San Marino, un amore per il teatro
PDF Stampa
Lunedì 16 Marzo 2015

 

di Alessandro Carli

 

La Romagna, teatralmente, è una regione "felix": la provincia di Ravenna in particolare è fortissima – lì vivono per esempio il Teatro delle Albe e Fanny&Alexander – ma anche Forlì (Masque Teatro e Città di Ebla), Cesena (Teatro Valdoca e Socìetas Raffaello Sanzio), Imola (la compagnia Diablogues, ovvero Enzo Vetrano e Stefano Randisi, già sul Titano con qualche spettacolo) e Rimini (Motus) hanno nomi e poetiche che hanno varcato più e più volte i confini dell'Italia. All'appello chiamiamo anche Paolo Cevoli e Giuseppe Giacobazzi, giusto per fare due nomi molto noti anche qui in Repubblica.

Per un principio di contaminatio, anche San Marino è una terra fertile di artisti e teatralismi che, tra il passato e il futuro, creano arte. I loro nomi sono arcinoti. Ci sono "I fanciulli la corte di Olnano e la Compagnia dell'Istrice 1462", che lo scorso giugno si sono recati a Zante per partecipare alla suggestiva "Giostra Cavalleresca 2014" e che ogni anno, in occasione delle "Giornate medievali", riportano agli occhi gli usi e i costumi del Titano di molti secoli fa.

Non possiamo poi dimenticare il Piccolo Teatro Arnaldo Martelli, Bradipoteatar, Le Barnos, Fabrizio Raggi (che ha lavorato in molte produzioni teatrali con Giorgio Albertazzi, Giuseppe Patroni Griffi, Dario Fo, Gigi Proietti), il Teatro della Clavicola ed Elisa Manzaroli, vincitrice dell'edizione 2004 del concorso Locomix, la rassegna che inventa la comicità.

Se di Elisa Manzaroli ricordiamo con piacere lo spettacolo "Manzarolik" (un monologo – con la partecipazione di Mauro Granaroli – in cui il graffiante umorismo e il sarcasmo più feroce fanno da padrone. Nella sua terrazza in una giornata di riposo la dolce signora Manzarolik racconta del suo vicinato e delle sue cattiverie: "Io godo a fare del male a gli altri!". Il cinismo, principe sovrano nei suoi pensieri, l'accompagna in questo percorso di crescita, senza remore, senza paure. Manzarolik rispecchia in maniera ironica e satirica una collettività forse non troppo distante, ma sicuramente assurda ed estrema un po' come accade nei cartoni animati. Accompagnata dal suo fidatissimo servo Tonto, Manzarolik esilarante nella sua cattiveria ci accompagna nei meandri di un condominio comandato interamente da lei), non possiamo dimenticare LoComix, che nasce nell'inverno del 2000 quasi per gioco, durante una riunione dell'Associazione Culturale Locomotiva. L'ideatore, Ettore Mularoni, attuale presidente dell'associazione nonché direttore artistico e presentatore dello spettacolo, propone un evento di questo tipo, perché ritenuto di forte richiamo per il pubblico anche alla luce del fatto che sia la Repubblica di San Marino, che le zone limitrofe, all'epoca erano carenti di manifestazioni di questo genere. Obiettivo degli organizzatori è sempre stato quello di creare un evento che potesse divertire il pubblico e nel contempo "coccolare" anche i partecipanti, quindi molta cura è sempre stata dedicata all'ospitalità e alla trasparenza nei procedimenti di voto. L'edizione 2015 passerà a breve anche sul Titano (da qualche anno ferma anche alla stazione di Coriano): la seconda fase si terrà sul Titano, occasione nella quale gli 8 finalisti si esibiranno per contendersi il premio di vincitore di Locomix 2015, titolo che spetterà al miglior comico emergente di questa edizione. L'appuntamento è per il 21 marzo al teatro Titano.

Chiudiamo con una licenza poetica, che parla "anche" di teatro: Nicoletta Ceccoli. A lei abbiamo dedicato una pagina in occasione della Biennale di Disegno di Rimini, la scorsa primavera. Tra le sue opere più suggestive, ne abbiamo trovata una che ha a che fare con la scena: "The magicians assistant". Anche se non si dovrebbe mai chiedere a un artista un'interpretazione di una propria creazione, siamo andati a trovarla per farci raccontare qualche suggestione: un bottone con le zampe, un dado-Cupido, un maialino su un cilindro da giocoliere, un bersaglio che ricorda una caramella gigantesca e che fa già pregustare i sapori della panna e della fragola. Ma soprattutto quei riferimenti al teatro di strada...

"L'ambientazione riporta al circo del Novecento e al mondo di Federico Fellini – racconta Nicoletta Ceccoli -, anche se non mancano accenti che riportano alla crocifissione e San Sebastiano. La figura antropomorfica – una fanciulla molto sensuale con ali di farfalla, quindi molto lieve – è posta al centro del bersaglio ed è circondata da personaggi un po' freak, quasi impossibili. Il sipario, di color pastello molto delicato, crea un'aria fanciullesca".