Industria, riparte il tavolo della trattativa
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Venerdì 30 Gennaio 2009

Martedì 3 febbraio, come da tradizione nella sede dell’ANIS, è previsto il primo incontro del 2009 tra l’associazione industriali e le organizzazione sindacali che darà il via ufficiale ai tavoli tecnici che apriranno la trattativa per il rinnovo del contratto del settore industria. Si tratta di un rinnovo importante, considerata la delicatezza del momento, e da ambo le parti la parola d’ordine è responsabilità. La pensano così anche i vertici della Federazione industria CDLS, che si è riunita il 22 gennaio alla sala del Castello di Domagnano. “Spero vivamente – dichiara a San Marino Fixing il segretario uscente, Giorgio Felici, che riusciremo a chiudere il nuovo contratto il più presto possibile. “Oltre il contratto”, è stato il nostro slogan. Ci poniamo già al di là del contingente, perché dobbiamo gestire al meglio la situazione economica del Paese. E il comparto dell’industria è fondamentale per il Paese”. L’assemblea dei 140 delegati ha approvato all’unanimità la mozione conclusiva e ha eletto i 27 membri del nuovo direttivo di federazione, con otto i nuovi ingressi. Il segretario uscente, Giorgio Felici, è stato il più votato, seguito da Paride Neri, Angela Tamagnini e Luca Montanari. Nella prima riunione del nuovo direttivo, ci sarà la nomina del segretario di federazione e dei 6 membri di segreteria. Articolata in 13 punti, la mozione finale riflette la “forte preoccupazione” del mondo del lavoro sammarinese per il brusco rallentamento dell’economia: “Negli ultimi mesi è raddoppiato il numero dei lavoratori in mobilità, sono aumentate le ore di casa integrazione e calano i fatturati delle aziende”. Per questo “non è più rinviabile da parte del Governo l’approvazione del pacchetto di leggi che potenziano le tutele sociali dei lavoratori delle aziende in crisi”. Tra le misure più urgenti, il documento congressuale indica “l’adeguamento e l’estensione delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali”. In primis l’aumento dell’indennità di disoccupazione giornaliera, attualmente ferma a 2 euro. All’Esecutivo sollecita inoltre la firma con lo Stato Italiano dell’accordo di cooperazione economica: per dare “certezze normative” alle imprese e per “risolvere definitivamente la questione della doppia tassazione dei lavoratori frontalieri”. L’importanza del San Marino Forum. “Devo dire – riconosce Giorgio Felici - che gli stimoli, le analisi di livello europeo che sono venute dal San Marino Forum sono state importanti per trovare le soluzioni migliori all’insegna della condivisione delle scelte strategiche”. “Siamo quest’anno al terzo modulo del Forum e credo che sia fondamentale ora, al di là di iniziative lodevoli come questa che danno al sistema paese sammarinese visibilità internazionale, agire, fare, altrimenti rischiamo che non servano a niente”. “Per esempio, sul versante delle infrastrutture, dobbiamo porci il problema della viabilità, del sovraccarico della mobilità, del traffico nelle zone industriali, in qualche caso abbiamo addirittura aggravato la situazione. Dobbiamo dare risposte alle isole produttive, ma dobbiamo saper scegliere e progettare. Penso all’indirizzo sul polo tecnologico. In Svizzera li hanno fatti vent’anni fa; noi invece dovremmo almeno pensare a che sarà tra vent’anni il nostro polo tecnologico. Insomma, andare in esecuzione”. Questo vuol dire come ha detto Felici nella sua relazione “che dalle chiacchiere si passi agli indirizzi concreti, ovvero tempi di realizzazione, potenzialità finanziarie e target professionale”. Per investimenti regole contrattuali a tempo. “Voglio essere ottimista sul futuro del nostro settore industriale. La crisi c’è a livello internazionale: speriamo che le tossicità che hanno provocato questa crisi siano incenerite nel più breve tempo possibile. Per uscire da questa situazione di stallo dell’economia intanto il sindacato – sottolinea il segretario uscente - può mettere in campo alcune idee, la sua disponibilità per un tavolo di concertazione che sia in grado di stabilire alcuni meccanismi contrattuali nuovi che io ho chiamato “contratti per nuovi investimenti. Regole nuove, in merito a contratti di lavoro a tempo, specifici contratti di ingresso di personale sammarinese per incentivare l’arrivo di investimenti esterni San Marino relativamente ad un periodo prestabilito che potrebbe essere quello che va dal 2009 al 2010”. Difendere la competitività delle aziende storiche. “Accanto a questo c’è un problema complessivo di politica industriale. Ci sono quelle 50 aziende industriali che negli ultimi trenta quarant’anni hanno fatto la storia dell’industria di San Marino a livello economico e sociale. Il nostro Paese ha il dovere di incentrare la sua attenzione sullo stato di salute di questo gruppo di imprese che occupa oltre l’80% dei lavoratori dell’industria. Dobbiamo individuare di quali interventi necessitano per migliorare, rafforzare, sviluppare la loro competitività”. “Sul versante degli ammortizzatori sociali siamo più indietro dell’Italia. L’accordo del 2005 ancora non stato ancora concretizzato. E oggi pagano i lavoratori in difficoltà. C’è stata la disponibilità del Segretario Marcucci, ma bisogna fare presto, perché il tempo incalza e stiamo perdendo i treni”. Un colpo di reni dal Governo. “Mi aspetto dal Governo – conclude Giorgi Felici - un colpo di reni perché siamo in fortissima difficoltà. Siamo in una fase di ristagno dal punto di vista economico, il Paese in mancanza di interventi non più dilazionabili rischia di regredire ancora di più. Ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità, i cittadini non accetteranno più ulteriori giustificazioni, il rimpallo delle responsabilità da parte della politica”.

Saverio Mercadante