Etnofestival, il ritmo del mondo che risuona
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Venerdì 03 Luglio 2009

“Siamo alla dodicesima edizione, abbiamo acquisito notevole esperienza e un’importanza non solo sul territorio italiano ma anche all’estero. Il festival sta diventando sempre più conosciuto grazie soprattutto alla qualità delle sue proposte. Siamo rimasti molto colpiti dalla risposta positiva del pubblico negli ultime stagioni di fronte a situazioni musicali non d’impatto immediato ma di sperimentazione, di ricerca”. Sono le parole di Raffaele Cherubini, che insieme a Maurizio Martinotti, forma la coppia organizzatrice della dodicesima edizione dell’Etnofestival.
Debutto il 13 luglio. Gli organizzatori, sulla scorta di una clausola contrattuale che gli impone di portare a San Marino gruppi musicali che non hanno fatto concerti prima della manifestazione, entro trecento km dai confini della Repubblica, privilegia anche quest’anno nel cartellone debutti assoluti. Con una eccezione straordinaria: il più grande percussionista di djembè del mondo, già al festival negli anni scorsi: il guineano Mamady Keita. “Sono arrivati dall’Austria, dalla Svezia per sentirlo”, ci dice con orgoglio Cherubini. Mamady sarà accompagnato il 14 luglio da Sewa Kan, una all-star band di 11 percussionisti, musicisti, cantanti e danzatori. “Il tema del festival - continua Raffaele Cherubini - da qualche anno è il ritmo: all’interno di questo ambito abbiamo puntato negli anni scorsi non solo sulla percussione, ma anche sugli archi, sulle situazioni orchestrali, sulle proposte che andavano al di là della semplice ballabilità. Ebbene, la risposta del pubblico è sempre stata di grande attenzione e di coinvolgimento capace di cogliere le sfumature più interessanti e innovative dei concerti. Insomma, il pubblico è cresciuto insieme a noi acquisendo conoscenze e competenze”. In esclusiva per l’Etnofestival e in prima assoluta per la Penisola altre cinque magnifiche proposte.
Lunedì 13 luglio 2009 dalla Corea, Gong Myoung: musica tradizionale fa da base al sound di questo quartetto per creare uno stile che fonde passato con suoni innovativi.
Mercoledì15 luglio 2009 dalla Spagna i Coetus: percussioni della tradizione delle processioni dialogano con le voci ispirandosi a ritmi come la sevillana, la seguidilla o il ballo popolare castigliano o di Maiorca. Giovedì 16 luglio 2009 i cubani Vocal Tempo (Cuba): al ritmo delle vibrazioni delle loro corde vocali, mescolano la musica dell’isola caraibica con altri generi e stili. Riescono a simulare un’intera orchestra, imitando le sonorità e i timbri dei vari strumenti. Venerdì 17 luglio dal Brasile il percussionista Siba e la band Fuloresta: ritmi come Ciranda, coco de roda e frevo rimado, liriche dirette e suoni poetici forti, contornati da chitarre, dub, e un’orchestra che permette arrangiamenti elaborati e audaci. Etnofestival conclude sabato 18 luglio con i colombiani LA-33. E’ uno dei progetti di salsa colombiana più effervescenti e urbani del momento: la descarga dura, il latin jazz , gli arrangiamenti che invitano a ballare, e la sonorità della salsa di New York degli anni 60 e gli inizi dei 70.
Saverio Mercadante