Codice EORI, la quiete dopo la tempesta
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Venerdì 10 Luglio 2009

“Dopo i primi due giorni di congestionamento, ora l’iter procede in maniera decisamente più snella, veloce”. Con queste parole Daniela Tombeni, direttore generale di S.M. Studio Sped, fa luce sulla novità legata al Codice EORI, il sistema di identificazione univoca ideata dall’U-nione Europea per semplificare procedure e tracciamento elettronico delle attività doganali, in vigore dal 1° luglio. Con l’adozione del Regolamento CE n. 312/2009, che modifica le disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario (Reg. CEE n. 2454/93), la Commissione europea ha introdotto il numero di registrazione e identificazione degli operatori economici (numero EORI), che dovrà essere assegnato dagli Stati membri a ciascun operatore economico ed eventualmente ad altre persone. Questo numero servirà di riferimento comune nei rapporti tra l’operatore economico e l’autorità doganale in tutta la Comunità e per lo scambio di informazioni tra le autorità doganali e tra queste ultime e altre autorità. Sarà l’operatore economico che dovrà presentare la domanda nel suo Stato membro per ottenere il numero EORI che sarà valido in tutta la Comunità. Una volta ottenuto il numero, l’operatore economico sarà obbligato a utilizzarlo in tutte le comunicazioni con le autorità doganali in cui sarà richiesto la sua identificazione.

SAN MARINO
Il Regolamento aveva creato una certa apprensione a San Marino: la Repubblica, di punto in bianco, si era trovata a dover assimilare il nuovo Codice doganale, con una certa e motivata preoccupazione in quanto – di fatto – nessun operatore era stato avvisato.
“Per superare le difficoltà iniziali - prosegue Daniela Tombeni - l’Ufficio Tributario ha dimostrato un enorme spirito di collaborazione, creando una corsia presenziale, al fine di mettere a norma, secondo il Regolamento Europeo, anche le imprese sammarinesi. Per quel che concerne i nostri clienti - rimarca il direttore generale di S.M Studio Sped -, le aziende si sono già attivate. Certo, durante i primi due giorni di luglio si era diffuso, tra le imprese, un po’ di terrore, ma più per la novità, per la mancanza di informazione. L’EORI è arrivato all’improvviso, e la burocrazia ha creato qualche difficoltà iniziale. Ma dopo una settimana le aziende più grosse sono già state sbloccate, e anche i privati si sono allineati”.
Infatti la codifica EORI di base non era prevista per gli operatori economici sammarinesi.
Da circa 2 mesi la Repubblica di San Marino è entrata nel sistema NCTS - New Computerised Transit System, acronimo che definisce il sistema di transito computerizzato alle dogane europee, con l’intento di semplificare le procedure doganali attraverso l’utilizzo di un sistema elettronico unico.
Da luglio è entrata in funzione la IV e ultima fase del sistema NCTS, che prevede l’adozione di un codice alfanumerico denominato EORI (Economic Operator Registration and Identification), attribuito dallo Stato ai propri operatori economici che effettuano nel territorio della Comunità un’operazione doganale.
La codifica EORI di base, come detto, inizialmente non era prevista per gli operatori economici della Repubblica; pertanto l’ultima fase di attuazione del nuovo sistema di transito doganale è stata avviata su questo presupposto. Diversamente è andata invece quando, dal 1° luglio, al verificarsi delle prime operazioni doganali da e verso Paesi extra CEE con transito su dogane italiane abilitate (l’Italia ha vincolato la Repubblica di San Marino in materia di EORI, ndr), è emerso che per completare le formalità di dogana necessarie tale codice identificativo dovesse essere necessario anche per gli operatori sammarinesi.
Gli Uffici sammarinesi competenti, in accordo e in sinergia con le dogane italiane, stanno lavorando per arrivare a definire quanto prima delle soluzioni che possano rimediare ai ritardi e ai problemi organizzativi sorti in questi primi giorni di attuazione del Reg. CE n. 312 del 16 aprile 2009. I problemi tecnici riguardano le modalità di rilascio del codice EORI; si tratta, in questo momento, di individuare le procedure più snelle e rapide per l’ottenimento dell’identificativo da parte dell’operatore economico.

L’ANIS
Si respira un clima più distaso all’interno dell’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese: in questi giorni infatti l’ANIS ha partecipato agli incontri organizzati assieme all’Ufficio Tributario e agli spedizionieri, mettendosi a disposizione delle imprese e offendo il supporto necessario per l’ottenimento del Codice.

LA SEGRETERIA ALLE FINANZE
La Segreteria di Stato alle Finanze, in una nota, sottolinea come “in questo momento di emergenza gli Uffici doganali italiani, centrali e periferici, abbiano mostrato la loro massima disponibilità per cercare di individuare insieme le soluzioni più adeguate, tenuto conto della particolarità di San Marino, che è Paese terzo rispetto all’Unione Europea, ma che al contempo è in Unione doganale, come previsto dagli stessi accordi comunitari”.

IL CODICE
Il Codice EORI si compone di un Country Code, a cui va aggiunto un codice che può arrivare fino a 15 caratteri alfanumerici, ma il cui formato, in concreto, è determinato autonomamente da ciascuno Stato membro.
La maggior parte degli Stati membri ha scelto di far coincidere tale formato con la partita IVA (o il codice fiscale, nel caso delle persone fisiche, meno l’ultimo carattere). Ciascun operatore al quale viene attribuito il codice EORI è registrato a livello nazionale presso l’amministrazione doganale dello Stato membro in cui è stabilito, la quale rende disponibile le codifiche dei propri operatori nazionali in una banca dati centrale gestita dalla Commissione europea.
Alessandro Carli