Un tavolo tecnico per l'operatività  delle banche
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Venerdì 30 Gennaio 2009

Un tavolo tecnico per rompere il nodo gordiano che ingarbuglia i rapporti tra il sistema finanziario sammarinese e quello italiano. E’ la decisione presa nel corso della riunione di lunedì a Roma tra i vertici dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, e i soggetti sammarinesi interessati alla questione. Da un lato c’è la circolare di Bankitalia che di fatto vincola enormemente il sistema finanziario sammarinese nei suoi rapporti oltre confine, dall’altro c’è la volontà palesata dai responsabili dell’ABI di trovare una soluzione che permetta agli operatori del Titano di continuare ad operare nel sistema bancario, pur nella cornice di una classificazione di Paese extra-Ue. Questo tavolo, meramente tecnico, dovrebbe concludersi con una sorta di codificazione di metodologie e situazioni di gestione tali da permettere l’operatività alle banche sammarinesi: una prerogativa tutt’altro che scontata data la grande confusione che regna oggi. Il problema infatti è che non tutti gli istituti di credito italiani che hanno a che fare con San Marino agiscono secondo la stessa linea: la differenza di interpretazione della circolare di Bankitalia e delle indicazioni dell’ABI sta creando infatti mille difficoltà agli operatori, non solo chi opera in campo finanziario ma anche le stesse aziende.
Il confronto si è poi spostato in ambito politico. L’interpellanza di Gianluca Pini e Massimo Bitonci (Lega Nord) sui rapporti bancari fra Italia e San Marino, che ha richiesto risposta dalla Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha provocato una levata di scudi bipartisan in parlamento in difesa di San Marino. “La circolare di Bankitalia ha bloccato l’attività finanziaria e sta creando enormi problemi sul territorio anche della Romagna”. Così lo stesso Gianluca Pini (Lega Nord) interviene sulla situazione di crisi per l’utilizzo di assegni, carte di credito e moneta tra San marino e Italia. Per Pini “è tempo di intervenire per normalizzare al più presto i rapporti tra i due Stati”.
Anche l’onorevole Franco Narducci (Pd), interpellato a Montecitorio, sottolinea l’importanza di un regolare interscambio finanziario tra Italia e San Marino. “Un rapporto di cooperazione tra i due Paesi è fisiologico - osserva - quindi bisogna agire perché vengano rimossi questi ostacoli che, viste le segnalazioni, effettivamente stanno creando disagi”. Infine Sergio Pizzolante, parlamentare del Pdl e storico conoscitore delle questioni sammarinesi, interpellato a Montecitorio sulla questione, ha affermato che “La circolare di Bankitalia è contro la Convenzione Italia - San Marino ed anche contro il buonsenso”. Per Pizzolante, “si sta creando una situazione gravissima che mina la tenuta del sistema economico sammarinese. Un sistema - sottolinea Pizzolante - nel quale operano molti imprenditori e oltre 6 mila lavoratori italiani”. In tal senso, prosegue Pizzolante “ho voluto sensibilizzare in queste ore il ministero del-l’Economia e quello degli Esteri”. Perché “San Marino è patrimonio istituzionale, democratico ed economico, un paese amico dell’Italia. Occorre che Bankitalia riveda velocemente la sua posizione”.

Obiettivo trasparenza
Per San Marino l’unico modo di riuscire a vincere i sospetti e le resistenze italiane è agire in modo chiaro, mettendo nei ruoli chiave del sistema finanziario persone autorevoli. E’ per questo che si attende con ansia la nomina del Presidente di BCSM, è per questo che devono essere lette con soddisfazione le nomine relative all’Ufficio Centrale di Collegamento, l’organo preposto per dialogare con le amministrazioni pubbliche internazionali nel-l’ambito della normativa sulla “Riorganizzazione dei servizi di vigilanza sulle attività economiche”, la ‘famosa’ Legge 95/2008. Della ‘task force’ fa parte infatti anche l’avvocato Fabio Massimo, ex Comandante della Guardia di Finanza, grande esperto in materia che ha avuto modo di formarsi anche a Washington, all’FBI. L’obiettivo del nuovo gruppo è duplice - spiega Fabio Massimo: allineare San Marino agli standard comunitari e tentare, una volta per tutte, di far uscire la Repubblica di San Marino dal velo di grigio che in passato l’aveva coperta per le frodi commesse da qualcuno”. E adesso si attendono nomine altrettanto prestigiose anche per l’Ufficio di Controllo e Vigilanza sulle attività economiche.
Loris Pironi