come i dati del 2014 (da 22,9% a 19%), del 2015 (da 23,7% a 19,7%) e del 2016 (da 24,4% a 21,8%).

 

ECONOMIA IN LENTA MA COSTANTE RIPRESA


L'economia di San Marino si sta lentamente riprendendo dopo una profonda recessione a seguito di una serie di scosse finanziarie del settore. La crescita, ripartita nel 2015, ha avuto un'accelerazione nel 2016 grazie a una forte domanda interna ed esterna. E' importante sottolineare –rimarca il report - che l'occupazione è in aumento e il tasso di disoccupazione è sceso all'8,5% nel dicembre 2016, dopo aver raggiunto, nel mese di febbraio 2016, il picco del 10%. La crescita del PIL dovrebbe raggiungere l'1,3% nel medio termine ed sarà guidata da una continua espansione dei settori non finanziari e dei servizi. Tuttavia il ritmo di crescita non sarà abbastanza forte per tornare ai livelli pre-crisi nei prossimi cinque anni. Nonostante le recenti, importanti iniziative portate avanti per migliorare il contesto imprenditoriale, le sfide rimangono comunque molteplici. Tra le più significative, quella di diversificare l'economia al di là del sistema bancario e sostenere la crescita in maniera più decisa. Il settore bancario continua ad affrontare alte sofferenze (NPL). Mentre il debito pubblico e il deficit risultato relativamente bassi, le finanze pubbliche hanno poco spazio per rispondere a shock futuri e dispongono di poche risorse per le politiche a favore della crescita, anche a causa dell'impossibilità di accedere a un finanziamento esterno. Il Comitato Esecutivo del FMI ha accolto con favore la ripresa in atto dell'attività economica, ma ha osservato che l'Outlook (la relazione periodica sullo stato dell'economia a cura di enti o agenzie internazionali, ndr) rimane difficile. Per raggiungere più robusta e sostenuta crescita a medio termine, il CE ha incoraggiato le autorità a portare avanti le riforme al fine di ripristinare la salute del sistema bancario. E' stata accolta con favore l'iniziativa della Banca Centrale della Repubblica di San Marino di effettuare una Asset Quality Review (AQR): per i professionisti del FMI è un passo importante nel processo di rimettere il sistema bancario su basi solide. Il CE ha convenuto che un aggiustamento fiscale graduale per ricostruire i "tamponi" (buffer) dovrebbe iniziare nel 2017 e potrebbe portare a un avanzo modesto entro il 2019.

Le misure di politica fiscale, in particolare l'introduzione di un sistema IVA, potrebbero svolgere un ruolo chiave alla luce delle "basse" entrate di San Marino e l'alta necessità di spesa pro-crescita. Importante, si legge nella relazione, il contenimento della "massa salariale pubblica" e la riforma del sistema pensionistico. Il FMI ha poi rimarcato che "l'accesso al finanziamento esterno potrebbe aiutare a migliorare la capacità di rispondere a shock, ma anche a diversificare le fonti di finanziamento, rompendo così il ciclo della banca-sovrana". Vanno inoltre proseguiti gli sforzi per migliorare il business legato all'ambiente e quelli per aumentare la flessibilità del mercato del lavoro, che contribuirà ad attirare maggiori investimenti e aumentare il potenziale di crescita. Servono investimenti a lungo termine nel campo della formazione professionale e nell'istruzione. Il FMI ha incoraggiato le autorità ad attuare il piano d'azione sull'antiriciclaggio e sulla lotta al finanziamento del terrorismo e a rafforzare la fornitura dei dati per migliorare la trasparenza e facilitare il processo decisionale da parte delle famiglie, delle imprese e dei responsabili politici.

 

LE PREVISIONI NEL MEDIO PERIODO


L'economia è prevista in crescita del 1,2% nel 2017, in quanto la domanda interna rafforza ulteriormente la crescita e i partner commerciali sostengono la domanda esterna. La crescita del PIL dovrebbe rimanere moderata, circa 1,25% per cento nel medio termine. I driver di crescita dovrebbero continuare a ruotare attorno alle esportazioni e alla domanda interna. I consumi dovrebbero essere sostenuti dalla crescita dell'occupazione.

La redditività aziendale è prevista in lieve miglioramento, ma vi sarà una modesta ripresa degli investimenti, anche a causa del credito limitato. Tuttavia, il ritmo di crescita è ben al di sotto quello che servirebbe per di riguadagnare il terreno perduto dal 2009, e San Marino non raggiungerà il livello del PIL pre-2009 sino alla fine del 2020. L'inflazione dovrebbe rimanere bassa nel breve termine e solo gradualmente aumentare in linea con la ripresa della domanda interna e l'inflazione in Italia. Il rapporto tra il debito e il PIL salirà sino al 29% nel 2018 e rimarrà elevato anche dopo.

 

POLITICA FISCALE PER LA SOSTENIBILITÀ


La politica fiscale è lo strumento politico principale disponibile per San Marino per stabilizzare l'economia, ma è vincolata da un accesso limitato al finanziamento. Gli avanzi di bilancio prima della crisi del 2008-09 sono stati prudentemente "salvati" come "riserve" ma oggi si sono quasi esaurite. Il bilancio 2017 prevede un piccolo deficit dell'1% del PIL, ma è in fase di revisione da parte del nuovo governo. Caleranno i ricavi, soprattutto come conseguenza delle tasse più basse. Le spese di capitale dovrebbe essere intorno al 2% del PIL, finanziato dall'emissione di obbligazioni di 10 milioni di euro all'anno per il 2017-18. Il rapporto tra il debito pubblico e il PIL aumenterà leggermente nei prossimi anni, assumendo ulteriori esigenze di ricapitalizzazione bancaria. Attraverso una ripresa dell'economia, un aggiustamento fiscale graduale dovrebbe iniziare nel 2017. La regolazione dovrebbe mirare a ottenere un piccolo avanzo dello 0,5% del PIL entro il 2019 per consentire i "tamponi" fiscali e poi aumentare a circa 3-4 per cento del PIL (o equivalentemente ridurre il debito del 19%) entro il 2021. I tagli alla spesa dello 0,2% del PIL dovrebbe iniziare subito ed essere seguiti da un'ulteriore regolazione di 0,3 per cento del PIL mediante aumento dei ricavi nel 2018.

Già, ma come? Attraverso alcune misure di politica fiscale. Per il FMI va introdotta una tassa sul valore aggiunto (IVA) entro la fine del 2017. L'implementazione di un'IVA aiuterà a espandere la base imponibile e assicurare così un costante fonte di reddito per il governo, ma renderà anche il regime fiscale più compatibile con il sistema UE. L'aliquota IVA deve essere fissata a un livello tale da far aumentare le entrate. Le entrate fiscali supplementari saranno necessarie se il Governo ha in previsione una ulteriore crescita degli investimenti. L'aggiustamento fiscale dovrebbe anche concentrarsi su come migliorare la qualità della spesa, che deve essere spostata verso la crescita e lo sviluppo. In considerazione di ciò, l'intenzione della Maggioranza di aumentare gli investimenti di capitale nel prossimo anni è appropriato. Il consolidamento della spesa dovrebbe venire da una spesa corrente più bassa. Un'ulteriore, modesta riduzione della massa salariale dovrebbe essere presa in considerazione dato che la sua quota di spesa corrente è tra la più alta rispetto ai colleghi dell'area-Euro. Alcune forme di razionalizzazione della spesa per l'assistenza sanitaria potrebbero essere anche considerate.

 

RIFORME STRUTTURALI PER LA CRESCITA


San Marino ha compiuto notevoli progressi nel migliorare il suo ambiente di business. E' stato istituito un incubatore di imprese high-tech, un intervento che facilita lo sviluppo, un parco tecnologico, e anche una semplice e veloce procedura di acquisto online per creare business. Le politiche del mercato del lavoro sono state regolate. Queste misure sembrano aver avuto alcuni effetti positivi nel sostenere l'attività nel settore manifatturiero, con un numero sempre maggiore di nuove imprese e di conseguenza, con una crescita dell'occupazione. Ulteriori miglioramenti del contesto economico e del mercato del lavoro, con un aumento della flessibilità, permetteranno a San Marino di diversificare la propria economia e ottenere una crescita maggiore nel medio termine. Gli indicatori del Doing Business suggeriscono un miglioramento della disponibilità di credito, delle insolvenze e una ristrutturazione del debito.

L'impegno di San Marino nella cooperazione internazionale rimane fondamentale. Un miglioramento delle relazioni dovrebbero contribuire a rilanciare l'attività economica transfrontaliera e sostenere il recupero. In futuro, le autorità dovrebbero implementare la cooperazione in Europa e portare avanti i negoziati per un accordo di associazione con l'Unione europea, ma anche esplorare modalità per ottenere l'accesso alla BCE. Per il FMI, l'internazionalizzazione dell'economia sammarinese (Europa e oltre) è "fondamentale per raggiungere più alto potenziale di crescita".