Diario della crisi del 3 luglio 2009
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Venerdì 03 Luglio 2009

Continua il duello tra Draghi e Tremonti. Duello sottile, mai diretto, personale, istituzionale, politico (il governo tecnico volteggia nelle teste di molti, in questo periodo). Ma quello che interessa al Diario della Crisi è soprattutto la polemica tra le due massime autorità economiche italiane intorno alle previsioni degli economisti e degli uffici studi: a livello italiano, europeo e mondiale, i generatori di cifre a go go, che smentiscono quasi sempre i precedenti dati da loro stessi prodotti, certamente insinuano qualche dubbio sulla bontà delle prestazioni degli “oroscopi economici”. Per dire: Draghi annuncia, e insieme a lui la maggior parte degli analisti, che il Pil italiano produrrà nel 2009 un bel -5,5%. A febbraio, la previsione era del -2%. E nel 2008, a crisi già in atto, ci si arrampicava sugli specchi di una crescita tra lo 0,2% e l’1,3%. Tremonti non si è fatto scappare l’occasione di farlo notare: touchè al Governatore. Naturalmente la situazione rimane grave, anzi molti si aspettano che da settembre in poi la crisi toccherà il suo apice. Due dati: la percentuale delle famiglie italiane che a fine mese riesce a risparmiare qualcosa è passata dal 20-25% dell’estate del 2007, l’inizio della crisi, all’attuale 17%, il minimo storico. L’altro indicatore non proprio tranquillizzante: le famiglie in difficoltà dal primo trimestre di quest’anno sono salite dal 12,7% al 19%: un milione in più, vicino al massimo storico. Qualche speranziella ce la offre intanto il rapporto trimestrale sulla zona euro, compilato dai servizi del commissario Ue agli Affari economici e monetari Almunia: l’economia dell’Eurozona è ancora in un “territorio di profonda recessione” ma i vari indici di fiducia e i mercati finanziari stanno cominciando a inviare primi segnali di un timido miglioramento. Avviso ai pirati della crisi: Madoff per la sua “truffa diabolica” è stato condannato a 150 anni di carcere. Il caprone espiatorio, senza connivenze ad altissimo livello non avrebbe potuto fare quello che ha fatto per 20 anni, ha pagato per tutti. Applausi in aula ma quei 65 miliardi dollari difficilmente i risparmiatori li rivedranno.
Saverio Mercadante