La monorotaia ha già raggiunto l’obiettivo: il disgelo con Rimini
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Venerdì 17 Febbraio 2017

 

di Daniele Bartolucci

 

Da "prima pensate alle fogne" a "questione strategica". L'idea della monorotaia lanciata dal Governo per collegare San Marino a Rimini ha già raggiunto un obiettivo: scongelare i rapporti tra le due istituzioni. E non è cosa da poco, se si pensa a quanti temi, progetti e opportunità si possono condividere con il territorio circostante per l'antica Repubblica. Ma vale anche il contrario, basti pensare all'internazionalità dell'aeroporto, data appunto da San Marino, al valore a livello mondiale, sia storico-culturale che politico (il FMI sale sul Titano, mica va in spiaggia, ndr) di cui potrebbe avvantaggiarsi la Riviera.

 

LE RECENTI STOCCATE DEL SINDACO GNASSI


Che Rimini e San Marino si siano sempre guardati da lontano, nonostante le vicinanza territoriale, è cosa nota: basta andare a ritroso nel tempo per evidenziare come progetti in teoria condivisibili siano poi diventati paradossalmente anche motivo di scontro. Con svantaggio, alla fine, per entrambi i territori. Dalla localizzazione della nuova Fiera alla viabilità, di casi di studio ce ne sarebbero tanti. Ma gli ultimi accadimenti hanno invero rischiato di diventare casi diplomatici: l'approvazione del Polo della Moda di Rovereta, ad esempio, ha dato motivo al Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, di accusare San Marino di fargli concorrenza (ovviamente al tessuto commerciale riminese). Ma resta viva la ferita, questa volta forse esagerata, inferta sempre da Gnassi l'anno scorso, quando invece di rispondere ad una domanda sul calcio, ha cacciato via a male parole un giornalista di Rtv avvertendolo così: "San Marino? Prima pensino alle fogne". Come a dire, siete in debito e non siete i benvenuti. Ovviamente Gnassi ha anche delle motivazioni solide (un Polo a due passi da Rimini farà certamente un po' di concorrenza e gli scarichi sammarinesi si riversano per forza nelle rete comunale, che come si sa, non è la più efficiente del mondo), ma c'è modo e modo di dimostrare le proprie ragioni. E se i rapporti non sono buoni, si finisce solo per litigare.

 

LA MONOROTAIA COME APPENDICE DEL TRC


Illustrando i termini dell'incontro con l'architetto Stefano Boeri, incaricato di redigere il nuovo PRG di San Marino (vedi box in basso, ndr), il Segretario di Stato al Territorio, Augusto Michelotti, ha annunciato l'intenzione di "favorire la nascita di un nuovo progetto: il collegamento rapido Rimini-San Marino su monorotaia, una sorta di treno-metropolitana, silenzioso e rapido". Non si tratta di "un'idea peregrina- ha messo le mani avanti il Segretario - contiamo di poterla mettere in piedi".

In definitiva, la monorotaia del Titano risulterebbe un'appendice del Trc: "Ci vorremmo agganciare alla linea metropolitana costiera di Rimini– ha aggiunto infatti Michelotti - e, sempre che il Comune sia d'accordo, rendere possibile l'arrivo di questa monorotaia alla stazione centrale, per poter mettere in piedi un turismo con mezzi alternativi alle automobili private".

Rispetto alla viabilità interna inoltre, la monorotaia dovrebbe collegare il centro storico di Città, quindi la parte alta e più turistica del Paese, a Rovereta, zona vicina al confine, dove poter creare comodi parcheggi, e in modo da decongestionare il traffico sulla superstrada".

 

LA RISPOSTA DI RIMINI: "QUESTIONE STRATEGICA"


Un tempo da Rimini avrebbero forse riso dell'idea lanciata da San Marino, oppure l'avrebbero ignorata. Invece, quasi inaspettatamente, il giorno seguente alla notizia, l'Assessore alla Mobilità del Comune di Rimini, Roberta Frisoni, ha spalancato le porte all'iniziativa del Governo. "Seguiamo con molto interesse le recenti prese di posizione del Governo della Repubblica di San Marino che, attraverso le dichiarazioni del suo Segretario di Stato Augusto Michelotti, ha riportato al centro del dibattito la possibilità di far nascere un nuovo progetto per il collegamento rapido Rimini – San Marino. Per questo", ha annunciato, "ci attiveremo affinché in tempi brevi alle dichiarazioni possa seguire uno sviluppo concreto degli interessi manifestati. Per noi, per tutta la Riviera, la realizzazione di un link di trasporto pubblico con San Marino è una questione strategica. E non da oggi. Se ne ragiona da parecchio tempo visto che è palese come sia quanto mai necessario un intervento che renda la viabilità stradale più fluida di quanto sia ora ma soprattutto più sicura e anche, proprio per i flussi di traffico che ne fanno la strada più trafficata dell'intero territorio provinciale, meno inquinante e più sostenibile". Del resto "è solo di qualche anno fa che con studi preliminari la Provincia di Rimini aveva messo al centro il tema della realizzazione di un nuovo modello di viabilità sul collegamento Rimini – San Marino, arrivando ad analizzare i punti di forza e di debolezza delle diverse ipotesi che potrebbero essere messe in campo, prima fra tutte quella del recupero del tracciato della preesistente ferrovia, ed anche a tracciare soluzioni tecniche che già individuavano ipotesi del tracciato di 25,7 Km che avrebbe toccato, partendo da Rimini Ferrovia per arrivare a San Marino ex Stazione FS, 7 stazioni". E mentre "le tematiche tecniche ovviamente saranno demandate ai tavoli di lavoro che ci auguriamo possano far seguito a queste manifestazioni d'interesse iniziali", l'Assessore rilancia: "Per noi è chiaro che, proprio perché una nuova rete possa essere integrata nel nostro sistema della mobilità, non è indifferente l'adozione di un sistema da un altro".

 

LO STUDIO EFFETTUATO DALLA PROVINCIA DI RIMINI


Ai tempi della Giunta presieduta da Stefano Vitali, furono effettuati degli studi preliminari sul nuovo collegamento con San Marino, seguendo due ipotesi: una prima ipotesi che si sviluppa prevalentemente lungo l'attuale sede stradale (con arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia), e una seconda soluzione in grado recuperare l'ultimo tratto del vecchio tracciato (circa 3,4 km) sino a giungere presso l'ex stazione di San Marino. "Considerato il contesto territoriale (extraurbano), i parametri tecnici, i costi di investimento e di esercizio e anche gli aspetti ambientali", spiegava al tempo Vitali, "la soluzione tecnica ottimale risulta essere quella del tram su gomma. In base ad una prima stima di massima dei costi di infrastrutturali e per l'acquisto dei veicoli, risulta una forbice compresa tra i 25 e 40 milioni di euro".

 

I VANTAGGI RECIPROCI PER TURISTI E FRONTALIERI


"L'idea di un intervento del genere", diceva sempre Vitali, "è di grande suggestione, ed avrebbe ricadute importantissime per il turismo, favorendo le relazioni tra la Provincia di Rimini e uno Stato dall'antica storia, famoso nel mondo. Verrebbe potenziata l'offerta turistica della riviera romagnola e la Repubblica ne avrebbe un sicuro beneficio. E non è da sottovalutare il vantaggio che ne ricaverebbero i circa 6.000 pendolari che quotidianamente si muovono in entrambe le direzioni. La sicurezza ne guadagnerebbe, diminuirebbero gli incidenti e la qualità della vita di molte persone aumenterebbe. Lo stesso Aeroporto Internazionale Federico Fellini ne trarrebbe effetti positivi", aveva assicurato Vitali.

Come lo hanno ribadito anche recentemente gli imprenditori di Confindustria Romagna nei convegni stagionali, a cui, a conferma di un interesse comune, ha preso parte anche ANIS. Una partecipazione in cui gli industriali sammarinesi credono molto, dimostrando una visione territoriale più ampia che travalichi confini e campanili.

 

UN UNICO TERRITORIO: GLI INTERVENTI COMUNI


Se la viabilità rappresenta fisicamente uno dei temi su cui San Marino e Rimini dovrebbero mettersi d'accordo, sono molti i temi da affrontare insieme, ma serve un salto di qualità nei rapporti tra le Istituzioni. Sul tema delle fognature e degli scarichi nei fiumi che poi sfociano a Rimini (o Riccione), il tavolo di lavoro va riaperto quanto prima, anche perché San Marino non può più permettersi di essere considerato un Paese poco virtuoso. Lo stesso dicasi dei rifiuti, che al momento vengono conferiti proprio in Emilia Romagna e se non vengono smaltiti a Rimini, comunque vi transitano tutti i giorni. Poi c'è la questione dell'aeroporto, che oggi è gestito da un soggetto privato, ma su cui è interesse sia della Repubblica che del Comune confrontarsi sulla sua valorizzazione. Quindi la questione imprese e lavoratori, infatti molti di questi sono riminesi ed è indubbia la valenza sociale ed economica per Rimini di poter contare sui livelli occupazionali del sistema sammarinese. Infine, ma non ultimo, il turismo: San Marino ha storia e cultura, si fregia di essere Patrimonio Unesco, ha un discreto appeal nel congressuale e ha un tessuto imprenditoriale d'eccellenza, con imprese leader a livello internazionale. Potrebbe quindi rientrare nell'offerta della riviera (con Riccione c'era già un accordo in tal senso) e viceversa.

Ma servono, appunto, buoni rapporti.

 

 

IL SEGRETARIO MICHELOTTI HA INCONTRATO L'ARCHITETTO BOERI

"Il prossimo Piano regolatore della Repubblica di San Marino punterà su verde, viabilità sicura dentro i confini, ma anche a collegamenti più rapidi con Rimini". Augusto Michelotti, Segretario di Stato al Territorio, ha riferito nei giorni scorsi l'esito dell'incontro, avuto nei giorni scorsi, con l'architetto Stefano Boeri e il suo staff, incaricati di redigere il nuovo Prg del Titano. Un progetto complessivo che, a detta dello stesso rappresentante del Governo, è atteso già entro l'anno in corso. Una tempistica quindi anche abbastanza celere, se si considera che di un nuovo Prg se ne parla da oramai un decennio, se non quasi dalla sua stessa elaborazione, risalente agli anni '90.

Quello di giovedì 2 febbraio "è stato il primo incontro dall'insediamento del nuovo Governo con l'architetto Boeri e i suoi collaboratori, all'ordine del giorno l'aggiornamento sull'avanzamento dello studio e l'individuazione di linee guida ed obbiettivi da perseguire", si legge nella nota della Segreteria di Stato. "Si è riscontrata da subito una totale condivisione sulla visione futura di San Marino come modello europeo di biodiversità culturale, produttiva, faunistica e vegetale. Porte spalancate quindi a salvaguardia dell'ambiente ed ecosostenibilità, visti però in ottica di sviluppo e crescita, investendo in settori in rapida espansione come agricoltura biologica, mobilità elettrica, energia pulita. Grande attenzione poi a temi quali accessibilità, vulnerabilità sismica e idrogeologica, sicurezza stradale e gestione dei rifiuti".

Imprese In ambito economico "la volontà è di puntare sulle nuove tecnologie, la ricerca, la creatività e il design ma anche dare nuovo impulso all'artigianato.

Edilizia "Da approfondire con attenzione anche l'altissimo numero di unità immobiliari sfitte e la distribuzione sul territorio di servizi pubblici e imprese".

Viabilità "Il Prg", spiega ancora il Segretario di Stato, "includerà una pianificazione del verde e dei parchi, così come un piano su viabilità, sicurezza stradale e infrastrutture ad esse collegate, sia rispetto ai collegamenti interni, così come a infrastrutture e servizi di mobilità esterna".

Energie Michelotti si è anche soffermato sulla ricerca di autonomia energetica o di risorse, in particolare quelle idriche. "Se riusciamo a recuperare la vecchia sorgente, mettendo in essere l'invaso di Gorgascura, riusciremo ad avere autonomia almeno su questo aspetto".

Aviosuperficie Rispetto ai piani strategici di infrastrutture necessarie, Michelotti ha spiegato di ritenere "urgente" un intervento sull'attuale aviosuperficie che potrebbe essere "il nostro sbocco al mare", ha puntualizzato.

Partecipazione "Un aspetto ritenuto di fondamentale importanza da entrambe la parti è certamente la massima condivisione e confronto con tutte le realtà istituzionali, sociali ed economiche del territorio. Partirà pertanto da subito l'organizzazione di appuntamenti finalizzati ad incontrare Giunte di Castello, associazioni di categoria, università, e tutte le realtà che possano dare il loro apporto alla stesura del nuovo piano"."Questo Prg - assicura il Segretario di Stato - non verrà fatto sulla testa della gente". In una prima fase saranno convocate Giunte di Castello, sindacati e categorie "per informarli sulle decisioni sullo sviluppo del Paese non solo urbanistico, ma anche economico". Sarà in conclusione, promette, "un piano molto partecipato".

Prima fase Entrando nel dettaglio dell'incontro avuto con Boeri, è stata per ora presentata la "prima fase" degli studi conoscitivi del Paese, sviluppata su 8 punti, tra cui andamento demografico, le destinazioni funzionali, l'esame delle aree produttive e sulla ristrutturazione edilizia, il consumo del suolo, la pianificazione di settore, l'analisi del comparto energetico, infine i piani infrastrutturali in corso.

Il Segretario di Stato esprime grande soddisfazione per le basi gettate a questo progetto che porterà auspicabilmente entro l'anno la Repubblica di San Marino ad avere finalmente un nuovo strumento urbanistico moderno e all'avanguardia.